venerdì 22 febbraio 2008

Linda scrive:

Un'ondata confessionale, della stessa potenza di quella che vissero i nostri nonni nel primo dopoguerra, si sta abbattendo sul nostro sventurato Paese. I laici, gli anticlericali, i relativisti, le persone in genere a cui sta a cuore vivere in una società democratica, plurale, fondata sulla tolleranza, il dialogo e il rispetto reciproco, dove convivono senza problemi i fedeli di tutte le confessioni religiose e i non credenti, non possono restare muti spettatori di fronte a tanto scempio. Quei tempi orrendi non devono tornare mai più. E' urgente risvegliare i radicali, i socialisti, i liberali e i libertari dal loro lungo letargo.
I clericali hanno abbandonato il popolo per inseguire il vitello d'oro e si sono trasformati in politicanti che si ostinano a percorrere la strada senza uscita che hanno imboccato, pur rendendosi conto che i fedeli lasciano la Chiesa, i sacerdoti abbandonano il celibato e le chiese si svuotano sempre rapidamente.
Prendono dalle casse dello Stato dodici miliardi di euro l'anno, non fanno che chiedere privilegi, esenzioni e sovvenzioni, incuranti del fatto che milioni di italiani non ce la fanno più a tirare avanti o crepano intirizziti dal freddo mentre dormono sui marciapiedi o sotto i ponti e parlano di attenzione verso i deboli. Esigono per gli innumerevoli immobili che possiedono a Roma affitti esosi, buttano sul lastrico gli affittuari che non sono in grado di pagarli e hanno il coraggio di parlare di carità cristiana. Si intromettono nella vita pubblica del Paese, si infilano sotto le lenzuola degli italiani, impongono al Parlamento di tradurre in leggi i princìpi della loro religione e proclamano ai quattro venti che non hanno alcun interesse a fare politica.
Occupano tutta la scena politica e sociale, parlano da ogni pulpito e in ogni piazza, inondano il piccolo schermo con la loro ingombrante presenza, per parlare alle coscienze, mostrando di non sapere che milioni di italiani non hanno nessun interesse a farsi condizionare dalla loro percezione irreale della realtà.
Pretendono di emarginare le persone omosessuali, di impedire alle donne di abortire senza tener conto dei motivi che le hanno costrette a prendere una decisione così drammatica, di imporre la loro volontà a una discreta percentuale di italiani che desiderano vivere insieme senza sposarsi in Chiesa e dicono che siamo tutti figli di Dio.
Proibiscono l'uso del preservativo ai malati di AIDS, perché il sesso è preordinato alla procreazione, facendo mostra di non capire che in questo modo contribuiscono alla diffusione della peste del secolo.
I loro privilegi sono intollerabili, le loro condanne senza appello non sono condivise più da nessuno, i toni moraleggianti appaiono sempre più fuori luogo. Eppure proseguono imperterriti nella loro delirante campagna di disinformazione, come se il resto del mondo non esistesse o non avesse per loro nessuna importanza.
Gli italiani sono sul punto di esplodere. L'indignazione e la collera nei loro confronti sono arrivate al punto più alto della parabola. Eppure non sembrano aver capito ancora che è tempo di tornare indietro, se non vogliono restare travolti dalla marea che sta montando contro di loro.
I giovani non torneranno mai più nei seminari, negli oratori e nelle sacriste e le donne non ambiranno mai più al ruolo di casalinghe. Di questo possono essere sicuri.

giovedì 21 febbraio 2008

Una lettera di denuncia, una petizione da firmare

LIBERADONNA

PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Alda Merini, Valeria Parrella, Lidia Ravera
Elisabetta Visalberghi

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,
ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Per sottoscrivere la lettera-appello: www.firmiamo.it/liberadonna

L'aborto

Hanno voluto regolamentare il "far west" (mahhh) della Procerazione Medicalmente Assistita e hanno creato la legge 40 che ha vietato tutto,
ora vogliono modernizzare la legge 194 sull'aborto...cosa faranno?
Io sono preoccupata, visti i precendenti!