mercoledì 31 ottobre 2007

La storia di Maria, prima mamma in Europa con l'ovodonazione

"Mi chiamo Maria Russo e sono di Milano. Ho eseguito una ovodonazione (la prima in Europa) 23 anni fa con una tecnica atraumatica, ora non più in uso, del lavaggio dell'utero.
Mi sono rivolta alla mia sorella più giovane che mi ha donato l'uovo.
Cristina, mia figlia, è stata informata quando aveva 4 anni; ne ha ora quasi 23, sta benissimo, non ha nessun complesso inerente al suo concepimento, lavora ed è in ottime relazioni con mia sorella e con tutti gli zii e gli altri membri della famiglia. Il rapporto tra me e mia sorella donatrice sono normalissimi e sono simili al rapporto che ho con l'altra mia sorella.
Tutta la mia famiglia è stata messa al corrente del nostro problema non appena si è presentato: questo è anche il motivo per il quale ho avuto il sostegno e l'aiuto di mia sorella e di tutti i membri della mia famiglia.
Non solo, ma nel corso di tutti questi anni ho messo a disposizione tutta l' esperienza che ho acquisito in questo settore per aiutare molte coppie, molte delle quali sono riuscite a coronare il loro sogno.
Leggendo il tuo blog ed anche altri siti che si occupano di sterilità ed anche parlando con molte coppie sterili, mi rendo conto che vi è una diffusa reticenza da parte delle coppie sterili, non tutte, a rivelare il loro stato agli amici ed anche ai familiari: a volte neppure i genitori o i suoceri sono a conoscenza della situazione.
Se continuiamo a nasconderci ed a comportarci come se avessimo la lebbra (è un modo di dire, ma ho il massimo rispetto per i lebbrosi) è evidente che non riusciremo mai ad abbattere il senso di diffidenza e timore della popolazione fertile verso le tecniche di procreazione assistita. Io stessa, penso, che se fossi stata una donna normalmente fertile, sarei stata probabilmente condizionata dalla cultura prevalente e sarei stata contraria alla fecondazione artificiale.
Prendiamo l'esempio degli omosessuali: finchè se ne vergognavano e rimanevano nell'ombra, vi era un generale senso di diffidenza e malessere verso questa situazione da parte della popolazione; da quando invece negli ultimi anni gli omosessuali in Italia sono usciti allo scoperto, una parte della popolazione ha mutato la propria posizione nel confronto della omosessualità: addirittura vi sono dei progetti in Parlamento tesi a parificare la loro situazione a quella delle famiglie eterosessuali: è evidente che c'è una consistente parte della popolazione che è ancora nettamente contraria, ma quanto meno oggi se ne dibatte liberamente e addirittura nelle aule parlamentari.
Venendo nuovamente alla sterilità, dunque, coraggio! parliamone apertamente con i parenti, gli amici, i colleghi di lavoro: ci guadagneremo sotto tanti punti di vista:
a) nessuno più ci seccherà chiedendoci come mai non abbiamo ancora figli dopo tanti anni di matrimonio
b) ho notato che molte coppie si lamentano per i costi degli interventi all'estero: ebbene, vuoi vedere che qualche suocero, messo al corrente, per riuscire ad avere il nipotino, è disposto ad aiutarci anche economicamente? oppure una nostra sorella potrebbe essere disposta a venire all'estero con noi per donarci gli ovociti, (con riduzione del prezzo dell'intervento e tra l'altro nei centri esteri di ovodonazione spesso il rapporto donatrice/ricevente è di 1/2 - 1/3: intendo dire che quando si induce la superovulazione in una donatrice, si producono spesso un numero di ovociti che riesce a soddisfare due o anche tre riceventi contemporaneamente, e questo può portare ad una ulteriore riduzione del prezzo; i centri esteri di ovodonazione sono infatti spesso a corto di donatrici, che pagano alquanto salato, per cui a volte accettano di buon grado questo tipo di accordo: "io ti porto mia sorella, o una mia amica, buona donatrice, che può soddisfare tre pazienti, ma il mio intervento me lo fai pagare ad un prezzo molto basso);
oppure un fratello di nostro marito potrebbe essere disposto ad esempio a donarci il seme (tra l'altro l' autoinseminazione, con tutte le cautele e le precauzioni del caso, è semplicissima da praticare, costa pochissimo e si possono trovare tutti i dettagli sui siti specializzati).
Vi sono tanti modi insomma per raggiungere il nostro obiettivo: è importante abbattere il velo di omertà e di vergogna che ci paralizza. Io stessa ho da poco un sito internet
www.ilpuntosterilita.com che hai voluto gentilmente collegare mediante link a questo blog, con la finalità di aggiungere un mio piccolo contributo per sconfiggere questo mare di incomprensione e ostilità che caratterizza la visione della sterilità nel nostro Paese e per trasmettere l'esperienza che ho accumulato nel settore ed aiutare le coppie che si vengono a trovare in questa sfortunata situazione.
Grazie.
Maria"

La storia di Paolo

Questa intervista è stata tratta da un articolo di "Diario" del 2005, prima del referendum, scritto da Assunta Sarlo.
E' il racconto di un uomo, la sua storia di sterilità, senza lieto fine...ma spero che da allora, dopo due anni possano dire "...e vissero felici e contenti, con figli!"
Me lo auguro per Paolo, per la sua compagna e per chi vive le stesse problematiche:
un lieto fine per tutti


"...oggi ho 47 anni, una compagna molto amata e un buon lavoro. A 35 anni mi sono ammalato di neoplasia al testicolo, le cure hanno funzionato, ma mi hanno procurato una condizione irreversibile: la sterilità."
"...per la mia compagna l'esperienza della maternità è molto importante. Siamo stati in un ospedale pubblico la prima volta sei anni fa: ci hanno indicato un percorso, ci hanno indicato dei centri privati... non abbiamo trovato nessun far west.
Ci hanno prospoto la fecondazione eterologa: ci ho pensato e ho accetato subito.
C'è un preconcetto maschile e molto italiano sulla virilità: io penso invece che non esista prova più bella che dare la possibilità alla propria compagna di diventare madre. Ne abbiamo parlato anche con le nostre famiglie: anche la mia tradizionale, meridionale, ha capito e ci ha sostenuto. Abbiamo fatto un paio di tentativi, l'arrivo della legge 40 ci ha costretto a fare tutto in modo veloce e stressato... Sono falliti chissà come sarebbe andata con un po più di tranquillità. E' stato un periodo difficile : il tempo levato al lavoro, le bugie per assentarsi, i monitoraggi, i bombardamenti ormonali, il denaro che se ne va, sopratutto per lei un vero trauma. E poi dopo la legge 40 siamo andati a Salonicco con un grosso sforzo emotivo e finanziario... in questi anni abbiamo speso 25 mila euro. E mi da fastidio questo aspetto, mi sento anche in colpa verso chi i soldi non ce li ha...
E' andata male anche a Salonicco abbiamo esaurito i soldi e le energie.
Si vive una crisi profonda davanti all'insuccesso: all'inizio c'è l'idea dell'esperienza condivisa, poi ti senti quello che ha portato nella coppia questo problema, si affaccia il senso di colpa ogni volta è una nuova fatica.
Noi l'abbiamo superata dandoci una pausa, facendo gli zii di molti nipoti e lavorando nel comitato referendario: abbiamo trovato un senso impegnandoci contro questa legge che mi fa incazzare, contro il falso moralismo. Cosa faremo dopo non lo so: non bisogna accanirsi ma la tecnica non mi fa paura: io ho incontrato la medicina, la chimica e mi hanno salvato la vita. Ed un figlio oggi sarebbe anche la rivalsa sulla vita... il mio limite insomma è quello della mia compagna : ha 34 anni, è molto bella, dice sempre
"quando ce la faremo..."

lunedì 29 ottobre 2007

Mamma raccontami come sono nato

“C’era una volta una mamma che cercava dei libri di favole che l’aiutassero a raccontare al suo bimbo come era venuto al mondo. Era un bimbo nato grazie alla donazione di spermatozoi."

Coniglietto Dindondà
Coniglietto Dindondà
solo e triste se ne sta
ha perduto i suoi semini
tondi, piccoli e carini.
Darli vuole alla cicogna
quella bella vagabonda
che in cambio di un semetto
può portargli un coniglietto.
Triste solo e sconsolato
se ne va da Fortunato
che nel sacco ha tanti semi
ma da tanto è già papà
e la notte di Natale
li regala a Dindondà.
Serenella fagianella
Serenella fagianella
dalla coda lunga e bella
non ha più neanche un ovetto
per far crescere il semetto
del suo caro maritino
il fagiano Birichino

Una lunga malattia
li ha portati tutti via
infrangendo il suo gran sogno:
diventare mamma un giorno

Il marito in fondo al cuore
trova infine le parole
per poterla consolare
e i suoi occhi far brillare:
"Io ti amo e tu lo sai
non abbatterti vedrai
un rimedio ci sarà
per la tua sterilità"

Non sapendo cosa fare
va dal gufo cardinale
per avere un gran consiglio
ma risponde con cipiglio!
"Tu esser mamma? Non sia mai!
E'insensato e tu lo sai!
la natura non s'inganna!
La morale ti condanna!"

Pettirossa generosa
la rincuora assai orgogliosa:
"mamma son di 6 monelli
e ho 3 ovetti freschi e belli
Scienza Infusa, mio marito
è un gran medico, il più ambito!
Coi miei ovetti piccolini
e i semini Birichini
ci possiamo almen tentare!
Presto, dai, non esitare!"

Serenella cova e spera
e il miracolo si avvera!
Una figlia deliziosa
con il petto tutto rosa!!!!
tratto dal libro "Mamma raccontami come sono nato",
casa editrice Mammeonline

venerdì 26 ottobre 2007

Quante volte vi sarete sentiti dire : ma perche non adottate?


Ditemi qual'è la prima risposta che vorreste dare?
Vi siete mai fermati a pensare perchè ci sono persone che decidono per l'adozione, spesso senza neppure approfondire i loro problemi di infertilità o sterilità e ci sono persone che invece decidono di intraprendere la strada della donazione di gameti?
Io ci ho pensato spesso e mi sono posta più volte questa domanda.
Quando mi sento dire ma perchè non adotti, mi fermo un attimo e rispondo :
"adozione e donazione di gameti (o come l'ho sentita definire: adozione medicalmente assistita)
sono due strade parallele, due strade ben diverse tra loro, e credo non paragonabile e senza punti di incontro"
Se decidi di intraprenderne una spesso lo fai a discapito dell'altra, perchè percorrerle entrambe non è possibile!
Ma fino a ieri non mi ero data una spiegazione del motivo, del perchè queste strade siano così diverse!
Poi ho letto un articolo pro-eterologa, scritto ai tempi del referendum, da Carla Forcolin, autrice di un libro sulla difficoltà di adottare e presidente di una associazione di genitori adottivi.

Quello che mi ha colpito è che ha giustamente sottolineato la differenza che c'è tra adozione e donazione di gameti, perchè una coppia decide una cosa piuttosto che un altra.
Premetto che entrambe le strade sono molto difficili, sono lunghe dolorose e soprattutto costose in termini economici e personali.
E' sbagliato pensare che la donazione di gameti sia più "sbrigativa" della adozione!
Quindi non è la difficoltà l'elemento discrimante!
Il percorso adottivo prevede uno "Studio di coppia" con assistenti sociali e psicologi che cercano di capire se in effetti la coppia sia in grado di adottare un bambino.
Tra le cose fondamentali che si cerca di capire è se c'è stata la risoluzione del "lutto" di non poter avere figli!
Questo perchè un figlio adottivo non può essere il sostituto del figlio non avuto.
L'adozione è una genitorialità che nasce (spesso) dall'infertilità accettata e rielaborata, dalla realizzazione del lutto e dalla sua accettazione.
La donazione di gameti nasce anch'essa dalla realizzazione ed elaborazione del lutto della sterilità.
La scoperta e l'accettazione della propria condizione di sterilità è il punto di partenza per entrambe le strade.
Ma mentre il futuro genitore adottivo dovrebbe aver superato anche il desiderio della propria genitorialità biologica, chi affronta la donazione di gameti ha deciso (conscientemente o inconsciamente) di non accettare questa condizione, ovviamente se supportati dalle possibilità scientifiche.
Pensare che una coppia che ha voluto intraprendere il percorso della donazione di gameti possa essere contemporaneamente anche un possibile genitore adottivo è generalmente difficile.
Non si adotta un figlio solo perchè lo Stato non ti permette di usare il seme o l'ovulo di un donatore/trice.
La donazione di gameti, in particolare per la donna è la realizzazione completa della propria maternità, e in generale per la coppia la soddisfazione completa di una genitorialità totale.
La adozione si svolge una volta accettato il fatto che non si sarà mai genitori biologici, quindi è una scelta (o dovrebbe esserlo) condizionata al bene assoluto del bambino.
I desideri della coppia vengono messi in secondo piano per prediligere i bisogni dei bambini adottivi.
Quindi i futuri padri e madri quando decidono di affrontare questo percorso devono essere ben consapevoli che non sono li per soddisfare la loro genitorialità ma per soddisfare le richieste di un bambimo.
Questi dati sono forse un pò vecchiotti ma li ripropongo ugualmente:
solo il 30% dei bambini adottati sono sotto il primo anno di vita, il resto sono bambini già grandicelli che entrano in casa e nella vita della coppia con una valigetta (grande o piccola) di esperienze personali di una vita precedente, esperienze che per lo più sono negative e che segnano definitivamente la vita di quel bambino e di conseguenza dei suoi genitori.
I genitori adottivi non possono conoscere prima il loro futuro figlio, non hanno a disposizione un periodo di prova, devono quindi essere assolutamente in grado di accettare qualsiasi bambino entri nella loro vita, accettare la sua diversità!
il Parlamento nel deliberare il divieto all'eterologa ha detto che un figlio da donazione è figlio biologico di uno solo dei genitori e questo creerebbe nella coppia squilibri che sarebbero pagati dal bambino.
Nella donazione di gameti probabilmente il più debole nella coppia è l'uomo , nel caso si tratti di infertilità maschile, perchè in questo caso l'uomo non contribuirebbe con il proprio patrimonio genetico e non vive personalmente l'esperienza dei 9 mesi di gravidanza.

D'altra parte la decisione di ricorrere all'eterologa non è certo una decisione che si prende a cuor leggero, è una decisione sofferta, discussa, valutata in tutte le sue sfumature, quindi io penso che sia l'uomo che la donna nella coppia che decidono di intraprendere questa strada piuttosto che l'altra siano perfettamente consapevoli di ciò che fanno.
Si sa che i figli già dentro la pancia della mamma cominciano a distinguere le voci e riconoscono la voce del papà; quando il bambino nasce avrà immediatamente come punto di riferimento e modello da imitare il padre (che sia biolocigo o meno).

Ritengo sia piu facile per un uomo sterile questo tipo di adozione piuttosto che quella di un bambino di 6-8 anni vissuto precedentemente in un istituto.


Impedire a tutti sempre di ricorrere alla fecondazione eterologa e alla felicità che potrebbe derivarne per proteggere il nascituro mi sembra una pretesa assurda e incoerente, un atto di prevaricazione ideologica che non ha accetabili spiegazioni razionali ed etiche (anche il 10% delle adozioni fallisce ma non per questo si vieta l'adozione!)

giovedì 25 ottobre 2007

le nostre storie

le nostre esperienze, chi siamo, quanti siamo, perchè abbiamo deciso per la donazione di gameti, qual'è stato il percorso che ci ha portati qui, ... e altre domande ancora.
Domande che mi faccio sempre, che mi fanno gli altri , che non mi fanno perchè non hanno il coraggio.
Però lo leggo nei loro occhi, leggo il loro disorientamento quando parlo di donazione di gameti
anche nelle persone più "aperte", quelle che mi sostengono, leggo sempre un velato dubbio, un incomprensione di fondo.
E mi domando : ma quanti siamo NOI genitori o futuri genitori eterologhi?
Mi domando se le nostre esperienze sono simili, mi domando se abbiamo le stesse paure, gli stessi dubbi.
Mi domando soprattutto perche dobbiamo nasconderci?
Perche non riusciamo ad ammettere, non solo a noi stessi, ma anche agli altri che siamo sterili?
Se non fosse così, se ci fosse anche solo un barlume di possibilità di diventare madri o padri senza dover chiedere un aiuto esterno lo faremmo di sicuro.
Ma purtroppo cosi non è perche il nostro problema, la nostra malattia si chiama sterilità.
L'abbiamo affrontata se siamo arrivati fin qui!
Abbiamo elaborato il lutto, ma non ci siamo arresi.
Donne che sanno da sempre di essere sterili, uomini che scoprono di esserlo solo quando decidono di avere un figlio, e ormai è troppo tardi, donne che pensano di avere ancora "tempo" e poi scoprono che la natura le ha battute sul tempo e ha deciso per loro.
Quante storie diverse ma alla fine uguali
Quanto dolore
vorrei conoscere queste storie
...e non solo
vorrei dare un senso compiuto a questa genitorialità che in italia è negata
proibita, boicottata, malvista
ma è veramente cosi? come sono queste famiglie?come sono questi figli?

mercoledì 24 ottobre 2007

la donazione di gameti : Un uomo davanti alla tecnica

Cosa succede quando all'interno della coppia è l'uomo ad essere sterile?
La dott. Elisabetta Chelo, ginecologa milanese tra le prime a interessarsi di Proceazione assistita e banca del seme dice:

"Se si è elaborato il lutto dell'impossibilità della paternità biologica si riscontra una buona disponibilità alla fecondazione eterologa, diciamo in 70 coppie su 100. Fondamentale è che il medico sappia veicolare un messaggio positivo, scevro dall'ombra del giudizio. Tra il 1992 e il 2003 abbiamo fatto nascere nei nostri centri 1700 bambini [...]
Un'inchiesta degli anni '90 ci ha raccontato come questi papà siano più coinvolti nell'accudimento del bambino, tutti gli studi sono concordi nell'affermare che, in termini di salute e sviluppo, non vi sono differenze tra questi bambini e quelli concepiti naturalmente".
La storia di Stephen:
biologo scozzese, sposato con Federica, ha scoperto anni fa una infertilità senza possibilità di appello: azoospermia secretiva.
"E' il mondo all'incontrario, cammini contro un muro che non pensavi esistesse. Poi elabori, studi, capisci che non è solo un tuo problema. E poi c'è la coppia, il sostegno dell'altro, il legame forte che aiuta. "
Stephen e Federica sono i genitori di due bambini avuti grazie alla fecondazione eterologa all'estero, in Svizzera. Da cosa deriva la tranquillità di Stephen?
"La mia tranquillità, gran parte della mia tranquillità sta nel fatto che posso fare il papà. Un papà completamente normale, non più responsabile di altri, non più ansioso di altri. E i nostri figli avranno una vita normale in cui nulla sarà nascosto. Non ho paura di quel momento : molti non dicono ai figli che sono nati da quella tecnica per paura o per proteggerli troppo. Noi lo faremo e li sosterremo in qualunque decisione vorranno prendere rispetto alla loro origine biologica perchè sono nati in Svizzera e la legislazione lo prevede. Io mi sento fortunato: se avessi la possibilità di ringraziare il donatore lo farei volentieri. Ho molto pensato a com'è fatto il nostro mondo: è difficile capire questo problema se non lo si vive, è un tabù molto radicato. Ma più passa il tempo più se ne parla serenemante, più facile sarà per tutti.
Noi abbiamo discusso tanto e per tanto tempo, ci siamo informati, abbiamo deciso senza fretta, ho tentato anche la strada di un inutile intervento chirurgico. E naturalmente abbiamo valutato l'adozione. Non era la nostra strada, allora vivemo in due Paesi diversi e sapevamo che per un bambino adottato che ha già subito il trauma dell'abbandono non è la migliore soluzione. Abbimo deciso allora un 'adozione eterologa, ovvero la donazione di seme. Per noi la genetica non è stata una priorità ma la prassi più giusta.
Le gravidanze di Federica sono la storia complessa di tentativi e fallimenti effettuati in Svizzera: tredici tentativi di inseminazione intrauterina la prima volta e undici per la seconda figlia.
"Che cos'è il limite? Ce lo siamo mai posto? Mai, c'era la stanchezza, la fatica, ma non abbiamo pensato di fermarci. Mai"


lunedì 22 ottobre 2007

Divieto in Italia alla donazione di ovociti e spermatozoi

La famigerata (per molti osannata) Legge 40, che ha visto la luce il 19/02/2004 ha tra i suoi innumerevoli divieti il Divieto alla donazione di gameti:

L'articolo 4,comma 3 recita: è vietato il ricorso a tecniche di procreazione assistita di tipo eterologo.

Pertanto tutte le donne a cui è capitata la triste esperienza di andare in menopausa precoce in giovane età non avranno più la possibilità di un'ovodonazione.Il divieto posto ai Centri di fecondazione assistita italiani di aiutare le coppie con queste problematiche a portare avanti una gravidanza determinerà come si può ben immaginare un turismo sanitario verso quegli stati in cui è permessa la fecondazione eterologa.La stessa cosa per gli uomini azospermici che per varie malattie pregresse o affezioni congenite non hanno più spermatozoi.

L'illiceità della fecondazione artificiale eterologa ha motivazioni intrinseche, dal momento che tale pratica è contraria all'unità del matrimonio, alla dignità dei coniugi e al diritto del figlio concepito a poter riconoscere all'origine della propria vita un padre e una madre uniti nel matrimonio. [CENTRO DI BIOETICA - UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE]

L'unica conseguenza dell'articolo n. 4 è il Turismo Procreativo, dato che in buona parte dell'Europa la donazione di gameti è permessa.
Il divieto vigente non tutela nessuno perche non tutela i futuri nascituri e non tutela le coppie italiane che si vedono costrette a emigrare e farsi curare in paesi stranieri pagando tutto in Euro!
In italia è stato imposto un Divieto basandosi esclusivamente su opinioni etiche e morali, senza una base statistica, senza condurre una ricerca, senza fare un analisi e cercare un riscontro nella realta!
La realta ci dice che le coppie che ricorrono alla donazione sono molte, e il numero aumenta nonostante il divieto.
Vorrà pur dire qualcosa?
In Australia i bambini nati da donazione di gameti dal 1984 al 1988 sono 3500!

In Italia? la soluzione adottata dal governo e da molti cittadini italiani è il classico "insabbiamo" o meglio "metto la testa dentro la sabbia".
Una soluzione che non serve a nessuno e praticamente inutile
Il problema c'è, va affrontato con dignità, vanno tutelati i bambini che nasceranno e le famiglie.
Vietare non è una soluzione, non in questo caso!

sabato 20 ottobre 2007

Dalle donne passa la vita, sempre.

"Di quanti siano i modi di essere madre, o di non esserlo affatto. Di quante strade esistano per accogliere quello che viene, quello che c’è. Tanti modi così diversi e tutti senza colpa: i modi che ciascuno trova. Dalle donne passa la vita, sempre. Dalla pancia, dalla testa, dalle mani e dai ricordi. Dalla capacità, dal desiderio di tenere dentro, e a volte anche dall’impossibilità di farlo. E una madre tutto questo lo sa.“

Concita De Gregorio - "Una madre lo sa"

"ho scelto l'ovodonazione!"

.....questa è la storia di una donna, una donna coraggiosa che ha saputo affrontare una malattia, che ha lottato per un sogno, che ha combattutto per non essere diversa dalle altre donne!

una donna che ammiro per la sua determinazione!

...e che spero che sia da esempio per molte altre donne!

le storie come quella di "Blu" non si sentono quasi mai!

che peccato!

questo è un breve racconto della sua esperienza...


"Ho una patologia rara: la sindrome da disgenesia gonadica pura, la cui causa è sconosciuta. Sono nata, a quanto sembra, già in menopausa cioè con le ovaie atrofizzate.Pochi sanno che una situazione del genere comporta, oltre alla sterilità assoluta, una serie di altri problemi della crescita. Senza la gettata ormonale che si verifica alla pubertà, innescata dall'inizio della funzionalità ovarica, le ossa e i muscoli si accrescono fragili e tutto il fisico è scompensato dalla mancanza di ingredienti fondamentali come gli estrogeni e il progesterone, gli ormoni prodotti appunto dalle ovaie. Mentre tutte le mie coetanee attraversavano la loro adolescenza con i problemi tipici della crescita puberale, io rimanevo sempre con il mio fisico acerbo da bambina, anche a 14-15 anni: niente seno, niente forme, niente ciclo mestruale di cui sentivo parlare dalle amiche, magra come un chiodo, al punto che venivo scambiata per anoressica, anche dagli stessi medici, che purtroppo hanno tardato a intuire il vero problema. Passavano i mesi e gli anni, aspettavo di vedere maturare il mio corpo, come tutti, ma niente. In più, a causa della fragilità ossea e muscolare, è sopraggiunta una grave scoliosi. La mia femminilità era spaventosamente compromessa. Quanto avrei voluto i problemi tipici degli adolescenti! Quanto mi sentivo (ed ero) diversa! Finalmente, a 16 anni, un medico lungimirante, che mi prescrisse analisi più mirate, capì che avevo bisogno della terapia ormonale sostitutiva come una persona con la menopausa precoce. Ben presto seppi anche di essere irrimediabilmente sterile. L'angoscia provata, e solo in piccola parte ora metabolizzata, è stata ed è indescrivibile. Non è un male mortale, evidentemente, ma si rischia di morire dentro. Una speranza mi fu data anni fa dalla mia endocrinologa: mi disse che sarei potuta diventare madre grazie all'ovodonazione! In questi anni mi sono sempre aggrappata a questa speranza per ricomporre in qualche modo i mille pezzi in cui era andata a finire la mia integrità di donna. Ora che ho un meraviglioso marito, che mi ama davvero così come sono e ha accettato di condividere con me questa croce, proprio sul punto di compiere il passo tanto atteso per diventare mamma, è arrivata la legge 40 che vieta la donazione di gameti anche nei centri privati (nel pubblico era già inspiegabilmente vietata), infierendo sulla ferita già aperta e lasciandomi sbigottita dal dolore. "
Vorrei dare un lieto fine a questa storia, perche per continuare a sperare abbiamo l'assoluta necessità di sapere che spesso la "determinazione" viene premiata
ora Blu è la mamma di una bellissima bambina...

venerdì 19 ottobre 2007

MARIA BURANI PROCACCINI

perle di intelligenza, l'INTOLLERANZA al governo!

  • - ogni figlio nato dalla PMA è un bambino strappato all'adozione
  • - le coppie infertili vanno all'estero perché hanno la barca
  • - la legge 40 esiste perché non siamo nel Burundi
  • - con la legge 40 si è chiusa in Italia la stagione dei Mengele
  • - per colpa dell'eterologa ci sono molti casi di violenza sessuale sulle figlie da parte dei padri non biologici

mercoledì 17 ottobre 2007

il mio primo blog

si capirà dal titolo che si tratta del primo?

si capirà che vorrei tanto un figlio, ma che per me non è semplice?