mercoledì 31 ottobre 2007

La storia di Paolo

Questa intervista è stata tratta da un articolo di "Diario" del 2005, prima del referendum, scritto da Assunta Sarlo.
E' il racconto di un uomo, la sua storia di sterilità, senza lieto fine...ma spero che da allora, dopo due anni possano dire "...e vissero felici e contenti, con figli!"
Me lo auguro per Paolo, per la sua compagna e per chi vive le stesse problematiche:
un lieto fine per tutti


"...oggi ho 47 anni, una compagna molto amata e un buon lavoro. A 35 anni mi sono ammalato di neoplasia al testicolo, le cure hanno funzionato, ma mi hanno procurato una condizione irreversibile: la sterilità."
"...per la mia compagna l'esperienza della maternità è molto importante. Siamo stati in un ospedale pubblico la prima volta sei anni fa: ci hanno indicato un percorso, ci hanno indicato dei centri privati... non abbiamo trovato nessun far west.
Ci hanno prospoto la fecondazione eterologa: ci ho pensato e ho accetato subito.
C'è un preconcetto maschile e molto italiano sulla virilità: io penso invece che non esista prova più bella che dare la possibilità alla propria compagna di diventare madre. Ne abbiamo parlato anche con le nostre famiglie: anche la mia tradizionale, meridionale, ha capito e ci ha sostenuto. Abbiamo fatto un paio di tentativi, l'arrivo della legge 40 ci ha costretto a fare tutto in modo veloce e stressato... Sono falliti chissà come sarebbe andata con un po più di tranquillità. E' stato un periodo difficile : il tempo levato al lavoro, le bugie per assentarsi, i monitoraggi, i bombardamenti ormonali, il denaro che se ne va, sopratutto per lei un vero trauma. E poi dopo la legge 40 siamo andati a Salonicco con un grosso sforzo emotivo e finanziario... in questi anni abbiamo speso 25 mila euro. E mi da fastidio questo aspetto, mi sento anche in colpa verso chi i soldi non ce li ha...
E' andata male anche a Salonicco abbiamo esaurito i soldi e le energie.
Si vive una crisi profonda davanti all'insuccesso: all'inizio c'è l'idea dell'esperienza condivisa, poi ti senti quello che ha portato nella coppia questo problema, si affaccia il senso di colpa ogni volta è una nuova fatica.
Noi l'abbiamo superata dandoci una pausa, facendo gli zii di molti nipoti e lavorando nel comitato referendario: abbiamo trovato un senso impegnandoci contro questa legge che mi fa incazzare, contro il falso moralismo. Cosa faremo dopo non lo so: non bisogna accanirsi ma la tecnica non mi fa paura: io ho incontrato la medicina, la chimica e mi hanno salvato la vita. Ed un figlio oggi sarebbe anche la rivalsa sulla vita... il mio limite insomma è quello della mia compagna : ha 34 anni, è molto bella, dice sempre
"quando ce la faremo..."

Nessun commento: