lunedì 28 maggio 2012

ETEROLOGA: CAPPATO "AIUTIAMO LE COPPIE A FARE RICORSO, E A CONCLUDERE ALL'ESTERO IL DISEGNO CRIMINOSO DI AVERE UN BAMBINO"

Dichiarazione di Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni
Evidentemente condizionata dai nuovi equilibri risultati dalle recenti nomine effetuate dal Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale ha rinviato la decisione sulla costituzionalità della legge 40, nonostante avesse tutti gli elementi per sospendere l'effetto di una norma che nega alla radice il diritto costituzionale alla salute.
Come Associazione Luca Coscioni mettiamo la nostra struttura a disposizione per l'assistenza giudiziaria alle coppie sterili e/o portatrici di malattie trasmissibili per fare ricorso nei tribunali di tutta Italia contro una legge che produce aborti, emigrazione e impedimento alla genitorialità.
Attraverso il nostro servizio di "Soccorso civile" , l'email
info@associazionelucacoscioni.it e il telefono 06-68979286 forniamo informazioni anche a coloro che decidono di rivolgersi a centri di fecondazione assistita all'estero, in modo che lo possano fare riducendo al massimo i rischi sanitari ed economici. Ci assumiamo dunque la responsabilità di aiutare queste persone a commettere all'estero ciò che in Italia la legge 40 considera un crimine, pronti a rispondere davanti all'autorità giudiziaria che voglia accusarci di istigazione a delinquere o di organizzazione in Italia del disegno criminoso di metter al mondo un bambino.

da http://www.associazionelucacoscioni.it/comunicato/eterologa-cappato-aiutiamo-le-coppie-fare-ricorso-e-concludere-allestero-il-disegno-crimi

venerdì 25 maggio 2012

Flamigni e Borini: una guida alla fecondazione e(s)terologa

Fecondazione e(s)terologa. Alla vigilia della pronuncia della Corte costituzionale arrivata due giorni fa, Andrea Borini si era augurato che la sentenza potesse “rendere inutile” il libro di cui è autore insieme a Carlo Flamigni e che ha per titolo questo gioco di parole. Così non è stato. Dopo la pronuncia, in Italia la fecondazione eterologa, ultimo tassello rimasto in piedi della legge 40, continua a essere vietata. È vero che la Consulta ha rinviato gli atti ai tribunali che avevano promosso i ricorsi sulla base di una sentenza europea e dunque non ha, secondo i legali delle coppie, “chiuso del tutto la porta” dal punto di vista giuridico per nuove impugnazioni. Per adesso, però, per le tante coppie in cerca di un figlio, nulla cambia: l’unica possibilità di utilizzare questa tecnica di fecondazione assistita resta il viaggio oltrefrontiera alla volta dei tanti Paesi in cui è consentita e i cui centri accolgono un numero sempre in aumento di italiani.

“Fecondazione e(s)terologa” (l’Asino d’oro edizioni, € 12) è stato scritto dai due ginecologi, che si occupano da lungo tempo di tecniche di procreazione assistita e del monitoraggio del fenomeno, per dare in mano a chi decide di intraprendere il cammino della procreazione assistita un vademecum: in termini scientifici e non ideologici, di facile comprensione, di pronta consultazione.

Per capire cosa è lecito in Italia, quali sono i propri diritti, come muoversi. Perché se è vero che la legge 40 è stata fortemente emendata e sono cadute molte delle sue proibizioni – eterologa a parte – in Italia, sostengono, manca un’informazione corretta e i viaggi alla ricerca di un figlio continuano ad aumentare. La metà delle 4000 coppie che ogni anno va all’estero lo fa per richiedere tecniche come la diagnosi preimpianto o il congelamento degli embrioni che sono lecite anche qui – ricordano Flamigni e Borini sulla base dei dati dell’Osservatorio sul turismo procreativo – e comunque tutti i pazienti hanno il diritto di sapere quali sono i centri affidabili e le procedure corrette.

Di recente, Andrea Borini ha anche scritto al presidente della Repubblica sulla scorta dell’esperienza drammatica di una coppia tornata dall’estero con un neonato afflitto da una grave malattia genetica dovuta a mancanza di controlli sui donatori.






A suo avviso, ed è la tesi sostenuta anche nel libro che ne dichiara “l’assoluto bisogno”, ci vuole nel nostro paese un “centro di informazione, senza fini di lucro, formato da medici qualificati, che possa indirizzare nelle cliniche più serie e affidabili le coppie infertili che decidono di recarsi all’estero per poter fare l’eterologa”.

Districarsi infatti tra le offerte, comprendere cosa veramente serve al proprio caso, decodificare le percentuali di successo e i dati offerti dai centri – spesso su internet e senza nessuna forma di garanzia – non è cosa facile. Flamigni e Borini affrontano passo per passo la questione: le dimensioni del fenomeno, ciò che è ormai possibile fare anche in Italia, i pregiudizi più ricorrenti, l’iter medico e i problemi connessi, i risultati delle tecniche e la lettura dei dati, le questioni giuridiche in Italia e all’estero. Chiudendo con un capitoletto per orientarsi nella scelta: avere a fianco e consigliarsi con il proprio medico, con un ginecologo o con un genetista di fiducia è fondamentale, sostengono. «Sono scelte difficili, ma dalle quali potrà derivare una grande felicità o una terribile delusione. Le coppie non possono farle da sole».


di Assunta Sarlo, 24 Maggio 2012

mercoledì 23 maggio 2012

Fecondazione: Giorlandino, eterologa diritto ma Italia non pronta

da http://www.agi.it

16:05 22 MAG 2012


AGI) - Roma, 22 mag. - "La fecondazione eterologa e' un diritto che va dato alle donne. Ma l'Italia non e' pronta ad accoglierla. Pochissime italiane sarebbero disposte a mettere in vendita i propri ovuli". Ne e' convinto il Prof Claudio Giorlandino, ginecologo, Presidente del Forager, Forum delle Associazioni di Diagnostica, Genetica e Riproduzione e Segretrario Generale della Sidip, Societa' Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale. "L'Italia non ha alcuna preparazione di tipo tecnico perche' l'eterologa non e' mai stata introdotta - afferma l'esperto - I laboratori di fecondazione assistita non sono attrezzati, i costi per offrire questo servizio sarebbero troppo alti, troppo l'impegno e molti i rischi, quello medico-legale e procedurale". "Ci sarebbe una grande difficolta' - aggiunge - a reperire materiale biologico soprattutto femminile, ossia ovociti, perche' le italiane non sono culturalmente pronte alla donazione della propria fertilita' che non ha prezzo. Non siamo in Spagna dove una donna per 500 euro si farebbe togliere anche un ovaio. Qui da noi e' diverso. Basta pensare che il figlio avuto con la fecondazione eterologa e' un figlio da nascondere. Nel senso che non viene mai detto che si e' fatto ricorso a questo tipo di tecnica". "C'e' anche da dire, pero', che sono sempre di piu' le nostre donne che vanno all'estero per sottoporsi alla fecondazione eterologa utilizzando un ovocita di un'altra donna - aggiunge il Prof Giorlandino - Le italiane fanno figli sempre piu' tardi, sono meno fertili e fanno sempre piu' ricorso alla fecondazione assistita per diventare mamme. Ma sono certo che pochi centri nella nostra Nazione sceglierebbero di attrezzarsi per l'eterologa. Noi non lo faremmo". (AGI)




ma la domanda sorge spontanea: quanto dobbiamo aspettare prima che sia pronta? e inoltre prima del 2004 quando era permessa la donazione di gameti, le donne erano piu pronte?

articoli

da Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it/ )
Fecondazione eterologa La Corte: vizio di forma Ricorso da riscrivere
La Consulta rinvia gli atti ai tribunali di Firenze, Catania e Milano: «Riconsiderare la sentenza di Strasburgo». Parziale soddisfazione delle associazioni parte civile



da Il Messaggero (http://www.ilmessaggero.it/ )Fecondazione eterologa, salva la legge 40. La Consulta: il ricorso va riformulato
La Corte costituzionale cita la sentenza del 2011 della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha definito legittimo il divieto

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/sanita/fecondazione_eterologa_salva_la_legge_40_la_consulta_il_ricorso_va_riformulato/notizie/197920.shtml


da La Repubblica (http://www.repubblica.it/ )
Eterologa, la Consulta non boccia la legge "Non viola i princìpi Ue, decidano i tribunali"
La Corte Costituzionale ha invitato i giudici che avevano sollevato la questione (Firenze, Catania e Milano) a riconsiderare quanto deciso nel novembre 2011 dalla Corte europea che non ha ravvisato violazioni dei diritti dell'uomo: "I tribunali ora valutino se infrange la Costituzione italiana e nel caso formulino nuovi ricorsi"
http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/fertilita-e-infertilita/2012/05/22/news/eterologa_il_verdetto_della_consulta-35698675/


da Il Sole24ore (http://www.ilsole24ore.com/ )
Consulta: sulla fecondazione eterologa i giudici valutino la sentenza di Strasburgo che lascia liberi i governi
Sentenza tecnica della Consulta sulla fecondazione eterologa. «La Corte Costituzionale - si legge in una nota - si è pronunciata sulla questione di legittimità costituzionale» del divieto di fecondazione eterologa fissato dalla legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita, «sollevata dai Tribunali di Firenze, Catania e Milano, restituendo gli atti ai giudici rimettenti per valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 3 novembre 2011 (S.H. e altri contro Austria), sulla stessa tematica».
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-22/consulta-fecondazione-eterologa-giudici-203246.shtml?uuid=AbIHgkgF


da Il Corriere della Sera (http://www.corriere.it/ )
Eterologa, resta il divieto. La Consulta:«I tribunali devono riformulare il ricorso»
I giudici ordinari devono valutare la sentenza di Strasburgo che sulla fecondazione lascia libertà di decisione ai governi
http://www.corriere.it/salute/12_maggio_22/fecondazione-eterologa-consulta_99937e82-a413-11e1-80d8-8b8b2210c662.shtml


da Il Secolo XIX ( http://www.ilsecoloxix.it/)
Fecondazione eterologa,la Consulta salva la legge 40
Roma - La corte Costituzionale non boccia la fecondazione assistita eterologa, ma rinvia gli atti ai tribunali che avevano promosso i ricorsi: l’indicazione è quella di valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011, che aveva stabilito che impedire per legge alle coppie sterili di ricorrere alla fecondazione in vitro eterologa non è una violazione della Convenzione europea dei Diritti dell’uomo.
http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2012/05/22/APp5NTZC-fecondazione_eterologa_consulta.shtml#commentilettori

da Ansa.it http://www.ansa.it/)
Corte non boccia eterologa, rinvia atti e resta divieto
Ma fa riferimento a sentenza Ue che legittima norma legge 40
(di Manuela Correra) La Corte Costituzionale non boccia la fecondazione assistita eterologa, ma rinvia gli atti ai tribunali che avevano promosso i ricorsi.
http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2012/05/23/Corte-boccia-eterologa-rinvia-atti-resta-divieto_6915901.html

Fecondazione, Gallo, Baldini, Caiazza (legali coppia): Positiva la decisione della Corte Costituzionale su eterologa. Domani conferenza stampa

da http://www.associazionelucacoscioni.it/comunicato/fecondazione-gallo-legale-coppia-positiva-la-decisione-della-corte-costituzionale-su-eter


Dichiarazione congiunta degli avvocati Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Gianni Baldini, Giandomenico Caiazza, legali della coppia per cui il Tribunale di Firenze ha sollevato il dubbio di costituzionalità sul divieto di eterologa


La decisione della Corte Costituzionale di rimettere gli atti ai tribunali di Firenze, Catania e Milano, è una decisione positiva, perché i giudici della Corte hanno respinto le obiezioni presentate dall’Avvocatura dello Stato che negavano il vizio di legittimità costituzionale del divieto di eterologa.


La Corte Costituzionale ha accolto le nostre obiezioni che avevano sottolineato come la decisione della Grande Camera si riferisse ad un procedimento relativo alla legge austriaca, che prevede un divieto parziale di applicazione di tecniche eterologhe, e invitasse gli stati membri a tener conto dell’evoluzione scientifica delle tecniche di fecondazione assistita eterologhe.


I giudici dei Tribunali civili, dunque, dovranno valutare nuovamente la legge 40 in base ai parametri della Carta Costituzionale e alla sentenza della Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell’uomo


Altre delucidazioni in merito alla decisione della Corte Costituzionale saranno rese note domani mercoledì 23 maggio alle ore 12 in una conferenza stampa che si terrà alla sede del partito radicale in via di torre argentina 76, 00186 Roma, alla presenza dei legali intervenuti.

martedì 22 maggio 2012

La storia di Bibbi




Tutti dicevano che sarebbe stato facile: vedrai appena ci provate rimarrai incinta.


Nella famiglia di mio marito fanno figli con la facilità con cui si prende una tazza di caffè, quelle che non sono incinte hanno appena partorito e allattano stirpi di maschi a loro volta fertilissimi, io avevo cicli perfetti e millimetrici e l’utero più bello del mondo secondo i ginecologi, quale poteva essere il problema?
Per questo quando mi sono resa conto che passavano i mesi mi sono allarmata, la mia dottoressa diceva che ero esagerata e che fino a un anno non c’era nemmeno da preoccuparsi di fare esami. Alla fine si è arresa alla mia insistenza: spermiogramma per lui ed eco per me. Il dottore che mi ha fatto l’eco cantava e diceva: finalmente un utero come si deve, anzi vede? Ha un follicolo pronto a scoppiare corra a casa e vedrà che tra qualche mese ci ritroveremo per ben altre eco…lo spermiogramma? Un disastro totale. Pochi, brutti e lenti, insomma un’ecatombe.
E’ iniziato il periodo degli accertamenti, andrologo, analisi, altri spermiogrammi, l’eco color doppler. Un intervento di varicocele, ma solo “per aumentare di qualche unità in modo da poter fare una ICSI, non illudetevi”. E poi il centro pma.
Alla prima visita mi dicono senza mezzi termini che ho poche uova “signora dovete affrettarvi, avete entrambi pochi gameti” e chi ci aveva mai pensato? In un turbine di pensieri affrontiamo analisi del sangue, accertamenti diagnostici, visite e facciamo tutto in un mese e mezzo, il dottore si complimenta con me. Gli dico che sono un tipo organizzato, lui ribatte: signora lei è un tipo DETERMINATO, questa sarà la sua arma migliore.
Quattro stimolazioni in pochi mesi per produrre sempre poco, che con gli spermatozoi messi così veniva per lo più sprecato, in due tentativi non abbiamo fatto nemmeno il transfer per mancata fecondazione.
Al secondo transfer il miracolo: beta positive!! Ma bassissime. La chiamano gravidanza biochimica. Tutto è finito in pochi giorni, ma per i medici il segno era ottimo e significava che potevo farcela. Peccato che alla stimolazione dopo gli ovociti non si sono fecondati.
A quel punto ho detto basta, ritenevo di aver fatto la mia parte e di aver tentato il “tentabile”…era il momento di passare oltre. Ho detto a mio marito che era il caso di partire per l’estero, ma quando gli ho fatto capire che ENTRAMBI necessitavamo di un aiuto apriti cielo!! È stata durissima…ma alla fine ha capito e accettato, a patto che non si dicesse in giro….a me francamente non importava affatto che gli amici pensassero che eravamo ricorsi solo a una donatrice…e siamo quindi partiti per Malaga.
Le possibilità erano altissime e anche le nostre aspettative, al primo transfer mi sentivo super incinta. Le beta purtroppo furono negative: 0,17, ancora mi ricordo il numero esatto. Di corsa programmo un nuovo transfer, avevo dei congelati e quindi la questione era più semplice. Stavolta sono premiata: rimango incinta, anche se all’inizio le beta crescono in modo strano.
Alla settima settimana, mentre ero tranquillamente seduta in poltrona sento un fiotto caldo…sangue rosso!! Di corsa al pronto soccorso, passo una notte di emorragia, ricoverata nel reparto con le partorienti felici e soddisfatte che telefonano continuamente ai parenti per raccontargli il loro parto, le infermiere che se ne fregano di me e del mio dolore, in sala operatoria mi perdono addirittura una scarpa e mi prendono in giro quando dico che mi serve per andare a far la visita per la dimissione. Scendo allora dal letto scalza e inizio ad attraversare il corridoio così. A quel punto si vergognano e hanno paura di quel che posso raccontare al dottore, così improvvisamente la mia scarpa ricompare. Taccio delle scortesie, delle umiliazioni, del dolore che ho provato. Taccio di quanto mi sono sentita maltrattata, non capita, di come non esista calore umano ed empatia, di come le ragazze che avevano il bagno in comune con me si siano lamentate perché a causa dell’emorragia avevo riempito il secchio di pannoloni, dell’infermiera della sala operatoria che ridendo mi ha detto: ma che ti piangi? Tra 40 giorni ci riprovi…ma che ne sai della mia vita? avrei voluto dirle…questo era il mio bambino, avuto dopo tanta fatica e tanto dolore, lo chiamavo Raggiodisole e quel giorno il mio cuore è morto un po’ con lui, che all’arrivo al pronto soccorso ho visto nello schermo col cuoricino che batteva forte.
Dopo qualche mese, sono di nuovo in pista, si torna a Malaga, non posso fermarmi, lo devo a Raggiodisole. Prima di partire una dolorosissima isteroscopia post aborto mi conferma che ho un utero fantastico, perfetto, pronto per una gravidanza. Stavolta incappo in un nuovo biochimico, ma le beta crescono ogni giorno, piano piano, inesorabili. Da 22 arrivano a 132 e nel mezzo faccio 8 prelievi di sangue. Niente da fare nemmeno stavolta, ma per azzerare le beta e poter ripartire ci metto due mesi.
A febbraio del 2011 vado a prendere i miei due congelati. Si risvegliano perfetti e vitali, appena fuori dal congelatore riprendono subito a svilupparsi. L’utero è stato preparato in modo perfetto, la mia dottoressa ha fatto un lavoro egregio, la terapia è quella giusta. Faccio le beta il 4 marzo: 276. Mi metto a piangere per la strada, davanti a tutti. Un vecchietto mi guarda con aria triste: probabilmente ha pensato a una cattiva notizia. Dopo tre giorni le beta salgono a 1074!! Ora dobbiamo solo aspettare l’eco di conferma.
Una mattina ho perdite rosso scuro, prendo un taxi e vado al pronto soccorso: si vedono due camere gestazionali, ben attaccate, tutto a posto, probabilmente l’utero si allarga e qualche capillare si è rotto, sentenzia la ginecologa. Gli embrioni ancora non si vedono ma era davvero troppo presto. Alla prima vera eco la sorpresa: in una delle due camere l’embrione si è sdoppiato, ora aspetto tre pupetti, due omozigoti identici e un eterozigote!! Tutti col loro cuoricino pulsante che sembrava dirmi: mamma siamo qui!!! Mia madre si sente male, io ho un riso isterico e felice, inizio a preparare tutto, ormai con le perdite ci ho fatto il callo, so che tutto va bene e quindi rinforzo la terapia di progesterone e continuo tranquilla…sono spietata e pronta, una mattina addirittura mi faccio un’intramuscolo da sola e mi rimetto a letto ad aspettare che passi. Per i miei figli sono una tigre pronta a qualsiasi attacco e sacrificio.
Mi fanno eco tutte le settimane, la cosa è delicata, specie per i due omozigoti. Che al secondo mese si fermano insieme, lasciando solo il terzo fratellino. Poveri cuccioli vederli lì col cuoricino fermo…si sono riassorbiti senza dar noia, dando chance al fratello di crescere e nascere, senza disturbarlo o metterlo in pericolo.
A novembre nasce Diego, un gigante di 56 cm e più di 4 chili, il più grande successo della mia vita, credo l’unica cosa veramente meravigliosa che ho fatto, l’eternità dell’amore, il risultato di tanti sacrifici. Ancora dopo 6 mesi lo guardo e non ci credo, lui è innamorato della sua mamma, quando siamo assieme non esiste nessun altro, i nostri giochi, le nostre scemenze, tutte per noi, senza quasi bisogno di mondo esterno. L’esperienza più bella della mia vita. Che sono pronta a ripetere appena possibile, perché non è giusto che Diego cresca senza un fratello e che un giorno debba sentirsi solo magari a dover prendere decisioni su di me o su suo padre. Ho visto mia mamma quando i suoi si sono invecchiati, non avere una spalla su cui contare….non lo trovo giusto. E’ chiaro che se poi non dovessi riuscirci non sarebbe come non avere nemmeno un bimbo, la vivrei con molta meno ansia e dolore…però se posso voglio che lui abbia un fratello.
Questa è la mia storia, prima del transfer di novembre ho scritto un post per la mia donatrice, ho pensato spesso a lei e al grande dono che mi ha fatto. Lo so che sicuramente il rimborso spese avrà pesato molto nella sua decisione, ma io le sono grata ugualmente e so che senza di lei mio figlio non sarebbe nato. Se non ci fossero Paesi che affrontano la cosa in modo civile mio figlio on sarebbe qui…e non è un pensiero indifferente questo. Fa la differenza tra vivere e non vivere. Una bella differenza.

Per questo ho deciso di creare “La strada per un sogno”, con la mia amica stefy: perché la differenza tra un bimbo in più al mondo e una in meno è proprio una BELLA differenza. Volevamo un luogo che fosse d’incontro, di informazione, di ispirazione per chi sbatte la testa tra disinformazione e indifferenza, tra leggi ingiuste e liste d’attesa che hanno del Terzo Mondo. Ma soprattutto una coperta calda per il cuore, un the con le amiche nel momento di sconforto, un angolo dove rifugiarsi quando le battute di chi non sa, il giudizio di chi sa e si permette di puntare il dito, la paura di non farcela sono più forti del coraggio che abbiamo. Ogni giorno accogliamo, consigliamo, aiutiamo, confortiamo e soprattutto festeggiamo o asciughiamo lacrime, insieme. Una rete di aiuto e calore che non ha pari. E che spesso, anche lei, fa la differenza. Perché sentirsi sole o capire di non esserlo non sono MAI la stessa cosa.

ASPETTANDO LA CONSULTA 2

Filomena Gallo ( segretario Ass. Coscioni) e Gianni Baldini rispondono all'On. Roccella e scrivono a tutti i parlamentari


Cara Eugenia,

abbiamo letto la lettera che hai inviato il 18 maggio ai Parlamentari in vista dell’udienza del 22 maggio prossimo in Corte Costituzionale per la verifica di Costituzionalità del divieto di applicazione di tecniche eterologhe contenuto nella legge n.40 del 2004.

Siamo contenti di leggere che ammetti che l’eventuale dichiarazione d’incostituzionalità del divieto di cui all’art. 4 c. 3 L.40/04 non comporterebbe problemi, perché dichiari che molte questioni tecniche potrebbero essere regolate con Decreti e linee guida, e poiché ravvisi a pochi punti problemi che potrebbero sorgere vorremmo contribuire a questa riflessione che solleciti in qualità di legali che hanno curato il primo ricorso di Firenze sul divieto di eterologa.

Dichiari che è importante per il nato la conoscenza delle modalità con cui il soggetto è stato concepito, perché? Non è forse più importante come un bambino cresce? L’amore che riceve? Come la propria famiglia lo accompagna nella vita? Vuoi che ogni italiano sappia come è stato concepito? In costanza di matrimonio, oppure no, con un rapporto mirato o per caso, come potranno queste informazioni cambiare la vita di un nato? Forse non sai che non ci sono norme che stabiliscono in nessuna parte del mondo il diritto a sapere come si viene concepiti.


Dichiari che è importante poter conoscere l’identità del donatore di gameti. Già adesso la questione esiste, perché l’eterologa è praticata all’estero ed in Italia ci sono bambini nati con questa tecnica. Già adesso essa viene risolta sulla base dei principi generali dell’ordinamento.


Il punto è risolto dalla giurisprudenza come avveniva prima della legge 40, quando l’eterologa già esisteva (vedi sentenze delle Corti di Merito, Brescia, Napoli e poi della stessa Consulta Sent. 348/08 e Cass 2115/99, ecc.), e come potrebbe avvenire anche ora.

Si tratta di questioni pacifiche, perché la stessa legge 40, ove non bastassero i principi generali dell’ordinamento, fornisce una soluzione chiarissima con l’art. 9 comma 3, che sancisce che “il donatore non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato” e non è titolare di alcun diritto o obbligo.Il problema, pertanto, non esiste e la soluzione è chiara anche per i non addetti ai lavori.

A maggior ragione ciò vale per la "rete parentale".


Per i “rapporti incestuosi” il problema semmai si pone più adesso che l’eterologa è sommersa.Ove fosse lecita e visibile ben potrebbero essere approntati registri, come previsto dalle direttive comunitarie recepite e in vigore con Dlgs 191/07 e 16/10 che regolano anche la parte degli screening per i donatori e il mantenimento dei dati genetici per 30 anni.

Anche la gratuità è già insita nel sistema ed in tutte le disposizioni di legge in materia.


Ti interroghi su chi possa accedere all’eterologa. Anche in questo caso la legge 40 ti risponde in modo chiaro: infatti all’art. 4. Comma 1 prevede che “Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico” e l’articolo 5 elenca i requisiti soggettivi: “Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.


”Sollevi la questione dell’applicazione di queste tecniche nelle strutture private, ma ti ricordiamo che, con la circolare Degan nel 1985, fu stabilito che l’eterologa era applicabile solo nelle strutture private senza alcun tipo di problema. Paventi dunque problematiche che il nostro ordinamento scongiura sul nascere e pertanto non sono affatto ipotizzabili in un sistema in cui l’eterologa è stata prevista fino al 2004.

I punti che sollevi sulla normativa in riferimento ai figli legittimi e la possibilità di risalire al genitore genetico appartengono all’evoluzione delle norme, un processo naturale in ogni ordinamento moderno che non entra in contrasto con il ripristino della tecnica eterologa nel nostro Paese.


Il nostro augurio è che i Giudici possano decidere per ripristinare giuste tutele costituzionali per una categoria di pazienti attualmente discriminata, e poi la politica in una situazione di norme di garanzia vigenti, se vorrà, potrà ampliare diritti e tutele ma in mancanza delle stesse è bene precisare che con l'eventuale dichiarazione di incostituzionalità dell'art. 4 c.3 L.40/04 nessun vuoto normativo ma solo rispetto di diritti.


Cordiali Saluti Filomena Gallo e Gianni Baldini, avvocati e legali della coppia (Incidente di costituzionalità Tribunale di Firenze, ordinanza n.19/11)

ASPETTANDO LA CONSULTA 1

Roccella: Se la Corte dice sì alla fecondazione eterologa servirà una nuova legge del Parlamento



Lettera sulla legittimità o meno del divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40/2004 sulla Procreazione medicalmente assistita (Pma)



Il prossimo 22 maggio la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla legittimità o meno del divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40/2004 sulla Procreazione medicalmente assistita (Pma). Siamo dunque alla vigilia di una sentenza che potrebbe modificare un punto fondamentale di una legge su cui il Parlamento ha svolto un lungo e approfondito dibattito e che tocca questioni di grande delicatezza.Mi rivolgo quindi a tutti voi confidando nella vostra sensibilità per sottoporvi alcune considerazioni di metodo che penso possano avere qualche rilievo. Se, infatti, la Consulta decidesse per una modifica del testo attuale, ci troveremmo davanti a un vuoto legislativo che necessiterebbe di una robusta regolamentazione. In altre parole: se la Consulta facesse cadere il divieto della fecondazione eterologa, il Parlamento sarebbe costretto a legiferare, perché l’insieme della normativa vigente – nazionale ed europea - non regola alcuni passaggi fondamentali. Ricorrere a una nuova legge sarebbe inevitabile perché, per i motivi che cercherò di illustrare, sarebbe impossibile affrontare adeguatamente con semplici decreti del Ministero della Salute, eventuali linee-guida, o anche accordi Stato-Regioni, i problemi che l’introduzione della fecondazione eterologa porrebbe.
E’ possibile, quindi, che il Parlamento sia investito nuovamente di questioni che riguardano la procreazione assistita, ed è per questo che mi sembra utile, data la complessità di un argomento che intreccia una estrema tecnicalità a problematiche eticamente sensibili, affidare alla vostra attenzione informazioni e riflessioni maturate nella mia esperienza politica e di governo.
Ricordo che la legge 40/2004, che all’art.1 “assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”. In forza di tali garanzie prevede un intero articolo, il 9, a tutela dei figli eventualmente nati da eterologa praticata all’estero, o comunque in violazione della legge italiana:


“1. Qualora si ricorra a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3, il coniuge o il convivente il cui consenso è ricavabile da atti concludenti non può esercitare l’azione di disconoscimento della paternità nei casi previsti dall’articolo 235, primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile, né l’impugnazione di cui all’articolo 263 dello stesso codice.


2. La madre del nato a seguito dell’applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita non può dichiarare la volontà di non essere nominata, ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.



3. In caso di applicazione di tecniche di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3, il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi confronti alcun diritto né essere titolare di obblighi. Ma a parte le garanzie già previste dalla legge 40, rimarrebbero comunque molti altri aspetti scoperti. Ne elenco i principali:


1. Conoscenza delle modalità con cui il soggetto è stato concepito. Bisogna stabilire se il nato da eterologa ha diritto o meno di sapere se è nato da questo tipo di tecnica, e nel caso, chi ha la responsabilità di fornirgli questa informazione.



2. Anonimato o meno del donatore. Bisogna stabilire se il nato da eterologa ha diritto o meno di accedere all’identità della persona che ha fornito ovociti o liquido seminale, il cosiddetto “genitore biologico”. Se sì, bisogna regolamentarne le modalità: chi ha la responsabilità di dare l’informazione, a che età, se sia necessario porre condizioni. A questo proposito ricordo il recente ordine del giorno presentato dal Sen. Carlo Sarro e approvato dal Senato, relativo al ddl sul riconoscimento dei figli naturali, che impegna il governo ad assumere ogni iniziativa per garantire ai figli naturali non riconosciuti alla nascita il diritto, al compimento dei 40 anni, di conoscere l’identità dei genitori biologici. Il nostro governo, quindi, è già impegnato a recepire l’indirizzo legislativo che sta prevalendo in Europa, con cui si riconosce il diritto di ciascuno alla conoscenza delle proprie origini.


3. Rete parentale biologica. Bisogna stabilire se il nato da eterologa ha diritto ad accedere ai dati biografici della rete parentale del “genitore biologico”, ovvero se ha il diritto a conoscere i propri consanguinei. Se sì, anche qui vanno regolamentate le modalità.



4. Possibilità di rapporti incestuosi. Bisogna stabilire come un nato da eterologa possa chiedere informazioni su un partner, per sapere se è suo parente biologico o meno. La numerosità di figli dello stesso “donatore” è spesso oggetto di cronache giornalistiche scandalistiche. E’ necessario tutelare i nati da eterologa e al tempo stesso evitare indagini indiscriminate e immotivate sul patrimonio genetico dei cittadini: vanno normate le modalità di richiesta di informazioni da parte di nati da eterologa, e le modalità di accesso ai dati personali del partner con cui si vuole escludere un’eventuale parentela.



5. Accesso all’eterologa. Bisogna stabilire se solo uno dei due componenti della coppia ha accesso o entrambi possono far ricorso all’eterologa – cioè se i gameti con cui avviene il concepimento possano essere tutti estranei alla coppia che accede alle tecniche - nel qual caso il nato non avrebbe alcun legame biologico con i genitori sociali. Se si ammettesse questa possibilità, andrebbe valutata anche la possibilità analoga, cioè l’adozione di embrioni, un provvedimento, tra l’altro, attualmente in discussione in Parlamento.



6. Gratuità della cessione di gameti. Il decreto 191/2007 all’art.12 prevede che: “la donazione di tessuti e cellule è volontaria e gratuita”. Qualunque indennità è esclusa, come del resto per la donazione del sangue o di altri tessuti e cellule umane. Sappiamo però che in altri paesi esiste un vero e proprio mercato nell’ambito della fecondazione eterologa, con pesanti forme di sfruttamento soprattutto a carico di giovani donne povere: sarebbe dunque di grande importanza normare questo punto attraverso una legge, che prevedesse anche una pena specifica.
Ci sono poi altri punti che si potrebbero regolare attraverso decreti ministeriali, accordi Stato-Regioni, e linee guida. Ne accenno alcuni:


- Tutta la problematica della donazione di cellule, tessuti e organi, in Italia, è totalmente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, in strutture rigorosamente pubbliche, e l’intera filiera – dalla raccolta del materiale biologico da donare, al trasferimento alla persona che riceve – è gestita dal pubblico. Ma i centri PMA in Italia sono anche privati non convenzionati, e quindi, se si introducesse l’eterologa, avremmo per la prima volta donazioni di cellule al di fuori del circuito pubblico, circostanza che richiede regole nuove. Per esempio per gli screening, che nel caso delle donazioni cellulari finora sono tutti a carico del servizio sanitario nazionale, proprio per la valenza pubblica delle donazioni. Ma per l’eterologa, anche in centri privati, bisogna stabilire se alcuni test sono obbligatori e gratuiti per i pazienti, ed eventualmente quali, considerando il rilievo sociale che in questo caso assumerebbero (oltre a quelli di tipo infettivo) i test genetici, da farsi sui gameti e/o sui donatori.



- Condivisione dei gameti. Una modalità di accesso ai gameti è quella secondo cui chi ne ha prodotti in “sovrappiù” rispetto alle necessità durante i trattamenti di fecondazione assistita, potrebbe metterli a disposizione di chi ne richiede. Negli altri paesi esiste per esempio l’”egg sharing”, la condivisione di ovociti. Bisogna stabilire se ammettere o meno questa possibilità, ed eventualmente stabilirne le modalità, sempre garantendone la totale gratuità.


- Numerosità delle “donazioni”: è necessario stabilire se c’è, ed eventualmente quale sia, un numero massimo di “donazioni” che può fare chi è disposto a cedere i propri gameti.
Esiste poi il problema delle informazioni che le biobanche di gameti possono gestire. E’ noto che nei paesi in cui l’eterologa è ammessa, le coppie che vi accedono hanno la possibilità di scegliere alcune caratteristiche dei “donatori”, spesso in veri e propri cataloghi: aspetti somatici, appartenenza etnica, ma anche livello di istruzione e persino religione. Talvolta sono richieste anche foto da bambino del donatore. Una modalità di questo tipo contrasta con l’assetto normativo italiano. La legge 40 vieta esplicitamente “ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti “, (art.13, comma 3b).Recentemente, poi, la Corte di Cassazione (Cassazione Civile, sezioni unite, 1 giugno 2010, n. 13332), ha stabilito che “l’adozione internazione di minori non può avvenire in base a preferenze etniche”: la sentenza sottolinea inoltre che, ove detto rifiuto (degli adottanti all’accoglienza di un minore appartenente ad una determinata etnia ndr) si concreti in un’espressa opzione dinanzi agli organi pubblici, tale condotta dev’essere apprezzata dal giudice di merito nel quadro dell’idoneità all’adozione, evidentemente compromessa da una disponibilità condizionata al possesso da parte del minore di determinate caratteristiche genetiche. Pur essendo adozione e procreazione assistita due fattispecie assai diverse, il principio della non discriminazione alla base della sentenza della Cassazione non può non essere esteso anche alle norme sulla Pma, considerando che, in generale, in Italia non ci sono leggi eugenetiche. E’ necessario quindi normare le modalità di gestione dei dati personali dei “donatori” da parte delle biobanche, in accordo con la giurisprudenza del nostro paese.
Nel caso in cui la Consulta dovesse abolire il divieto di eterologa, quindi, il Parlamento sarebbe costretto a legiferare, per colmare l’evidente vuoto legislativo che getterebbe nella confusione prima di tutto gli operatori sanitari coinvolti, oltre che le coppie. Non è possibile introdurre una procedura di fecondazione assistita – l’eterologa – non regolata, all’interno di un quadro normativo ben preciso e coerente – la legge 40.
Se la legge 40 venisse modificata dal pronunciamento della Consulta, presenterò subito, insieme ad altri parlamentari, una proposta di legge per regolare la nuova situazione, che toccherà tutti i punti sopra enunciati, per evitare che il vuoto legislativo che ci troveremmo davanti favorisca il diffondersi e il consolidarsi di pratiche incongrue con il nostro assetto normativo. Una nuova legge per evitare un nuovo “far west” delle pratiche di Pma, come quello che già si era prodotto nel nostro paese prima della legge 40.
Nella consapevolezza che su questo tema ci sono visioni e indirizzi diversi e che comunque le questioni a cui ho accennato non possono essere affrontate su un piano meramente ideologico ma interpellano le singole coscienze, non ho dato qui indicazioni di merito. Sono certa, però, che come membri del Parlamento ciascuno di voi dia ai punti e ai problemi che ho elencato il giusto peso per affrontarli, eventualmente, con la consapevolezza e la responsabilità necessarie.


Eugenia Roccella

lunedì 21 maggio 2012

Se sulla «fecondazione eterologa» torna il far west

In vista della sentenza
Se sulla «fecondazione eterologa» torna il far west



Il referendum 2005 sulla legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita prevedeva quattro quesiti, ma i proponenti ne avevano chiesto un quinto per abolirla interamente. La Consulta lo giudicò inammissibile, ritenendo che una norma in materia fosse «costituzionalmente necessaria».Gli interessi in gioco – economici ed ideologici – sono però troppo forti, e gli oppositori della legge non si sono mai rassegnati alla bruciante sconfitta referendaria. Il loro obiettivo è rimasto immutato, ed è quello del quinto quesito: smontare tutta la 40, perché siano il "mercato" e le "volontà dei singoli" a decidere cosa è possibile e cosa no in questo delicatissimo ambito. E poiché non riescono a modificare la legge neppure in Parlamento, cercano di farlo per via giudiziaria. Con scarso successo, finora.


ehm sig.ra Assuntina: quando non si sa piu cosa dire si tira fuori il referendum. Non siamo noi, comuni cittadini, fruitori della PMA che non riusciamo a modificare la legge in Parlamento, ma è il Parlmento che è inadeguato (per essere carini) a farlo! Con scarso successo? attualmente della legge 40, cosi come era nata, resta solo il divieto all'eterologa, tutto il resto è stato modificato! si informi!


C’è stata qualche sentenza nei tribunali civili, valida solamente per i singoli casi, e la Corte Costituzionale è intervenuta su un solo passaggio, quello che (per evitare le tante vite congelate, pratica subito ripresa) prevedeva il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire contemporaneamente in utero, lasciando sostanzialmente invariato l’impianto della legge, che nel frattempo si è dimostrata un serio compromesso fra i diversi orientamenti culturali: ha consentito a tante coppie di accedere alla fecondazione assistita (contrariamente a quanto prevede la dottrina cattolica), ma ha anche mostrato una buona tutela dei soggetti coinvolti, limitandosi alla fecondazione omologa ed escludendo manipolazioni degli embrioni come anche pratiche eugenetiche.


quando non si sa piu cosa dire si tira fuori l'eugenitica, chiaramente a sproposito! Vite congelate mi sembra un pochetto eccessivo, vero?(ha visto la foto di un embrione in 3^ o 4^ giornata? Scusi ma che centra la dottrina cattolica? andrà bene per i cattolici o no?


La prossima settimana la Corte dovrà pronunciarsi sulla legittimità della fecondazione eterologa, che prevede l’uso di gameti estranei alla coppia. Se l’attuale divieto dovesse essere abolito, le conseguenze non sarebbero marginali.L’eterologa rafforza infatti l’idea del diritto al figlio a tutti i costi e determina una drammatica frammentazione delle figure del padre e della madre, scisse e ridotte a contributi biologici e sociali. Ma avere tanti "padri" e "madri", purtroppo, di solito equivale a non averne nessuno.


ma che vorrà dire "drammatica frammentazione delle figure del padre e della madre, scisse e ridotte a contributi biologici e sociali " ???

Io da madre ovodonata (hehaha) non mi sento affatta scissa e il padre nonche mio marito tutt'al piu si sente stanco !

a casa nostra ci sono SOLO un padre e una madre!!! e due figli! tutta sta gente estranea a casa mia non cè! glielo vogliamo dire alla sig.ra Assuntina?


Chi chiede l’eterologa spiega che molte coppie solo per questa via possono avere un figlio: secondo costoro non è giusto permettere solo certe procedure vietandone altre, perché in questo modo alcune coppie infertili sono escluse dai trattamenti di procreazione assistita. Ma se l’argomento fosse accolto, una volta consentita la fecondazione in vitro tutte le tecniche dovrebbero essere permesse, a cominciare – magari con un’altra iniziativa giudiziaria – dall’utero in affitto, vale a dire la gravidanza in conto terzi: per alcuni infatti sarebbe questo l’unico modo per avere un figlio.Se fosse abolito il divieto di eterologa si aprirebbe, poi, anzitutto un vuoto legislativo che non potrebbe essere colmato in poco tempo: essendo l’eterologa vietata, solo poche regole già in vigore possono essere evocate per regolamentarla. Servirebbe dunque una legge ad hoc per l’eterologa (se il nato da eterologa ha diritto a conoscere le modalità del suo concepimento, ed eventualmente l’identità dei "genitori biologici" e dei suoi consanguinei, tanto per cominciare) e per tutti i suoi aspetti sanitari (le modalità di cessione dei gameti, i test obbligatori e quelli facoltativi, con relativi costi e rimborsi), scongiurando ogni possibile forma di commercio. Il Parlamento sarebbe costretto a legiferare, ma i tempi ovviamente non sarebbero brevi: le questioni in gioco sono troppo sensibili per tollerare un iter-lampo.


dunque PARLAMENTO ...e legifera allora: venite pagati per questo!

"sarebbe costretto a legiferare" è come se io dicessi che al lavoro sono costretta a lavorare!


Facile a questo punto capire dove si andrebbe a parare: in attesa di una legge si diffonderebbe l’eterologa senza regole, consolidando prassi da cui sarebbe sempre più difficile tornare indietro. Sarebbe vicino, a quel punto, il vero obiettivo: ricostituire una situazione prossima a quella precedente alla legge 40, di totale arbitrarietà. Una situazione intollerabile e inammissibile per la mancanza di tutele su coppie e bambini, che il Parlamento prima, i cittadini poi, e la Consulta finora, hanno scongiurato. E che nessuno oggi si augura.



ripeto aspettiamo che il Parlamento legiferi...da quando è nata la legge 40 ne è passata di acqua sotto i ponti e il numero delle coppie che vanno all'estero per fare la donazione di gameti è considerevolmente aumentato...cosa aspettano a fare una legge che tenga in considerazioni questi dati che non sono delle previsioni statistiche ma persone coppie vere in carne e ossa ?

mi risponda Assuntina...

Fecondazione eterologa, parola alla Consulta

le ordinanze di tre tribunali hanno sollevato il dubbio di costituzionalità


Martedì la Corte Costituzionale decide sulla legittimità di quella parte della legge 40 dove si stabilisce che non è possibile sottoporsi a trattamenti con uso di gameti di estranei


MILANO - O la va o la spacca. È l’ultima carta che i sostenitori della fecondazione eterologa giocano per cercare di abbattere il divieto di questa tecnica in Italia. Martedì la Consulta si riunisce per decidere sulla legittimità di quella parte della legge 40 (procreazione medicalmente assistita) dove si stabilisce che nei centri pubblici e privati del Paese non è possibile sottoporsi a trattamenti con uso di gameti, cioè ovociti o spermatozoi, appartenenti a estranei. I giudici intervengono dopo che tre diverse ordinanze di tribunali, Firenze, Catania e Milano, nel rispondere al ricorso di altrettante coppie, avevano sollevato il dubbio di costituzionalità di questa norma. A pochi giorni dall’udienza (per la sentenza bisognerà attendere) le polemiche si rincorrono. Durissimo l’editoriale di Avvenire, firmato da Assuntina Morresi, consulente dell’ex sottosegretario alla Salute del governo Berlusconi, Eugenia Roccella. La bioeticista paventa il ritorno al «far west», a una realtà precedente la legge 40 del 2004, quando tutto era possibile, sia pur entro i confini indicati da codice deontologico dei medici e autodiscipline dei centri.
TUTELE - «Una situazione di totale arbitrarietà, intollerabile e inammissibile per la mancanza di tutele su coppie e bambini. Si crea un vuoto normativo», denuncia il quotidiano. E ancora: «Si rafforzerebbe l’idea di un figlio a tutti i costi e si determinerebbe una drammatica frammentazione delle figure materna e paterna». Per Roccella, se il muro dell’eterologa fosse abbattuto, «si verrebbe a creare un vuoto normativo e sarebbe necessaria una nuova legge del Parlamento perché non basterebbero decreti del ministero».


Maria Paola Costantini, legale di due delle tre coppie del ricorso ai tribunali al contrario sostiene che il divieto «rischia di produrre una situazione di incertezza anche sanitaria nei cittadini con problemi di infertilità che come unica alternativa hanno quella di rivolgersi a centri esteri non sempre qualificati. Noi siamo ottimisti sull’esito della nostra azione». Mentre Filomena Gallo, segretario generale dell'associazione Luca Coscioni, nega i pericoli elencati da Morresi anche circa le ripercussioni psicologiche, e crisi di identità su figli e genitori: «Il fenomeno della Pma è socialmente percepito e accettato nel nostro Paese ed è diffusamente praticato. Il rischio che si vengano a creare famiglie atipiche è scongiurato perché abbiamo molte leggi che lo eviterebbero».
CLINICHE LOW COST
- Recenti i casi di una coppia tornata da Creta con un neonato malato di neurofibromatosi, malattia genetica, ereditata presumibilmente da un ovocita acquistato e non controllato. Poi la storia di una 58enne diventata mamma di tre gemelli dopo un triplo trasferimento di embrioni in Grecia, operata d’urgenza per un grave problema all’utero. Secondo i dati dell’Osservatorio sul turismo procreativo sono stati almeno 4mila nel 2011 gli aspiranti genitori espatriati. Il 50% proprio per avere un figlio servendosi di gameti non propri. Purtroppo la scelta ricade molto spesso su cliniche low cost. Il ginecologo di Tecnobios Andrea Borini ha scritto una lettera al presidente della Repubblica per segnalare l’esodo. Il termine eterologa è improprio. Viene comunemente usato per indicare trattamenti con cellule procreative cosiddette donate ma che di solidaristico non hanno niente visto che il presunto benefattore si fa remunerare e le coppie riceventi pagano care.
LA LEGGE - L’eterologa è l’ultimo baluardo della legge, smantellata. L’impianto originario prevedeva no alla fecondazione di più di tre ovociti contemporaneamente e obbligo di trasferirli tutti insieme. No a congelamento e diagnosi preimpianto, necessaria per accertare se genitori portatori di malattie genetiche le trasmettono all’embrione. Tutti gli altolà sono caduti a colpi di sentenze di tribunali.





"mi scusi sig.ra Assuntina ma che vordì: una drammatica frammentazione delle figure materna e paterna?" da genitore grazie alla ovodonazione l'unica frammentazione che ho potuto vedere è quella delle scatole di sentire ANCORA cose del genere! di cosa avete bisogno per capire che si è genitori a tutti gli effetti e se posso dirlo: anche meglio degli altri???? peccato che non mi risponderà!

Legge 40. Più gravidanze al primo colpo se ci sono embrioni congelati

di Sara De Carli 05 maggio 2010
da http://www.vita.it/news/view/103131


Lo direbbe uno studio che verrà presentato domani al 2 Congresso Unificato delle Società Italiane di Medicina della Riproduzione


Apre domani a Riccione il II° Congresso Unificato delle Società Italiane di Medicina della Riproduzione, promosso da otto società del settore. Uno dei temi caldi che verrà affrontato è come sono cambiate le pratiche di medicina riproduttiva in questo ultimo anno, dopo che la sentenza 151 della Corte Costituzionale, il maggio scorso, ha modificato alcuni articoli della legge 40, eliminando l’obbligo un unico e contemporaneo impianto di embrioni, comunque non superiori a tre e di fatto riaprendo la strada alla crioconservazione degli embrioni.
Ben cinque interventi, tra quelli presentati nell’abstract book disponibile online, trattano nello specifico di questo tema, presentando diversi report, quasi tutti frutto di studi effettuti nella clinica Humanitas di Rozzano (MI).


Il primo report riguarda il transfer di blastocisti scongelati. Da settembre 2009 a marzo 2010 sono stati eseguiti 81 cicli di scongelamento (in pazienti con età media allo scongelamento di 36.1 ± 3.7 anni): sono state scongelate 116 blastocisti e 107 sono sopravvissute (pari al 92.2%). Le 107 blastocisti sono state trasferite in 75 pazienti, ottenendo 24 gravidanze cliniche e 29 impianti. La probabilità di gravidanza è stata pari al 29.6% per scongelamento e pari al 32.0% per transfer. La percentuale di impianto è stata del 27.1% con un 20.8% di gravidanze gemellari. I risultati – concludono i medici - mostrano un’elevata probabilità di gravidanza ed impianto, paragonabile o superiore a quella ottenuta con il trasferimento a fresco in G2-G3 nella nostra popolazione generale (i dati di successo della clincia sono del 27.4% gravidanza/transfer e del 15.0% di impianto su 1026 cicli maggio/dicembre 2009.


La stessa clinica ha fatto uno studio sull’evoluzione in blastocisti degli embrioni sovrannumerari non trasferiti in utero, dando un voto alla morfologia degli embrioni cresciuti in coltivazione fino al giorno 7. Da luglio 2009 a dicembre 2009 in 168 cicli sono state ottenute 246 blastocisti da 422 embrioni soprannumerari (58.3%), di cui 142 nel gruppo G5 (63.4%) e 104 (52.5%) nel gruppo G6. Del gruppo G5 sono state scongelate 65 blastocisti di cui 60 sono sopravvissute (92.3%) con un tasso di impianto del 28.3%. Del gruppo G6 sono state scongelate 47 blastocisti di cui 44 sono sopravvissute (93.6%) con un tasso di impianto del 27.3% (12/44). «L’analisi dello score medio degli embrioni sovrannumerari», conclude il report, «non mostra differenze tra gli embrioni con sviluppo a blastocisti in G5 rispetto a G6 e la differenza nel giorno di sviluppo a blastocisti non appare influenzare in modo significativo la percentuale di sopravvivenza ed impianto post scongelamento».


Il terzo report riguarda la probabilità di gravidanza nel ciclo a fresco per coppie che hanno crioconservato embrioni sovrannumerari. Nel periodo maggio-dicembre 2009 sono state effettuati 1026 cicli induzioni. In 161 (15.6%) coppie si è giunti a crioconservare almeno 1 embrione allo stadio di blastocisti. In 80 coppie (7.8%) sono stati crioconservati sia ovociti che embrioni. Sono stati crioconservati 387 embrioni e 1605 ovociti. Nelle pazienti con solo embrioni crioconservati abbiamo eseguito 158 transfer (3 transfer sospesi) e si sono ottenute 64 gravidanze cliniche (40.51%). Nelle pazienti con solo ovociti crioconservati abbiamo eseguito 127 transfer (2 non fertilizzazioni) e ottenuto 41 gravidanze (32.28%). Nelle coppie con ovociti ed embrioni crioconservati su 72 transfer ci sono state 25 gravidanze (34.72%).


«I nostri risultati preliminari mostrano un’elevata probabilità di gravidanza dopo trasferimento a fresco in G2-G3 degli embrioni “migliori”. La scelta della crioconservazione a blastocisti ci ha consentito di ridurre il numero degli embrioni non evolutivi che vengono crioconservati e ci spinge a considerare la possibilità di offrire in gruppi selezionati di pazienti la scelta di trasferire a blastocisti anche nei trasferimento a fresco. D’altro lato i dati mostrano un trend statisticamente non significativo per il campione esaminato ma clinicamente rilevante per una più elevata probabilità di gravidanza dopo trasferimento a fresco in G2-G3, nelle coppie con embrioni crioconservati in relazione ai successi ottenuti sia nelle coppie che congelano solo ovociti che sia ovociti che embrioni».

sabato 19 maggio 2012

"Io e mio marito siamo stati lasciati soli"

da Il Fatto Quotidiano 18/05/2012


Mi hanno detto che l'unica possibilità per avere un bambino era con la fecondazione eterologa proprio nei giorni in cui veniva varata la Legge 40. Da allora non ho mai smesso di combattere". Emma (il nome è di fantasia) è una donna di 39 anni, da 23 sta con lo stesso uomo, da 11 ha rinunciato all'idea di poter concepire un bambino in modo naturale. "Sono affetta da endometriosi - racconta al Fatto - dopo il primo intervento, a 28 anni, mi hanno dato sei mesi di tempo per provare a diventare mamma. Ma poi mi è venuta la menopausa precoce. Ce la vede lei una ragazza di quell'età già in menopausa? Perciò quando la gente dice 'vogliono fare l'eterologa perchè sono anziane' mi viene da ridere". Addio concepimento, addio fecondazione omologa. L'unica strada a quel punto era l'ovo-donazione. "IL PERCORSO mentale è stato lungo - prosegue Emma - ci pensi, ci ripensi, passi le nottate in bianco, piangi. Non è facile abituarsi all'idea. Dopo sette/otto mesi, poichè il desiderio era ancora troppo forte, io e mio marito abbiamo deciso di andare all'estero. Siamo stati quattro volte in Spagna, a Granada, abbiamo speso quasi 30 mila euro tra viaggi e iter medico. Una volta sono rimasta incinta, ma poi purtroppo l'ho perso". Chiunque si sarebbe arreso a quel punto. Non Emma, che ha fatto della "libera scelta di una coppia" una battaglia di vita. Il suo ricorso contro il divieto di fecondazione eterologa in Italia sarà valutato dopo il pronunciamento della Consulta. "Se c'è una cosa che mi ha fatto male più delle altre? - conclude Emma - Potrei raccontarne a decine. Quello che mi ha colpito, però, in questo lungo e doloroso percorso, è che io e mio marito abbiamo perso gli amici. Si sono tutti allontanati. Man mano che loro avevano figli naturali e noi invece ci ostinavamo a parlare dei nostri tentativi, hanno cominciato a evitarci. Evidentemente il dolore degli altri fa paura. Solo i nostri familiari più stretti hanno capito. La gente mi diceva 'ma perchè non lo adottate', 'vi ostinate a volere un figlio con gli occhi azzurri'. E non parlo soltanto dei cattolici, anzi, molti cattolici sono arrabbiati con la Chiesa per queste chiusure. Parlo di gente laica, di sinistra. Le mie nuove amiche sono le donne dell'associazione Cub, Cerco un bimbo. Insieme con loro, cerchiamo di diffondere informazioni e dare sostegno. Se mi sono pentita? Mai. Rifarei tutto dall'inizio".

I love Flamigni

da Il Fatto Quotidiano 18/05/2012


Carlo Flamigni


"Incredibile: i cattolici contro l'etica del dono"



Cosa c'è di odioso in una paternità che si basa su un principio così semplice: sono tuo padre perché ti sto vicino e faccio fronte ai tuoi bisogni?". Il professor Carlo Flamigni, ginecologo, membro del Comitato nazionale di Bioetica, presidente onorario dell'Aied, una vita spesa per aiutare le donne ad avere figli, appena si nominano la Legge 40 e il divieto di fecondazione eterologa diventa un fiume in piena. Professore, ha visto l'avvertimento dell'Avvenire in vista del pronunciamento della Consulta sull'eterologa? Io ai cattolici vorrei dire solo una cosa: quando in Italia c'erano le donazioni, erano donazioni vere. Uomini e donne non hanno mai percepito una lira. A volte ci restavano ovociti di donne che avevano fatto la fecondazione con successo e non sapevamo che farne. Così chiedevamo loro se erano disponibili a donarle. Trovo insopportabile fare una battaglia contro l'etica del dono. Cosa è accaduto in questi otto anni di divieto? Che le coppie hanno continuato ad andare all'estero. E che spesso, per risparmiare sui viaggi e sulle pratiche cliniche, che possono essere molto lunghe e ripetersi nel tempo, si sono rivolte a centri poco sicuri. Una coppia ha scritto di recente a Napolitano: erano stati a Cipro, ora hanno un figlio affetto da una patologia genetica. Questa gente andrebbe difesa. Io ho proposto di aprire un centro a San Marino, dove essere sottoposti gratuitamente all'eterologa. Per i medici non sarebbe un grosso danno. Ma se la Consulta dovesse eliminare il divieto la settimana prossima, non si rischierebbero speculazioni? No, basterebbe fare delle semplicissime linee guida: le donazioni si fanno nei centri pubblici, si stabilisce un numero massimo di donazioni per donatore, nessuno ci guadagna. Vede, io sono un vecchio comunista: a me stimolare una donna a donare gli ovuli in cambio di soldi fa ripugnanza. Quale pronunciamento si aspetta? Guardi, io sono pessimista vivendo in questo Paese. Però faccio io una domanda: cosa c'è di odioso in una paternità che si basa su un principio così semplice: sono tuo padre perché ti sto vicino e faccio fronte ai tuoi bisogni? Negare questa possibilità è un atto di malignità e di cattiveria.

venerdì 18 maggio 2012

Peccati e sentenze: la dura vita della provetta

Da il Fatto 18.5.12


La Consulta decide sull’eterologa. Parte la crociata della Chiesa
di Paola Zanca


Ecografie, amniocentesi, cesarei. Letta dalle pagine dell'Avvenire, la deriva demografica è già cominciata. L’Italia è piena di “madri per forza”, di donne che reclamano “un diritto che non c’è”.


E martedì rischiamo di svegliarci in un paese di neonati in provetta: “senza genitori”, perché “avere tanti ‘padri’ e ‘madri’ – sostiene in prima pagina il quotidiano dei vescovi – di solito equivale a non averne nessuno”.


Riavvolgiamo il nastro per chi non si fosse accorto di essere nel mezzo di un disastro epocale. Il 22 maggio, tra quattro giorni, nel corso di un’udienza pubblica, la Corte Costituzionale pronuncia la sentenza sull’articolo 4 della legge 40. Ovvero giudica la legittimità della legge stessa, visto che quell'articolo parla del divieto alla fecondazione attraverso il seme di un donatore o l’ovocita di una donatrice esterni alla coppia. Un divieto che, formulato così com’è, vige solo in Italia. Ecco come tutto è cominciato.
Tutto vietato.
Alle 19,15 del 11 febbraio 2004 le deputate dell'opposizione indossano una maschera bianca. Nell'aula di Montecitorio è appena passata la legge 40. Solo chi è sterile ha diritto alla procreazione medicalmente assistita. Ma mai con il seme o l'ovocita di una terza persona, nemmeno se uno dei due non è più fertile perché ha subìto una chemioterapia. È vietata alle coppie fertili, anche se portatrici di malattie genetiche o virali. Inutile dire che per i single non se ne parla. E che gli embrioni non utili per una gravidanza non possono essere mai usati ai fini di ricerca. Perfino Stefania Prestigiacomo, all'epoca ministro per le Pari Opportunità del secondo governo Berlusconi, ammette di avere dubbi sulla costituzionalità della legge. Ma in compenso le norme volute dal centrodestra hanno il sostegno di Francesco Rutelli. E anche Rosy Bindi, alla fine, le vota. La legge passa con 277 sì, 222 i no. I Radicali (all'epoca rappresentati da Daniele Capezzone), Ds, Rifondazione e Pdci, Idv e Verdi promuovono un referendum per abrogarla.
Quattro milioni di firme.
Pur di evitarlo, le provano tutte: Forza Italia con una proposta di legge che modifica dopo appena sei mesi le norme appena approvate (elimina il divieto nel caso di coppie portatrici di malattie). Un “papocchio” da cui i referendari non si fanno incantare, nonostante anche nel centrosinistra ci siano voci discordanti (Enrico Letta disse: “Arrivare al referendum sarebbe una sconfitta della politica”). Poi ci provano la Prestigiacomo e l'Udeur. Intanto è arrivato settembre e ci sono le firme da portare in Cassazione: sono 4 milioni. È lì che arriva il testo di Giuliano Amato: si rivolge ai parlamentari dell'Ulivo, li invita a trovare un accordo bipartisan. Intanto dalla Consulta è arrivato il via libera ai quesiti. Il referendum si farà il 12 e 13 giugno del 2005. La campagna per l'astensione è fortissima: la lancia il cardinale Ruini, la conduce il Comitato Scienza e Vita (presieduto da Paola Binetti) che arriva dappertutto, perfino negli asili. Gianfranco Fini, a un mese dal voto, annuncia a sorpresa che voterà alcuni sì. Finisce male: alle urne si presenta solo il 25% degli elettori. Pioggia di ricorsi. Nel giro di due anni, le coppie che vanno all'estero per tentare la fecondazione si moltiplicano per quattro (in cinque anni hanno toccato quota 50 mila). Chi resta in Italia comincia la battaglia in Tribunale. Un giudice di Cagliari dice a una coppia di portatori sani di beta-talassemia che negli ovuli fecondati c'è il rischio della malattia: la diagnosi pre-impianto, vietata dalla legge 40, è un loro diritto. Succede anche al Tribunale di Firenze: il giudice dice che i test pre natali si possono fare, purché non servano a scegliere il colore degli occhi del nascituro. A gennaio 2008 il Tar del La-zio boccia le linee guida della legge e arrivano i ricorsi a pioggia. Ad aprile 2009 la Consulta boccia uno dei cardini della 40, il divieto a impiantare più di tre embrioni. Dieci mesi più tardi dice che, se la donna ha problemi di salute, è legittima anche la crioconservazione degli embrioni.
L’ultima parola.
Ora nel mirino dei giudici costituzionali c'è l'articolo 4 della legge, quello sulla fecondazione eterologa. Il ricorso è stato presentato nel 2010. La sentenza arriverà martedì. E chissà che non ci sia bisogno di riscrivere le linee guida dell'ex sottosegretario Eugenia Roccella, bocciate a novembre dal Consiglio superiore di Sanità. Nel frattempo, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'eterologa è entrata ufficialmente nella lista dei “peccati frutto della scienza” stilata dalla Santa Sede.

giovedì 17 maggio 2012

#10coseSuper



partecipo anche io a questa bellissima iniziativa (che ho scoperto solo oggi):

http://www.quandonasceunamamma.com/2012/05/10-cose-in-cui-sono-super.html


1) mi sento SUPER (anzi Superissima) perche, nonostante le mie ehm difficoltà procreative, sono diventata mamma (anzi super-mamma) di un bambino me-ra-vi-glio-so (bellissimo, intelligentissimo, simpaticissimo, buonissimo - quasi sempre ehmm ) che è diventato la mia vita e quando lo guardo non posso fare a meno di pensare che sono stata proprio brava a non rinunciare al sogno della maternita e che tutte le mie sofferenze e battaglie per averlo sono state stra-premiate

ps: solo questo punto dovrebbe valerne almeno 5!

2) mi sento SUPER (anzi Superissima) perche, nonostante l'eta - 41 - e soprattutto i precedenti, ho avuto la mia seconda figlia, bellissima, intelligentissima simpaticissima e soprattutto autonomissima (come tutte le bimbe I suppose! da dati non statistici ma da osservazioni del tutto personali!)

e anche questo dovrebbe valerne altri 5!

3) mi sento super perche nonostante i due pupi piccoli (2 anni e mezzo di differenza) , un lavoro e un marito (che oscilla tra il "come sono fortunato ad avere questa meravigliosa famiglia" e "non ho mai tempo per me!!!!!!!!!!!!!!" ), aggiungerei anche una nonna assolutamente indispensabile, visto che al momento è l'unico supporter che abbiamo, ma che spesso è anche fonte di diciamo qualche "screzio"...(ma si puo riempire i bambini di caramelle gelati lecca lecca e chi ne ha piu ne metta?????), dicevo riesco quasi sempre a tenere tutto sotto controllo (quasi sempre eh, ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo!)

4) sono super nell'informarmi sulle cose che mi interessano o che bisogna fare o che bisogna comprare, andando a cercare tutte le informazioni necessarie perche non mi piace "non sapere" (ps. comincio anche mesi prima con il raccogliere le info necessarie, non vorrei essere presa alla sprovvista! hehehe)

5) sono super nel cercare di mantenere sempre buoni rapporti con tutti (anche se a volte proprio non è possibile, ma se succede non è colpa mia hehhehe)

6) sono super nel mantenere i segreti (almeno quelli che ritengo piu delicati e personali!)

7) sono super nel DELEGARE : anche questo bisogna saperlo fare!

8) sono super nel vestirmi "da parco" e avere amiche che mi chiedono dove ho preso questo o quello
(ps. avevo preso un paio di sandali molto comodi e carini e in poco tempo tutte le mie vicine ce li avevano, a saperlo si faceva un gruppo d'acquisto! :)

9) sono super a dimostrare qualche anno in meno, nonostante i due pupi piccoli e le notti in bianco (e ancora qualche chiletto in piu ) e senza aiutini (....solo perche non posso permettermeli sia chiaro!)

10) sono super e basta (anche se qualche volta mi sento un po una "cacchetta! " ma quando succederà leggerò questo post e soprattutto guarderò i miei figli

grazie

martedì 15 maggio 2012

Genitori grazie a un dono: dirlo e parlarne

http://www.famigliearcobaleno.org/public/documenti/file/Donazione_dirlo.pdf


Se hai avuto un figlio grazie a una donazione
di seme, di ovociti o di embrioni
questa guida ti aiuta a decidere quando, come e perché dirglielo e parlargliene
Per bambini da 0 a 7 anni
di Olivia Montuschi


giovedì 10 maggio 2012

COMUNICATO STAMPA CECOS ITALIA


Maria Elisabetta Coccia
6 maggio 16.02.10



Cecos Italia si appella all’art. 32 della Costituzione Italiana per il caso del bambino malato da tecniche di fecondazione eterologa.


Ci auguriamo che quanto avvenuto alla coppia che si è rivolta a Creta per avere un figlio con la fecondazione eterologa, non accada mai più, così interviene il Presidente Cecos M. E. Coccia alla notizia del Per questo motivo, auspichiamo che il Presidente Napolitano prenda coscienza che più di 2700 coppie italiane ogni anno, si rivolgono all’estero per queste procedure e che oltre ad un turismo procreatico in sé, si crea un danno anche sociale al nostro paese, per giorni di assenza dal lavoro e per il costo delle tecniche. Il Cecos Italia (Centri studio e conservazione di ovociti e sperma umani) è stata la prima associazione in Italia a cui afferiscono i più grandi centri di PMA, che, antecedentemente alla legge 40, attraverso il codice di autoregolamentazione, ha sempre protetto e tutelato, la salute della donna, della coppia e del nascituro comprese quei casi in cui l’unica soluzione, nella pre L.40, era la donazione dei gameti ossia le tecniche eterologhe.vCome recita l’Art.32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…(omissis..), per cui le Istituzioni tutte, hanno il dovere istituzionale di tutelare le nostre coppie e il nascituro.In questi anni non abbiamo eliminato il problema della fecondazione eterologa perché le coppie hanno aggirato la L. 40 rivolgendosi all’estero.


I dati sono impressionanti e non è certo ignorandoli che li escludiamo; infatti ora, il caso di questa coppia con il bambino affetto da neurofibromatosi, rappresenta con forza i rischi a cui vanno incontro quotidianamente le nostre coppie, in centri che non sempre offrono garanzie sufficienti. Auspichiamo che il Presidente Napolitano sia voce forte e determinante, affinché la fecondazione eterologa sia rimessa in discussione anche in Italia seguendo tutti i rigidi protocolli europei che i Centri Cecos sono pronti ad osservare.



Maria Elisabetta Coccia ha pubblicato qualcosa in VENDO ALL ASTA UN RENE

mercoledì 9 maggio 2012

I VIAGGI DI MAYA








navigando navigando ho scoperto questo blog


lo segnalo perche lo trovo molto carino

le vignette sono proprio divertenti

e mi piace molto la loro originalità e allo stesso tempo naturalezza con cui raccontano le "avventure" quotidiane di una famiglia normale con due figli piccoli

è proprio vero: tutto il mondo è paese grazie famiglia Dejavù per i vostri divertenti post e vignette





lunedì 7 maggio 2012

'a causa dell'eterologa metto in vendita un rene'

L'Associazione Coscioni recapita una lettera Napolitano:


'a causa dell'eterologa metto in vendita un rene'

Si tratta di una coppia che si è rivolta all'estero per la fecondazione eterologa ma che ha subito diversi danni, fisici e morali. Ora la donna mette in vendita un rene per curare la grave malattia del figlio.


Ill.mo Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano




Illustre Presidente,

io e mio marito siamo una coppia apparentemente felice. Dopo anni abbiamo coronato il nostro più grande sogno: diventare genitori, ma il destino si è accanito su di noi e nostro figlio.

Un sogno non semplice da realizzare nel nostro Paese perché siamo affetti da sterilità.

La legge 40 ci consente di accedere alla fecondazione medicalmente assistita; tuttavia la stessa legge ci vieta l’applicazione dell’unica tecnica, “ l’eterologa”, che, in base alla nostra patologia, potrebbe consentirci di avere un figlio.

Non le chiedo di immedesimarsi nella nostra situazione ma semplicemente di cercare di capire la frustrazione che ci accompagna ormai da tempo, da troppo tempo.

Io e mio marito ci siamo sentiti cittadini senza cittadinanza, perché costretti ad andare all’estero per tentare di esaudire il nostro desiderio, un semplice e naturale desiderio: ciò è significato tanti sacrifici, economici, psicologici e fisici.

La nostra storia è stata un incubo e non ha neanche un lieto fine: nel 2010 ci siamo rivolti per la prima volta ad un centro di fecondazione assistita a Cipro; eravamo ad un passo dal traguardo e invece arriva una doccia gelata: la clinica estera a cui ci eravamo rivolti è stata posta sotto sequestro, a causa di Irregolarità sanitarie, smascherate e bloccate poi dalle autorità sanitarie cipriote.

Con il sequestro spariscono i medici della clinica e con loro svaniscono anche i nostri embrioni, ostaggi della burocrazia.

Ad un passo dall’impianto degli embrioni che avrebbero poi significato vita tutto è perso: desideri, speranze, una esistenza a tre.

E tutto ciò è accaduto nella più totale indifferenza delle autorità italiane e di quella classe politica che ha voluto la legge 40.

Prima promulgano una legge discriminatoria, poi abbondano i loro cittadini all’estero. Solitudine assoluta.

Tutti occupati a parlare dello spread, dei misfatti dell’allora Presidente del Consiglio, delle statistiche sulla disoccupazione: tutte questioni importanti, ma non le uniche che riguardano la quotidianità dei cittadini italiani. Non esiste solo il diritto al lavoro e la necessità di politica legale e trasparente. Esiste anche il diritto alla salute, che dovrebbe essere maggiormente garantito soprattutto da un Governo che si è sempre professato per la vita.

Cosa c’è di più vitale di un bambino? Perché l’adozione è lecita e l’eterologa no?

Nonostante l’esperienza di Cipro mio marito ed io non ci siamo arresi e ci siamo rivolti ad un centro di fecondazione assistita in Grecia.


Creta, Heraklion, Clinica Matera Fertility Crete, dottor Fraidakis , dott.ssa Aliki Anifantaki: sono questi i luoghi e le persone che hanno realizzato il nostro sogno.

Tutto è bene quello che finisce bene... ma non è cosi.

Nostro figlio è nato con una malattia genetica rara, di cui mio marito non è portatore. Quando la clinica viene informata tutti si sono dati alla fuga, non per ultima l’embriologa che, nonostante prima fosse diventata nostra "amica", al semplice sospetto di questa malattia con numerose scuse ha preso da noi le distanze sparendo definitivamente.

Abbiamo girato l'Italia per dare un nome alla malattia di nostro figlio, abbiamo investito tutti i nostri risparmi per consultare i migliori specialisti e per via delle numerose assenze dal posto di lavoro ora siamo disoccupati.
La clinica greca non trasmette ai medici italiani né la cartella clinica, né i documenti genetici della donatrice anonima; anzi ci liquida con scritti offensivi .

Abbiamo interessato anche il consolato Italiano ad Heraklion e ad Atene, ma non abbiamo ottenuto nulla.

Siamo disperati, Signor Presidente.

La malattia di nostro figlio è una malattia insidiosa e infame, una vera bomba ad orologeria pronta ad esplodere fra un minuto, un giorno, un anno, dieci anni, cento anni, una malattia silente e proprio per questo imprevedibile che ci terrorizza.

Non sappiamo più dove sbattere la testa!!!! Se solo la legge 40 non ci avesse discriminato, se solo avessimo potuto tentare di avere un figlio nel nostro Bel Paese come le altre coppie, con tutte le garanzie che fino al 2004 vi erano per l’eterologa.

All’estero ci siamo sentiti trattati come carne da macello, macchine stampa soldi, un vero e proprio portafoglio vivente.

Noi ora siamo senza lavoro, non sappiamo più come racimolare soldi per i periodici ricoveri di nostro figlio, a 600 chilometri da casa nostra.

Nostro figlio è la vera vittima di questa crudele legge 40, nostro figlio pesa sulla coscienza di un’ Italia indifferente a certe problematiche , un’ Italia bigotta le cui leggi in materia di fecondazione assistita non sono leggi delle Stato ma le leggi della Chiesa.

Per curare nostro figlio ho pensato di mettere un annuncio su internet (http://www.facebook.com/events/458522987497559/) per mettere all’ asta uno dei miei reni, sono consapevole delle conseguenze, ma a questo punto per me è l’unico modo per poter curare mio figlio, per non fargli mancare nulla in termini di terapie e consulenze mediche idonee a garantirgli una vita di qualità.

Presidente,
mio marito ed io Le stiamo scrivendo non per suscitare pietà, né per chiedere un aiuto economico ma solo per ricevere da Lei, garante dei diritti dei Suoi cittadini, solidarietà verso chi come noi non è tutelato a causa di una legge discriminatoria e per chiederLe di capire realmente le cause del nostro calvario, per dirci cosa ha di sbagliato la richiesta di voler procreare entro i nostri confini quando la natura ci ha posto un ostacolo. Confidiamo in un suo intervento per noi, per chi come noi ogni giorno è oggetto di situazioni di illegalità determinate dal divieto italiano di fecondazione eterologa.


sabato 5 maggio 2012

non chiamatela "eterologa"


da Left 20/01/2012
di Paolo Izzo

Carlo Flamigni lo afferma spesso: l’uso che si fa della parola "eterologa" in campo di fecondazione assistita è inappropriato, perché sarebbe come dire che un uomo feconda una gazzella o che una donna progetta un figlio con un ornitorinco. Mentre è assolutamente più indicato parlare di "donazione di gameti". Al seminario "Dopo 8 anni di legge 40, proposte per ridurre i danni", organizzato lunedì 16 gennaio dalla Associazione "Luca Coscioni" per la libertà di ricerca scientifica, il famoso ginecologo ha anche aggiunto, scherzando: “Date le tantissime coppie italiane che vanno in altri Paesi per ricorrere alla fecondazione assistita, sarebbe meglio parlare di fecondazione esterologa!”. Le parole sono importanti, soprattutto in materia di bioetica: per esempio, "procreazione" medicalmente assistita, come ha sottolineato la sociologa Marina Mengarelli, viene usata soltanto in Italia ed è chiara la sua connotazione religiosa; così come "adozione degli embrioni", rileva l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Coscioni, è un’espressione che rimanda subito all’equazione embrione uguale bambino. Al convegno, in cui sono intervenuti anche i senatori Emma Bonino, Mario Perduca e Ignazio Marino, si è parlato molto di linguaggio e della necessità di opporvisi nettamente quando altri ne fanno un uso strumentale e disinformativo. E di come occorra dare ancora battaglia sulla fecondazione assistita e soprattutto su quella cosiddetta eterologa (che all’epoca dei referendum fu persino definita un "adulterio legalizzato"): il cui divieto, imposto dalla legge 40, rappresenta a tutt’oggi un limite per chi è costretto a praticare quello che sempre Flamigni definisce "turismo dei diritti". A Emma Bonino questa cosa non va proprio giù. “La differenza netta e assoluta”, ha detto, “tra l’impostazione radicale e laica e quella clericale è che noi non vogliamo imporre niente a nessuno, mentre loro vogliono imporre una visione e un divieto che valga per tutti”. Dalle parole ai fatti: intanto, due disegni di legge, per cui è già iniziata la raccolta delle firme necessarie per presentarli, che prevedono l’uno, la preservazione della fertilità e la conservazione di gameti umani e tessuto gonadale e l’altro, una normativa per la donazione di gameti ed embrioni. Poi, proprio la "donazione" è l’oggetto anche di un ricorso giurisdizionale dell’associazione Coscioni presso la Corte Costituzionale, che nelle prossime settimane dovrà perciò pronunciarsi sulla costituzionalità o meno del divieto di eterologa presente nella legge 40. “Se spostiamo lo scontro a livello della giurisdizione civile, costituzionale ed europea, come abbiamo fatto in questi anni”. Sostiene Filomena Gallo, “le Corti e i tribunali amministrativi ci danno ragione, dichiarando l’illegittimità di quelle restrizioni che avevamo chiesto di abrogare con il referendum del 2005. Ora siamo in attesa di un ulteriore giudizio della Corte costituzionale sul divieto di eterologa”. E, infine, sono ancora i Radicali ad aver presentato una interrogazione al ministro della Salute Renato Balduzzi per le prossime linee guida della legge 40. Infine, ha sostenuto Ignazio Marino, anche quando l’intera politica sembra dover occuparsi di sola economia, occorre continuare a battere sul tasto dei diritti civili. Anche se a farlo sono solo pochi "carbonari", ha concluso Emma Bonino.