giovedì 28 agosto 2014

Tribunale Bologna:"Eterologa è diritto"

18 agosto 2014 18.31

Accolto il ricorso di una coppia, presentato prima della sentenza della Corte Costituzionale, che ha abolito il divieto di ricorso all'eterologa. Il tribunale di Bologna ha riconosciuto il diritto ad accedere all'eterologa e nell'ordinanza sottolinea che non c'è alcun vuoto normativo che impedisca di procedere in base alle regole della medicina e alla legislazione sanitaria vigente. Stesso diritto riconosciuto ad un'altra coppia per la quale è stata emessa un'altra ordinanza. 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-0e74dcb2-c927-4372-8bac-9ddb4de65ffe.html

mercoledì 30 aprile 2014

Alla Casa dei diritti un’équipe di esperti per i dubbi sulla fecondazione eterologa

ORIANA LISO

IL CAOS, in questo momento, è enorme. Perché la Consulta ha da poco dichiarato incostituzionale la legge che proibisce la fecondazione eterologa in Italia per le coppie sterili: cosa vuol dire, nella pratica? Cosa cambia per chi deve ricorrere a un donatore per avere un figlio? Tante domande, mediche e giuridiche, e la necessità di fare chiarezza: alla Casa dei diritti di via De Amicis hanno deciso, per questo di aprire uno sportello informativo e di consulenza. Aperto non solo alle coppie, ma anche a medici, infermieri e a chi — in generale — ha bisogno di orientarsi tra norme e divieti. Si parte il 13 maggio: ogni settimana, dalle 17, sarà possibile fissare un appuntamento con l’équipe formata da un avvocato, un medico e responsabili della associazioni coinvolte (“Sos infertilità” e “Vox  Osservatorio sui diritti“).
A proporre l’idea al Comune è stata l’ex consigliera comunale — ora nel consiglio di presidenza della giustizia amministrativa — Marilisa D’Amico. «A fine marzo — racconta — abbiamo fatto un incontro aperto sul tema, capendo che c’era un grande bisogno di chiarezza, sia da parte delle coppie che degli operatori: basti pensare che anche su una sentenza del 2009 che riguarda il numero di embrioni consentiti c’è ancora molta incertezza».
La decisione della Consulta, ovviamente, non è un liberi tutti — «va ricordato che la fecondazione eterologa è solo, oggi, per le coppie eterosessuali, quindi né per i gay né per i single», ricorda D’Amico — ma pone domande a cui qualcuno deve dare risposta. Per esempio: una coppia italiana che ha embrioni congelati all’estero, potrebbe ora portarli in Italia per portare avanti la procedura della fecondazione senza costosi viaggi oltre confine? Spiegheranno, gli esperti dello sportello, che siamo in una fase di transizione: dal momento in cui saranno depositate le motivazioni della sentenza — teoricamente — ogni centro potrà organizzarsi, ma il governo potrebbe decidere di emanare una nuova legge o, semplicemente, delle linee guida. L’esperimento (il primo in Italia, secondo l’assessore al Welfare Majorino) serve per iniziare a far capire agli aspiranti genitori da una parte, ai medici dell’altra, a cosa si potrà andare incontro, ma dovrebbe poi trasformarsi — in un secondo tempo — in uno sportello dedicato al tema più generale della genitorialità.
articolo_repubblica_casa_dei_diritti

fonte:  La Repubblica – MILANO link

giovedì 10 aprile 2014

+++ABBIAMO VINTO!+++ La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale il divieto di eterologa, ovvero il cuore proibizionista della Legge 40

"La sentenza di oggi della Corte Costituzionale - si legge nel Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni - che ha cancellato il divieto di eterologa previsto dalla legge 40 del 2004 ha valore di legge e non è oppugnabile. Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa. Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità. nessun vuoto normativo, ma con la legge 40 così modificata garanzie per i nati e per le coppie", dichiarano gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali del procedimento di Firenze, i primi a sollevare il dubbio di legittimità costituzionale sull'eterologa,  che hanno seguito su 29 procedimenti circa 17 casi, e rispettivamente Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e docente università di Firenze
 
Ora sia i centri pubblici che quelli privati dovranno eseguire tecniche di fecondazione con donazione di ovociti e spermatozoi esterni alla coppia. Come prima del 2004, anno di emanazione della legge 40, sarà lecita l'ovodonazione; mentre qualsiasi uomo fertile potrà donare il proprio seme.
E' bene chiarire che non c'è alcun rischio di commercializzazione di gameti.
 
Con la sentenza di oggi si chiude una pagina nera del nostro Parlamento: le famiglie che hanno fino ad adesso subito le conseguenze della legge 40 e dei suoi assurdi divieti non potranno essere risarcite. Ma si apre una via per tutte quelle coppie che ora non saranno più discriminate e potranno ricevere tutte le cure e l'assistenza per costruirsi una famiglia, senza doversi affidare a costosi e rischiosi viaggi della speranza all'estero. 
 
Conclude Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni: "In questi 10 anni dal sabotaggio antireferendario, come radicali dell'Associazione Luca Coscioni, non ci siamo mai rassegnati. Grazie, in particolare, a Filomena Gallo e alle coppie che ci hanno fatto fiducia;  ci siamo mobilitati in ogni sede per superare divieti violenti e insensati. Quella di oggi sulla fecondazione eterologa è una vittoria importante per l'affermazione delle libertà civili  in Italia. Il prossimo obiettivo è quello dell'abolizione del divieto di ricerca sugli embrioni.Su questo ci auguriamo che domani il Parlamento non dia seguito alle richieste dei promotori della campagna 'Embrione Uno di noi":  siamo pronti a breve con una disobbedienza civile su questo punto".

http://www.associazionelucacoscioni.it/comunicato/abbiamo-vinto-la-corte-costituzionale-dichiara-incostituzionale-il-divieto-di-eterologa

 

sabato 5 aprile 2014

«Mio figlio, la scelta più giusta. Ora vado avanti, ma per gli altri»

http://ilmanifesto.it/mio-figlio-la-scelta-piu-giusta-ora-vado-avanti-ma-per-gli-altri/
di Eleonora Martini,


  

martedì 23 aprile 2013

Da Firenze il divieto di eterologa discrimina le coppie sterili nell'accesso alle cure

Filomena Gallo e Gianni Baldini
23 Apr 2013
http://www.associazionelucacoscioni.it/comunicato/da-firenze-il-divieto-di-eterologa-discrimina-le-coppie-sterili-nellaccesso-alle-cure

Dichiarazione di Filomena Gallo e Gianni Baldini, rispettivamente Segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Docente di Biodiritto dell’ Università di Firenze, entrambi legali della Coppia 

Il Tribunale di Firenze si è espresso sul divieto di eterologa delle legge 40, rimandando la decisione alla Corte Costituzionale.

Il giudice fiorentino Paparo ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 c. 3 L.40/04 per contrasto con l’art. 3 Cost., con conseguente sospensione del procedimento di merito. Secondo il giudicante il divieto di Procreazione Medicalmente Assistita di tipo eterologa comporta “una evidente violazione del principio di ragionevolezza inteso come corollario del principio di uguaglianza”. Il richiamo esplicito è all’orientamento della Consulta secondo la quale per verificare la ragionevolezza di un trattamento differenziato deve farsi riferimento al ‘punto centrale della disciplina, nella prospettiva in cui si colloca lo stesso legislatore’.

Dichiara l’avv. Filomena Gallo, “La coppia si era rivolta all’Associazione Luca Coscioni, perché pur potendo accedere alla fecondazione assistita perché sterili, la legge 40 vieta l’unica tecnica che potesse dare loro una gravidanza: l’eterologa”.

Per tale motivo nel caso di specie “il legislatore dichiara espressamente (all’art. 1) che l’obiettivo della legge in esame ‘è quello di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana’ consentendo ‘il ricorso alla procreazione medicalmente assistita….qualora non vi siano metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità’.”

Commenta il prof. Gianni Baldini: “Il Giudice, in sintesi ritiene che il divieto di eterologa viola “l’art. 3 sotto il profilo della ragionevolezza, in quanto ne risulta un trattamento opposto di coppie con problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità, che si differenziano solo per il tipo di patologia che li provocano, dovendosi invece ritenere che, ad una situazione sostanzialmente uguale (sterilità o infertilità possa corrispondere la uguale possibilità del ricorso alla PMA applicando la tecnica utile per superare lo specifico problema, da individuarsi in relazione alla causa patologica accertata, anche se evidentemente fra un caso e l’altro”

Il giudice del tribunale di Firenze ha, in piena conformità col criterio interpretativo valido per le leggi nazionali al fine di sindacare la corrispondenza tra la legge 40 e i valori fondamentali della persona richiamati dalla Carta Costituzionale, confermato quanto rilevato nella stessa sentenza della Grande Camera della Corte Edu del novembre 2011. Quest'ultima nel riformare la decisione di prima istanza contro l’ Austria sul divieto di eterologa, rilevava infatti come il legislatore austriaco non avesse mai aggiornato la materia in virtù delle evoluzioni mediche e tecniche ad essa connesse, così come a suo tempo fu anche suggerito dalla Corte Costituzionale austriaca.

Ricordiamo che lo scorso 22 maggio i giudici della Corte Costituzionale hanno ordinato la restituzione degli atti relativi al medesimo procedimento al giudice a quo (decisione cliccando qui) affinché questi procedesse ad un rinnovato esame dei termini della questione, poiché all’ordinanza di rimessione del settembre 2011 era sopravvenuta una modificazione della norma della Decisione della Corte Edu invocata come parametro di giudizio alle norme costituzionali.

Dunque un messaggio forte e chiaro il cui punto centrale è il rilievo circa il contrasto tra il divieto di eterologa sancito dalla legge 40 e il fondamentale precetto costituzionale di cui all’art. 3 che in forza del principio di uguaglianza postula che un medesimo problema (sterilità) può essere oggetto di trattamento differenziato solo ove sussista oggettiva giustificazione.

A questo punto non ci resta che auspicare che la Corte Costituzionale prosegua nel già avviato processo di armonizzazione della legge 40/04 alla Costituzione (nazionale ed europea).

Nel procedimento sono intervenute a sostegno della coppia le associazioni Luca Coscioni, Amica Cicogna, Cerco un bimbo e Liberi di decidere.







sabato 13 aprile 2013

LA FECONDAZIONE È DIRITTO ALLA VITA

12 aprile 2013 su La Repubblica
Corrado Augias risponde al lettore Paolo Izzo:

Il tribunale di Milano giudica incostituzionale la legge 40 in quanto non consente la fecondazione eterologa alle coppie sterili e si rivolge alla Corte costituzionale. La corte di Cassazione ha condannato per abuso di ufficio una dottoressa che, per obiezione di coscienza, non ha dato assistenza a una donna che aveva abortito. Due casi recenti, due notizie trascurate. Due estremi che si toccano. Protagonisti in negativo i cosiddetti pro-life, che non si capisce ancora bene se siano a favore della vita umana o di quella pre - e ultra-terrena. Da un lato, infatti, predicano che un embrione abbia più diritti della donna che non lo vuole; dall' altro impediscono alla donna che vorrebbe portarne uno fino alla nascita di essere fecondata, in qualunque modo sia oggi possibile con la scienza moderna. E poi: cimiteri di feti ed embrioni, fiaccolate e veglie per la vita vegetativa, crociate contro il testamento biologico. Si mettano d' accordo: c' è qualche essere umano, adulto e vivo, che abbia un qualsivoglia diritto di scelta, per costoro che inneggiano alla vita... ma nell' aldilà?
Paolo Izzo


La domanda del signor Izzo è sarcastica ma coglie un punto fondamentale. Il rifiuto di considerare le conseguenze positive che gli ultimi ritrovati di scienza e tecnologia hanno determinato sulle possibilità della vita. L' ultima notizia: una coppia nella quale il marito è incapace di generare è ricorsa al tribunale (di Milano in questo caso) contro la famigerata legge 40 che vieta tra l' altro la fecondazione eterologa (sperma fornito da un terzo). Il tribunale ha sollevato un dubbio di legittimità costituzionale su quel divieto che condiziona la «possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili [...] di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita familiare». Il pool di avvocati che difende la libertà di scelta della coppia era coordinato da Marilisa D' Amico. Questa volta la suprema magistratura costituzionale dovrebbe pronunciarsi nel merito, stabilire cioè se quel divieto si scontra con le libertà stabilite dalla costituzione. Seguiremo la sentenza (prevista dopo l' estate) che potrebbe eliminare un' altra assurdità di questa pessima legge ispirata dal fanatismo, approvata nel 2004, confermata da un referendum fallito per mancanza di quorum. Le associazioni clericali arrivarono a predicare l' astensione dal voto perfino ad urne aperte così violando anche la legge elettorale. Causa di numerosi guai tra i quali il faticoso e dispendioso "turismo procreativo" (andare all' estero per fare ciò che l' Italia proibisce), la legge 40 è stata progressivamente smantellata da ben 17 sentenze di vari tribunali della Repubblica. La sentenza della Corte potrebbe essere la sua pietra tombale. Corrado Augias

martedì 29 gennaio 2013

Fecondazione assistita, tra sogno e realtà


Domande scomode sull'infertilità al Corriere della Sera

GLI INCONTRI DEL CORRIERE SALUTE

Fecondazione assistita, tra sogno e realtà

«Fecondazione assistita tra sogno e realtà. Domande scomode sull'infertilità». È il titolo del dibattito che si svolgerà presso il Corriere della Sera, il prossimo 31 gennaio alle ore 18. L'argomento si sa, è spinoso ma nella nostra società dove si diventa genitori sempre più tardi interessa ormai migliaia di coppie. La procreazione assistita oggi offre esami e metodiche sempre più avanzate, ma il percorso da effettuare, con i suoi impegni costanti, tra controlli periodici e le idonee metodiche, richiede tenacia e pazienza e anche gli aspetti psicologici nell'affrontare un percorso che può rivelarsi lungo e tortuoso non è da sottovalutare.

IL DIBATTITO - A disposizione dei lettori del Corriere Salute ci saranno esperti di primo piano che parleranno proprio della fecondazione assistita, dei problemi per accedervi, del difficile iter al quale i futuri genitori devono sottoporsi per coronare il sogno di avere un figlio. Ne parleranno appunto Maurizio Bini, responsabile del centro per i disturbi per la fertilità all'Ospedale Niguarda di Milano, Elisabetta Chelo, specialista in ginecologia-ostetricia e patologia della riproduzione umana, Centro Demetra per la fecondazione assistita a Firenze, Eleonora Mazzoni, attrice e scrittrice, Egidio Moja, direttore della scuola di specializzazione in psicologia clinica alla facoltà di medicina all'Università di Milano. Modera Daniela Natali, giornalista del Corriere Salute.

LA PRENOTAZIONE - L'ingresso è gratuito, ma bisogna prenotarsi al numero 02-20400333 oppure scrivere una mail a incontricorrieresalute@rcs.it