sabato 14 aprile 2012

Procreazione, la sentenza sull'eterologa è attesa il 22 maggio

La sentenza della Corte Costituzionale chiamata a valutare la costituzionalità della legge 40 sul divieto di fecondazione eterologa è attesa ''per il prossimo 22 maggio''. Ad annunciarlo gli esperti di procreazione medicalmente assistita riuniti dal Cecos (Centro studi e conservazione ovociti e sperma umani) in una giornata di studio per fare il punto sulla Pma in Italia, anche alla luce delle diverse pronunce della Consulta che hanno 'riscritto' la legge 40. ''Noi facevamo la fecondazione eterologa e ci siamo fermati - spiega Maria Elisabetta Coccia, presidente dell'associazione scientifica che riunisce 18 centri di pma - ma se il divieto, come ci auguriamo, sarà superato dalla sentenza della Corte, noi siamo pronti''. Tenendo presente che ''lo scenario è cambiato, e se negli anni Novanta l'eterologa era richiesta soprattutto per infertilità maschile, oggi invece è l'infertilità femminile la principale ragione. Far cadere il divieto - aggiunge - significherebbe anche fermare il turismo procreativo che ha, oltre all'impatto emotivo sulla coppia, un alto costo sociale anche per la tutela della salute'' visto che non sempre i centri all'estero ''garantiscono tutti gli standard di tutela''. L'obiettivo di chi si occupa di fecondazione assistita, conclude, ''resta comunque quello di puntare a preservare la fertilità attraverso l'educazione''.


18 febbraio 2012
Fonte: ANSA


L'udienza sul divieto di eterologa di cui all'art. 4 comma 3 della legge 40 e' stata fissata per il giorno 22 maggio con relatore il giudice Tesauro. Lo rende noto Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni 'Ci auguriamo - sottolinea in una nota Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni - che come nel 1978 con la 194 fu emanata una legge sulla tutela della maternita' che ha affermato diritti costituzionalmente rilevanti e che di fatto ha ripristinato la legalita' facendo scomparire gli aborti illegali, cosi' anche il 22 maggio sia una data significativa per l'affermazione dei diritti di tante coppie ad accedere alla donazione-gratuita di gameti e per l'affermazione della legalita'. Il divieto di applicazione di queste tecniche in Italia, oggi, determina all'estero una mercificazione di gameti che in Italia non c'e' mai stata, fino al 2004 la tecnica era consentita e venivano utilizzati gameti residuali di coppie in trattamento che li donavano'.'Quella del 22 maggio - osserva - potrebbe comunque essere una opportunita' per la Corte di dare un forte segnale alla politica proibizionista: quella che ha voluto la legge 40 e quella che non ha fatto nulla per abrogarla. La battaglia di piazza e referendaria dei radicali per la regolamentazione dell'aborto, oggi, si e' trasferita nelle aule dei tribunali per far abrogare un articolo della legge 40 che impedisce, violando il principio di uguaglianza e accesso alle cure, a molte famiglie di avere bambini, se non attraverso una emigrazione procreativa oltre confine'.


27 gennaio 2012 11:06

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