martedì 24 aprile 2012

Ovociti fecondati: perché hanno gli stessi diritti di un essere umano?

Un embrione (Ansa)
articolo di Eleonora Mazzoni (su Panorama)


Julianne Moore è una delle mie attrici preferite. Quando è venuta a presentare il suo film su una coppia lesbica con prole concepita in provetta, pare abbia esclamato: “Sono scioccata! Non sapevo che in Italia i gay non potessero sposarsi né avere figli!”. Sì, cara Julianne, da noi i gay non hanno tutti i diritti delle persone “normali”. Però questi diritti sono concessi agli ovociti fecondati da 48 ore. Li chiamo così perché la parola embrioni mi sembra impropria. Si tratta infatti di un gruppetto di cellule visibili solo al microscopio. Per molto tempo ho pensato che una gravidanza iniziasse quando l’ovocita veniva fecondato. Non sapevo che invece, una volta fecondato, per cinque, sei, anche dieci giorni, in una specie di limbo, di fase sospesa e misteriosa, si aggirasse nell’utero, indeciso se attecchire o morire. I cosiddetti embrioni sono promesse.
Ma le promesse, si sa, vengono disattese. La natura è una madre che spesso non mantiene. E spreca: il cinquanta per cento degli embrioni, non riuscendo ad annidarsi nell’utero, si perde.Forse per questo alla notizia di quei 94 andati distrutti al San Filippo Neri non ho pianto. Anche se c’è chi ha parlato di strage, di lutto per il paese, chi ha ipotizzato un reato di omicidio colposo, io ho provato dolore solo per la donna che, avendo appena perso e seppellito due gemelli alla ventiduesima settimana, sperava che almeno uno degli altri embrioni crioconservati riuscisse ad aggrapparsi alla sua pancia. E naturalmente per le altre coppie, per alcune delle quali quegli embrioni costituivano l’unica o l’ultima possibilità di avere un bambino.“I miei figli sono abituati ad avere compagni di scuola con due mamme o due papà“, ha continuato Julianne Moore nella sua sortita italiana. Ma tu, cara Julianne, vivi a New York, una delle città più liberal del mondo. Eppure anche in America nel 2006 Bush respinse la proposta di legge per il finanziamento federale di nuove ricerche sulle cellule staminali embrionali, sostenendo che fosse un omicidio. Perché l’embrione è persona a tutti gli effetti.Un famoso filosofo americano, molto più conservatore della Moore, ritiene che il fatto che ogni quercia sia stata una ghianda non significa che le ghiande siano querce o che la distruzione di una ghianda mangiata da uno scoiattolo possa essere equiparata alla distruzione di una quercia. Forse anche Bush sotto sotto non pensava veramente che un ovocita fecondato da 48 ore fosse una persona. Infatti non ha sovvenzionato la ricerca sulle cellule staminali ma non l’ha neppure proibita. Una cosa simile accade in Italia. Da noi gli embrioni per la ricerca si comprano all’estero. Come se distruggere embrioni inglesi o francesi non fosse poi così grave.Julianne Moore è una delle mie attrici preferite. Perché ha talento, è bella, sexy, intelligente. Mi piacerebbe farle una domanda. Se dovesse scegliere tra salvare 94 embrioni, ma mi spingo oltre, se potesse salvare tutti gli embrioni congelati nei reparti di pma di tutto il mondo e un bimbo di un anno, non suo figlio, un bimbo sconosciuto che abitasse dall’altra parte della terra, lei, signora Moore, cosa sceglierebbe?

lunedì 16 aprile 2012

"Le difettose" di Eleonora Mazzoni




"…ed entro con il vigore che mi procura sempre il rumore della battaglia"





Bello,
la prima cosa che mi viene in mente dopo averlo letto è : bello.
Carla, la protagonista, è un personaggio inventato eppure è cosi reale, è una di noi:
TUTTE le donne che ci sono passate o che sono in questo momento alla ricerca di un figlio si possono identificare in lei.
Perche Carla è come noi, difettosa.
Così ci si sente quando il figlio che tanto desideri non arriva: ci si sente difettose.
Molto tempo fa, quando feci il corso pre-adozione (per chi non lo sapesse quando si pensa di voler adottare prima del famigerato studio di coppia si fanno alcuni incontri di gruppo, una decina di coppie al massimo, con psicologa e assistente sociale e questo è il primo approccio che si ha con l’ adozione; molte coppie dopo questi incontri decidono di rinunciare; è una prima scrematura)
La psicologa ci disse che probabilmente ci sentivamo delle fallite perchè non riuscivamo ad avere figli!
Mi sentii molto offesa da quella frase, il fallimento di solito prevede una colpa, hai fatto qualcosa di sbagliato e così hai fallito; invece cosa ho sbagliato io se ad un certo punto non posso avere figli? Se un meccanismo del mio corpo si è inceppato? Oppure che colpa ha il mio uomo se non è fertile come dovrebbe?
Insomma l’infertilità non è una colpa è un difetto meccanico.
La psicologa avrebbe dovuto dire che ci sentiamo difettose non fallite!
Carla è come me, soffre e combatte, cade e si rialza e ogni volta è più difficile.
Piange e ride, spera, prega si aggrappa a chiunque e a qualunque cosa gli possa dare una speranza, litiga con il suo uomo perchè non la capisce, perchè si sente sola, anche se in realtà tutto quello di cui ha bisogno è li a portata di mano.
“... Il figlio che non arriva è diventato l’unico pensiero della giornata, la sola attività pulsante che come un tarlo svuota dall’interno il resto, interessi, passioni, impegni, lasciando l’involucro a salvaguardare la vita sociale e la presentabilità.”
Non ho letto altri libri che parlano di questo argomento (lo ammetto), non posso fare paragoni :
Ma Eleonora con questo libro mi ha fatto ridere, sorridere, piangere e pensare (grazie alle pillole di saggezza di Seneca:
«Noi siamo perfettamente equipaggiati per le esigenze della vita».
Non si può non provare una infinita simpatia per Carla così reale, così uguale a me, i suoi sentimenti, le sue paure, le sue gioie sono le mie, sono state le stesse cose che ho provato io.
Eleonora le ha messo nero su bianco, le ha tradotte in parole, quando leggevo pensavo è esattamente così, è così che mi sentivo, è questo che ho vissuto.
La vita di Carla è molto diversa dalla mia, lei fa cose diverse, vive in una città diversa, forse ha problemi diversi, fa anche scelte diverse, ma il viaggio nell’infertilità, il pellegrinaggio da un dottore a un altro, da un ospedale ad un altro, le altre donne che incontra, il sostegno che cerca e ottiene dalla rete (internet) che diventa a volte l’unico modo per conoscere altre donne che stanno vivendo la stessa “via crucis” e si portano la stessa croce sulle spalle, è lo stesso.
Chi non si è mai ritrovata il frigo pieno di gonal-f e altri farmaci molto costosi e molto preziosi?
Chi non ha mai guardato il proprio marito pensando almeno una volta “tu non mi capisci” oppure “mi lascerai per una altra donna che ti darà un figlio?” oppure “lo so non mi sopporti più, sono diventata brutta, sono monotematica, ma mai dirò che sono ossessionata, MAI, sono determinata, ecco, e forse mi lascerai per questo”.
Il romanzo è scorrevole e piacevole, e anche se non dirò nulla, mi è piaciuto molto come è finito!
«Risorgi come hai sempre fatto, Licia. Il tuo sguardo inquieto, il tuo spirito solidale sono frutto del duro legame col fallimento. Licia, se fossi un uomo ti farei la corte».




«Vai fino in fondo, La fortuna aiuta chi osa», mi consiglia Virgilio.
Ecco un consiglio che do a tutte, non arrendetevi ma fate vostro il futuro che volete.
Ci si può anche fermare, dire stop, ma deve essere una cosa che viene da dentro, siate sempre assolutamente consapevoli delle scelte che fate perche se no torneranno come incubi a tormentarvi!

sabato 14 aprile 2012

Procreazione, la sentenza sull'eterologa è attesa il 22 maggio

La sentenza della Corte Costituzionale chiamata a valutare la costituzionalità della legge 40 sul divieto di fecondazione eterologa è attesa ''per il prossimo 22 maggio''. Ad annunciarlo gli esperti di procreazione medicalmente assistita riuniti dal Cecos (Centro studi e conservazione ovociti e sperma umani) in una giornata di studio per fare il punto sulla Pma in Italia, anche alla luce delle diverse pronunce della Consulta che hanno 'riscritto' la legge 40. ''Noi facevamo la fecondazione eterologa e ci siamo fermati - spiega Maria Elisabetta Coccia, presidente dell'associazione scientifica che riunisce 18 centri di pma - ma se il divieto, come ci auguriamo, sarà superato dalla sentenza della Corte, noi siamo pronti''. Tenendo presente che ''lo scenario è cambiato, e se negli anni Novanta l'eterologa era richiesta soprattutto per infertilità maschile, oggi invece è l'infertilità femminile la principale ragione. Far cadere il divieto - aggiunge - significherebbe anche fermare il turismo procreativo che ha, oltre all'impatto emotivo sulla coppia, un alto costo sociale anche per la tutela della salute'' visto che non sempre i centri all'estero ''garantiscono tutti gli standard di tutela''. L'obiettivo di chi si occupa di fecondazione assistita, conclude, ''resta comunque quello di puntare a preservare la fertilità attraverso l'educazione''.


18 febbraio 2012
Fonte: ANSA


L'udienza sul divieto di eterologa di cui all'art. 4 comma 3 della legge 40 e' stata fissata per il giorno 22 maggio con relatore il giudice Tesauro. Lo rende noto Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni 'Ci auguriamo - sottolinea in una nota Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni - che come nel 1978 con la 194 fu emanata una legge sulla tutela della maternita' che ha affermato diritti costituzionalmente rilevanti e che di fatto ha ripristinato la legalita' facendo scomparire gli aborti illegali, cosi' anche il 22 maggio sia una data significativa per l'affermazione dei diritti di tante coppie ad accedere alla donazione-gratuita di gameti e per l'affermazione della legalita'. Il divieto di applicazione di queste tecniche in Italia, oggi, determina all'estero una mercificazione di gameti che in Italia non c'e' mai stata, fino al 2004 la tecnica era consentita e venivano utilizzati gameti residuali di coppie in trattamento che li donavano'.'Quella del 22 maggio - osserva - potrebbe comunque essere una opportunita' per la Corte di dare un forte segnale alla politica proibizionista: quella che ha voluto la legge 40 e quella che non ha fatto nulla per abrogarla. La battaglia di piazza e referendaria dei radicali per la regolamentazione dell'aborto, oggi, si e' trasferita nelle aule dei tribunali per far abrogare un articolo della legge 40 che impedisce, violando il principio di uguaglianza e accesso alle cure, a molte famiglie di avere bambini, se non attraverso una emigrazione procreativa oltre confine'.


27 gennaio 2012 11:06