mercoledì 24 ottobre 2007

la donazione di gameti : Un uomo davanti alla tecnica

Cosa succede quando all'interno della coppia è l'uomo ad essere sterile?
La dott. Elisabetta Chelo, ginecologa milanese tra le prime a interessarsi di Proceazione assistita e banca del seme dice:

"Se si è elaborato il lutto dell'impossibilità della paternità biologica si riscontra una buona disponibilità alla fecondazione eterologa, diciamo in 70 coppie su 100. Fondamentale è che il medico sappia veicolare un messaggio positivo, scevro dall'ombra del giudizio. Tra il 1992 e il 2003 abbiamo fatto nascere nei nostri centri 1700 bambini [...]
Un'inchiesta degli anni '90 ci ha raccontato come questi papà siano più coinvolti nell'accudimento del bambino, tutti gli studi sono concordi nell'affermare che, in termini di salute e sviluppo, non vi sono differenze tra questi bambini e quelli concepiti naturalmente".
La storia di Stephen:
biologo scozzese, sposato con Federica, ha scoperto anni fa una infertilità senza possibilità di appello: azoospermia secretiva.
"E' il mondo all'incontrario, cammini contro un muro che non pensavi esistesse. Poi elabori, studi, capisci che non è solo un tuo problema. E poi c'è la coppia, il sostegno dell'altro, il legame forte che aiuta. "
Stephen e Federica sono i genitori di due bambini avuti grazie alla fecondazione eterologa all'estero, in Svizzera. Da cosa deriva la tranquillità di Stephen?
"La mia tranquillità, gran parte della mia tranquillità sta nel fatto che posso fare il papà. Un papà completamente normale, non più responsabile di altri, non più ansioso di altri. E i nostri figli avranno una vita normale in cui nulla sarà nascosto. Non ho paura di quel momento : molti non dicono ai figli che sono nati da quella tecnica per paura o per proteggerli troppo. Noi lo faremo e li sosterremo in qualunque decisione vorranno prendere rispetto alla loro origine biologica perchè sono nati in Svizzera e la legislazione lo prevede. Io mi sento fortunato: se avessi la possibilità di ringraziare il donatore lo farei volentieri. Ho molto pensato a com'è fatto il nostro mondo: è difficile capire questo problema se non lo si vive, è un tabù molto radicato. Ma più passa il tempo più se ne parla serenemante, più facile sarà per tutti.
Noi abbiamo discusso tanto e per tanto tempo, ci siamo informati, abbiamo deciso senza fretta, ho tentato anche la strada di un inutile intervento chirurgico. E naturalmente abbiamo valutato l'adozione. Non era la nostra strada, allora vivemo in due Paesi diversi e sapevamo che per un bambino adottato che ha già subito il trauma dell'abbandono non è la migliore soluzione. Abbimo deciso allora un 'adozione eterologa, ovvero la donazione di seme. Per noi la genetica non è stata una priorità ma la prassi più giusta.
Le gravidanze di Federica sono la storia complessa di tentativi e fallimenti effettuati in Svizzera: tredici tentativi di inseminazione intrauterina la prima volta e undici per la seconda figlia.
"Che cos'è il limite? Ce lo siamo mai posto? Mai, c'era la stanchezza, la fatica, ma non abbiamo pensato di fermarci. Mai"


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