martedì 1 novembre 2011

La fecondazione: un progetto di vita

Dal titolo ci si aspetta chissà che da questo post; in realta è un osservazione personale sul percorso della fecondazione (omologa o eterologa che sia)

Di solito non si arriva subito alla fecondazione assistita, tanto meno alla eterologa (a meno di non avere particolari patologie che gia si conoscono).
Ci sono dei passaggi, è una cosa graduale, ma quando ci si arriva si è gia un pò stanche, un pò provate dalla attesa, dalle visite, dalle domande: ma perchè io no? oppure ma perchè succede a me? ecc.

Ma quando si arriva di solito, si sa che o fai cosi o nulla!
Allora, dico io, ma perchè sento sempre più spesso persone che dicono: proviamo un volta e poi basta! facciamo questo e se non va bene ci fermiamo!
Ma dico: se si intraprende questa strada non bisognerebbe poi tornare indietro!
Bisogna partire convinte, non perdere di vista l'obiettivo e soprattutto AVERE DEGLI OBIETTIVI!
La fecondazione è una strada in salita, la fecondazione eterologa è un percorso di montagna da fare con "gli scarponi" giusti e quando ci sei non puoi e non dovresti tornare indietro.
Bisogna porsi degli obiettivi appunto, e va bene anche mettere dei limiti, un badget, un tempo, ma non ci si può fermare al primo tentativo.
E' ovvio che si spera sempre che vada bene, ma è sempre meglio pensare anche a cosa fare nel caso in cui "non va".

NON è ACCANIMENTO come vogliono farci credere molti benpensanti, è un PROGETTO DI VITA e come tutti i progetti ha bisogno di un inizio, di una programmazione, e di una fine!

Quindi programmate, prevedete e mettete in conto un bel pò di fatica (purtroppo anche un bel pò di soldi, ovviamente sempre che ci siano e comunque si farà un pò di tagli qui o là, si faranno molte rinunce, ma il sacrificio vale la pena).
Quando sarete stanche vi fermate a riposare e vi ricaricate avendo sempre presente l'obiettivo!

BUON VIAGGIO A CHI LO DEVE COMINCIARE E BUON PROSEGUIMENTO PER CHI GIA' E' IN STRADA

2 commenti:

Anonimo ha detto...

L'eterologa è la mia "ultima spiaggia" ( forse, perchè può darsi io non possa fare neppure quella). E' una cosa che non conoscevo ,a cui non avevo mai pensato, se non nei termini in cui ci penso ora. Ora penso alla donazione di ovociti come ad una donazione di organi. Così sto muovendo i primi passi nel tentativo di capire se la posso fare e nel caso cosa dobbiamo fare ,e mi informo e più mi informo, capisco che è così, che è una necessità, un'opportunità e che ci dobbiamo provare. Un cancro e la diagnosi, anni fa, della possibilità di non avere figli.Poi passati gli anni e tornato il ciclo, me la consigliano addirittura una gravidanza, per evitare recidive. E allora ci proviamo,ma poi si scopre che nonostante il ciclo regolare e l'ovulazione , ho un FSH alto ed un AHM basso. Tento una IUI e il primario alla fine mi dice: ha 3 possibilità. o vivere senza figli, e si può, o adottare, o l'ovodonazione.
ovodonazione, non sapevo nemmeno cosa fosse,lì per lì, mi chiedo "me la sentirei?", e più ci penso più mi dico: sì
Questo è un progetto di vita, mi chiedo se a 41 anni non sia tardi.Ma credo ci proveremo

barbara ha detto...

ciao, alla tua eta non è affatto tardi sopratutto per la ovodonazione! quindi come si dice gambe in spalle e in becco alla cicogna, ma ricorda che ci vuole pazienza e costanza ( e tanti soldini purtroppo!) ma non ti scoraggiare perche ne vale sempre la pena !