martedì 22 maggio 2012

ASPETTANDO LA CONSULTA 2

Filomena Gallo ( segretario Ass. Coscioni) e Gianni Baldini rispondono all'On. Roccella e scrivono a tutti i parlamentari


Cara Eugenia,

abbiamo letto la lettera che hai inviato il 18 maggio ai Parlamentari in vista dell’udienza del 22 maggio prossimo in Corte Costituzionale per la verifica di Costituzionalità del divieto di applicazione di tecniche eterologhe contenuto nella legge n.40 del 2004.

Siamo contenti di leggere che ammetti che l’eventuale dichiarazione d’incostituzionalità del divieto di cui all’art. 4 c. 3 L.40/04 non comporterebbe problemi, perché dichiari che molte questioni tecniche potrebbero essere regolate con Decreti e linee guida, e poiché ravvisi a pochi punti problemi che potrebbero sorgere vorremmo contribuire a questa riflessione che solleciti in qualità di legali che hanno curato il primo ricorso di Firenze sul divieto di eterologa.

Dichiari che è importante per il nato la conoscenza delle modalità con cui il soggetto è stato concepito, perché? Non è forse più importante come un bambino cresce? L’amore che riceve? Come la propria famiglia lo accompagna nella vita? Vuoi che ogni italiano sappia come è stato concepito? In costanza di matrimonio, oppure no, con un rapporto mirato o per caso, come potranno queste informazioni cambiare la vita di un nato? Forse non sai che non ci sono norme che stabiliscono in nessuna parte del mondo il diritto a sapere come si viene concepiti.


Dichiari che è importante poter conoscere l’identità del donatore di gameti. Già adesso la questione esiste, perché l’eterologa è praticata all’estero ed in Italia ci sono bambini nati con questa tecnica. Già adesso essa viene risolta sulla base dei principi generali dell’ordinamento.


Il punto è risolto dalla giurisprudenza come avveniva prima della legge 40, quando l’eterologa già esisteva (vedi sentenze delle Corti di Merito, Brescia, Napoli e poi della stessa Consulta Sent. 348/08 e Cass 2115/99, ecc.), e come potrebbe avvenire anche ora.

Si tratta di questioni pacifiche, perché la stessa legge 40, ove non bastassero i principi generali dell’ordinamento, fornisce una soluzione chiarissima con l’art. 9 comma 3, che sancisce che “il donatore non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato” e non è titolare di alcun diritto o obbligo.Il problema, pertanto, non esiste e la soluzione è chiara anche per i non addetti ai lavori.

A maggior ragione ciò vale per la "rete parentale".


Per i “rapporti incestuosi” il problema semmai si pone più adesso che l’eterologa è sommersa.Ove fosse lecita e visibile ben potrebbero essere approntati registri, come previsto dalle direttive comunitarie recepite e in vigore con Dlgs 191/07 e 16/10 che regolano anche la parte degli screening per i donatori e il mantenimento dei dati genetici per 30 anni.

Anche la gratuità è già insita nel sistema ed in tutte le disposizioni di legge in materia.


Ti interroghi su chi possa accedere all’eterologa. Anche in questo caso la legge 40 ti risponde in modo chiaro: infatti all’art. 4. Comma 1 prevede che “Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico” e l’articolo 5 elenca i requisiti soggettivi: “Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.


”Sollevi la questione dell’applicazione di queste tecniche nelle strutture private, ma ti ricordiamo che, con la circolare Degan nel 1985, fu stabilito che l’eterologa era applicabile solo nelle strutture private senza alcun tipo di problema. Paventi dunque problematiche che il nostro ordinamento scongiura sul nascere e pertanto non sono affatto ipotizzabili in un sistema in cui l’eterologa è stata prevista fino al 2004.

I punti che sollevi sulla normativa in riferimento ai figli legittimi e la possibilità di risalire al genitore genetico appartengono all’evoluzione delle norme, un processo naturale in ogni ordinamento moderno che non entra in contrasto con il ripristino della tecnica eterologa nel nostro Paese.


Il nostro augurio è che i Giudici possano decidere per ripristinare giuste tutele costituzionali per una categoria di pazienti attualmente discriminata, e poi la politica in una situazione di norme di garanzia vigenti, se vorrà, potrà ampliare diritti e tutele ma in mancanza delle stesse è bene precisare che con l'eventuale dichiarazione di incostituzionalità dell'art. 4 c.3 L.40/04 nessun vuoto normativo ma solo rispetto di diritti.


Cordiali Saluti Filomena Gallo e Gianni Baldini, avvocati e legali della coppia (Incidente di costituzionalità Tribunale di Firenze, ordinanza n.19/11)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Spero che dall'udienza esca una pronuncia "illuminata", che finalmente il nostro Paese diventi "normale", anche se la strada è lunga e durissima!
Ho appena saputo che hanno finito il dibattimento alle 14. Domani sera forse ne parleranno i TG (vedremo in che termini...)xxxxxxxxxxxxxxxx
Complimenti per il blog :***
Saluti
EMME

barbara ha detto...

come al solito restiamo nel limbo e la strada è ancora lunga!
peccato per quelle coppie che speravano di poter restare qui in italia! si prevedono altre "battaglie legali"
ma almeno possiamo ancora "lottare"
ciao