lunedì 16 aprile 2012

"Le difettose" di Eleonora Mazzoni




"…ed entro con il vigore che mi procura sempre il rumore della battaglia"





Bello,
la prima cosa che mi viene in mente dopo averlo letto è : bello.
Carla, la protagonista, è un personaggio inventato eppure è cosi reale, è una di noi:
TUTTE le donne che ci sono passate o che sono in questo momento alla ricerca di un figlio si possono identificare in lei.
Perche Carla è come noi, difettosa.
Così ci si sente quando il figlio che tanto desideri non arriva: ci si sente difettose.
Molto tempo fa, quando feci il corso pre-adozione (per chi non lo sapesse quando si pensa di voler adottare prima del famigerato studio di coppia si fanno alcuni incontri di gruppo, una decina di coppie al massimo, con psicologa e assistente sociale e questo è il primo approccio che si ha con l’ adozione; molte coppie dopo questi incontri decidono di rinunciare; è una prima scrematura)
La psicologa ci disse che probabilmente ci sentivamo delle fallite perchè non riuscivamo ad avere figli!
Mi sentii molto offesa da quella frase, il fallimento di solito prevede una colpa, hai fatto qualcosa di sbagliato e così hai fallito; invece cosa ho sbagliato io se ad un certo punto non posso avere figli? Se un meccanismo del mio corpo si è inceppato? Oppure che colpa ha il mio uomo se non è fertile come dovrebbe?
Insomma l’infertilità non è una colpa è un difetto meccanico.
La psicologa avrebbe dovuto dire che ci sentiamo difettose non fallite!
Carla è come me, soffre e combatte, cade e si rialza e ogni volta è più difficile.
Piange e ride, spera, prega si aggrappa a chiunque e a qualunque cosa gli possa dare una speranza, litiga con il suo uomo perchè non la capisce, perchè si sente sola, anche se in realtà tutto quello di cui ha bisogno è li a portata di mano.
“... Il figlio che non arriva è diventato l’unico pensiero della giornata, la sola attività pulsante che come un tarlo svuota dall’interno il resto, interessi, passioni, impegni, lasciando l’involucro a salvaguardare la vita sociale e la presentabilità.”
Non ho letto altri libri che parlano di questo argomento (lo ammetto), non posso fare paragoni :
Ma Eleonora con questo libro mi ha fatto ridere, sorridere, piangere e pensare (grazie alle pillole di saggezza di Seneca:
«Noi siamo perfettamente equipaggiati per le esigenze della vita».
Non si può non provare una infinita simpatia per Carla così reale, così uguale a me, i suoi sentimenti, le sue paure, le sue gioie sono le mie, sono state le stesse cose che ho provato io.
Eleonora le ha messo nero su bianco, le ha tradotte in parole, quando leggevo pensavo è esattamente così, è così che mi sentivo, è questo che ho vissuto.
La vita di Carla è molto diversa dalla mia, lei fa cose diverse, vive in una città diversa, forse ha problemi diversi, fa anche scelte diverse, ma il viaggio nell’infertilità, il pellegrinaggio da un dottore a un altro, da un ospedale ad un altro, le altre donne che incontra, il sostegno che cerca e ottiene dalla rete (internet) che diventa a volte l’unico modo per conoscere altre donne che stanno vivendo la stessa “via crucis” e si portano la stessa croce sulle spalle, è lo stesso.
Chi non si è mai ritrovata il frigo pieno di gonal-f e altri farmaci molto costosi e molto preziosi?
Chi non ha mai guardato il proprio marito pensando almeno una volta “tu non mi capisci” oppure “mi lascerai per una altra donna che ti darà un figlio?” oppure “lo so non mi sopporti più, sono diventata brutta, sono monotematica, ma mai dirò che sono ossessionata, MAI, sono determinata, ecco, e forse mi lascerai per questo”.
Il romanzo è scorrevole e piacevole, e anche se non dirò nulla, mi è piaciuto molto come è finito!
«Risorgi come hai sempre fatto, Licia. Il tuo sguardo inquieto, il tuo spirito solidale sono frutto del duro legame col fallimento. Licia, se fossi un uomo ti farei la corte».




«Vai fino in fondo, La fortuna aiuta chi osa», mi consiglia Virgilio.
Ecco un consiglio che do a tutte, non arrendetevi ma fate vostro il futuro che volete.
Ci si può anche fermare, dire stop, ma deve essere una cosa che viene da dentro, siate sempre assolutamente consapevoli delle scelte che fate perche se no torneranno come incubi a tormentarvi!

2 commenti:

sfollicolatamente ha detto...

ooh gia' lo volevo leggere, ora lo comprero' di sicuro!
Forse pero' per 'fallite' la tipa intendeva che c'erano stati dei tentativi fallimentari, senza necessariamente dare una connotazione negativa, di colpa personale alla parola?! Dopo tutto, chi prova e fallisce e' sempre un passo piu' avanti di chi non ci prva nemmeno, no?

barbara ha detto...

@sfolli: una volta mi dissero se non fai mai niente di sicuro non sbagli, solo chi "fa" può sbagliare!
cio non toglie che sentirsi dare delle "fallite", ehmm non è che proprio faccia bene per la propria autostima gia abbastanza "provata" dalla situazione! (sempre personalmente parlando certo!)