giovedì 25 ottobre 2007

le nostre storie

le nostre esperienze, chi siamo, quanti siamo, perchè abbiamo deciso per la donazione di gameti, qual'è stato il percorso che ci ha portati qui, ... e altre domande ancora.
Domande che mi faccio sempre, che mi fanno gli altri , che non mi fanno perchè non hanno il coraggio.
Però lo leggo nei loro occhi, leggo il loro disorientamento quando parlo di donazione di gameti
anche nelle persone più "aperte", quelle che mi sostengono, leggo sempre un velato dubbio, un incomprensione di fondo.
E mi domando : ma quanti siamo NOI genitori o futuri genitori eterologhi?
Mi domando se le nostre esperienze sono simili, mi domando se abbiamo le stesse paure, gli stessi dubbi.
Mi domando soprattutto perche dobbiamo nasconderci?
Perche non riusciamo ad ammettere, non solo a noi stessi, ma anche agli altri che siamo sterili?
Se non fosse così, se ci fosse anche solo un barlume di possibilità di diventare madri o padri senza dover chiedere un aiuto esterno lo faremmo di sicuro.
Ma purtroppo cosi non è perche il nostro problema, la nostra malattia si chiama sterilità.
L'abbiamo affrontata se siamo arrivati fin qui!
Abbiamo elaborato il lutto, ma non ci siamo arresi.
Donne che sanno da sempre di essere sterili, uomini che scoprono di esserlo solo quando decidono di avere un figlio, e ormai è troppo tardi, donne che pensano di avere ancora "tempo" e poi scoprono che la natura le ha battute sul tempo e ha deciso per loro.
Quante storie diverse ma alla fine uguali
Quanto dolore
vorrei conoscere queste storie
...e non solo
vorrei dare un senso compiuto a questa genitorialità che in italia è negata
proibita, boicottata, malvista
ma è veramente cosi? come sono queste famiglie?come sono questi figli?

1 commento:

rosi. ha detto...

Essere stata invitata in questo blog è stato un gentilissimo gesto da parte di un’amica, che mi ha onorata; la conoscevo bella, bella dentro, e la scopro così dolcemente determinata, fiduciosa, coraggiosa, e sensibilmente lungimirante, spero di poter essere all’altezza delle sue aspettative. Io della legge 40 so poco, molto però di quanto la stia umiliando e facendo soffrire.
Mi ha aperto le porte di un mondo dove il dolore, la lotta, la speranza e la dignita’ si distinguono dal bagaglio di dolore, lotta, speranza che ognuno di noi ha nel suo quotidiano. Io sua amica due figli li ho avuti. Ogni gravidanza l’ho vissuta come uno stato di grazia. Ora i miei ragazzi sono grandi, ricchi di ogni splendido appellativo gli si possa attribuire, e non passa giorno che non ringrazi Dio per la splendida esperienza che vivo con loro. Ringrazio quel Dio che i politicanti (politici è un appellativo che non meritano) e i religiosanti (la parola Chiesa dovrebbe essere rappresentata da persone grandi come lo spirito e la religiosità che dovrebbero rappresentare) ci negano, perché diciamocelo francamente impongono la loro morale, manipolano la vita degli altri e non gli appartiene. Nello specifico e molto francamente detta in soldoni se quel Dio a cui si appellano a giustificazione delle loro scelte non avesse voluto che l’uomo facesse uso di tutti i mezzi messi a sua disposizione per creare la vita non ci avrebbe nemmeno dato la capacità di arrivare a crearli questi mezzi. Detto questo, che vuole sottolineare la rabbia che riescono a instillare con le loro disquisizioni, chiedo com’è possibile nel 2007 d.C. avere il coraggio di nascondersi dietro affermazioni che dimostrano intolleranza, cattiva volontà, inettitudine, irresponsabilità. Chi siete voi per negare il diritto alla maternità.
Dal dizionario della lingua italiana: DEMOCRAZIA: forma di governo nel quale la sovranità spetta al popolo che la esercita mediante i suoi rappresentanti liberamente eletti; ma in uno stato veramente democratico i rappresentanti del popolo, non negano la legiferazione a quei diritti di cui il popolo reclama la nascita.