venerdì 23 novembre 2007

Sondaggio su Corriere.it


Sarebbe giusto modificare la Legge 40 sulla fecondazione?


Sì 72.0%

No 28.0%
Sul Corriere di mercoledi 21 novembre 2007 due belle pagine che "raccontano" cosa succede in Italia dopo l'entrata in vigore della legge 40
Questo è un estratto degli articoli:
"MILANO — Il telefono squilla. «La sua donatrice è pronta» dice una voce. E per Patrizia (nome di fantasia) è un tuffo al cuore. Dopo sei tentativi falliti in Italia, una gravidanza extrauterina finita con l'asportazione di una tuba, a 43 anni la vita può ricominciare volando a Brno, nella Repubblica Ceca, per tentare di avere un figlio con gli ovociti donati da un'altra donna. [...]
La scelta del centro cade su un Paese low cost perché il reddito della famiglia è quello che è. Impiegata lei, operaio lui, guadagnano 2.200 euro al mese. Troppo poco per andare nella costosa Spagna dove, tra una cosa e l'altra, si spendono come minimo diecimila euro.[...]
Tante storie di successi e fallimenti. Ogni anno migliaia di coppie varcano la frontiera per sottoporsi a trattamenti di fecondazione assistita. Nel 2007 sono già state almeno seimila. Chi usa i propri gameti va soprattutto in Austria, in Svizzera o in Belgio. Per l'ovodonazione dipende dal budget. La Gran Bretagna è cara da sempre (e i donatori non sono più anonimi), la Spagna comincia ad esserlo. Sono sempre di più quelli che vengono tentati dai Paesi del-l'Est o dalla Grecia. Anche perché, dopo i primi tentativi in Italia, c'è chi insegue il suo sogno indebitandosi, consumando il Tfr e rinunciando per anni alle vacanze. [...]
Un grosso problema, per quasi tutti, è la lingua. Per questo i centri più affollati sono quelli dove il medico è un connazionale.[...]
A Bruxelles il dottor Peter Platteau, [...]dice al Corriere [...]Il 70% della mia clientela è italiano, voglio che si senta a casa. È gente spaesata, impaurita. Andare all'estero per loro è un grosso passo».[...]
«È chiaro che i pazienti sono disorientati — spiega al Corriere il dottor Francesco Fiorentino, direttore del centro diagnosi preimpianto del Memorial Hospital di Istanbul —. [...]
Qui a Istanbul si viene soprattutto per la diagnosi preimpianto. La Grecia ha un buon rapporto qualità/prezzo. Bruxelles è ottima. La Spagna, invece, è intollerabile: ha speculato sulla nostra disgrazia, raddoppiando i prezzi dal 2004».[...]
La domanda è in crescita esponenziale. «Quest'anno abbiamo avuto quasi 900 coppie — dice Zech —. Il prossimo, sono pronto a scommettere, saranno 1.500». Anche al Centro Procrea, in Svizzera, il flusso degli italiani sembra inarrestabile. Più difficile è stabilire quanti siano ad andare nei Paesi dell'Est perché le cliniche ucraine e ceche sono abbottonate sui dati.
Da Atene alza la voce il dottor Kostas Pantos, del Genesis Hospital: «Mi indigno perché a pagare sono le pazienti. Siamo in Europa. Le frontiere non esistono quasi più. È stupido che un solo Paese si dia regole del genere ». Di sicuro la legge 40 non ha affatto attenuato il desiderio delle coppie infertili. Nessuno lo dice a voce alta ma l'Italia è sempre più piena di figli dell'eterologa. «Noi gettiamo il cuore oltre l'ostacolo — spiega Arianna, madre di una bimba avuta grazie all'ovodonazione —, il nostro è un gesto d'amore. Dovete accettarci ». Il medico di Atene «In Europa le frontiere non esistono più, è stupido che un solo Paese si dia regole diverse Così pagano solo le donne»
l'autrice dell'articolo è Monica Ricci Sargentini 21 novembre 2007

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