lunedì 21 maggio 2012

Fecondazione eterologa, parola alla Consulta

le ordinanze di tre tribunali hanno sollevato il dubbio di costituzionalità


Martedì la Corte Costituzionale decide sulla legittimità di quella parte della legge 40 dove si stabilisce che non è possibile sottoporsi a trattamenti con uso di gameti di estranei


MILANO - O la va o la spacca. È l’ultima carta che i sostenitori della fecondazione eterologa giocano per cercare di abbattere il divieto di questa tecnica in Italia. Martedì la Consulta si riunisce per decidere sulla legittimità di quella parte della legge 40 (procreazione medicalmente assistita) dove si stabilisce che nei centri pubblici e privati del Paese non è possibile sottoporsi a trattamenti con uso di gameti, cioè ovociti o spermatozoi, appartenenti a estranei. I giudici intervengono dopo che tre diverse ordinanze di tribunali, Firenze, Catania e Milano, nel rispondere al ricorso di altrettante coppie, avevano sollevato il dubbio di costituzionalità di questa norma. A pochi giorni dall’udienza (per la sentenza bisognerà attendere) le polemiche si rincorrono. Durissimo l’editoriale di Avvenire, firmato da Assuntina Morresi, consulente dell’ex sottosegretario alla Salute del governo Berlusconi, Eugenia Roccella. La bioeticista paventa il ritorno al «far west», a una realtà precedente la legge 40 del 2004, quando tutto era possibile, sia pur entro i confini indicati da codice deontologico dei medici e autodiscipline dei centri.
TUTELE - «Una situazione di totale arbitrarietà, intollerabile e inammissibile per la mancanza di tutele su coppie e bambini. Si crea un vuoto normativo», denuncia il quotidiano. E ancora: «Si rafforzerebbe l’idea di un figlio a tutti i costi e si determinerebbe una drammatica frammentazione delle figure materna e paterna». Per Roccella, se il muro dell’eterologa fosse abbattuto, «si verrebbe a creare un vuoto normativo e sarebbe necessaria una nuova legge del Parlamento perché non basterebbero decreti del ministero».


Maria Paola Costantini, legale di due delle tre coppie del ricorso ai tribunali al contrario sostiene che il divieto «rischia di produrre una situazione di incertezza anche sanitaria nei cittadini con problemi di infertilità che come unica alternativa hanno quella di rivolgersi a centri esteri non sempre qualificati. Noi siamo ottimisti sull’esito della nostra azione». Mentre Filomena Gallo, segretario generale dell'associazione Luca Coscioni, nega i pericoli elencati da Morresi anche circa le ripercussioni psicologiche, e crisi di identità su figli e genitori: «Il fenomeno della Pma è socialmente percepito e accettato nel nostro Paese ed è diffusamente praticato. Il rischio che si vengano a creare famiglie atipiche è scongiurato perché abbiamo molte leggi che lo eviterebbero».
CLINICHE LOW COST
- Recenti i casi di una coppia tornata da Creta con un neonato malato di neurofibromatosi, malattia genetica, ereditata presumibilmente da un ovocita acquistato e non controllato. Poi la storia di una 58enne diventata mamma di tre gemelli dopo un triplo trasferimento di embrioni in Grecia, operata d’urgenza per un grave problema all’utero. Secondo i dati dell’Osservatorio sul turismo procreativo sono stati almeno 4mila nel 2011 gli aspiranti genitori espatriati. Il 50% proprio per avere un figlio servendosi di gameti non propri. Purtroppo la scelta ricade molto spesso su cliniche low cost. Il ginecologo di Tecnobios Andrea Borini ha scritto una lettera al presidente della Repubblica per segnalare l’esodo. Il termine eterologa è improprio. Viene comunemente usato per indicare trattamenti con cellule procreative cosiddette donate ma che di solidaristico non hanno niente visto che il presunto benefattore si fa remunerare e le coppie riceventi pagano care.
LA LEGGE - L’eterologa è l’ultimo baluardo della legge, smantellata. L’impianto originario prevedeva no alla fecondazione di più di tre ovociti contemporaneamente e obbligo di trasferirli tutti insieme. No a congelamento e diagnosi preimpianto, necessaria per accertare se genitori portatori di malattie genetiche le trasmettono all’embrione. Tutti gli altolà sono caduti a colpi di sentenze di tribunali.





"mi scusi sig.ra Assuntina ma che vordì: una drammatica frammentazione delle figure materna e paterna?" da genitore grazie alla ovodonazione l'unica frammentazione che ho potuto vedere è quella delle scatole di sentire ANCORA cose del genere! di cosa avete bisogno per capire che si è genitori a tutti gli effetti e se posso dirlo: anche meglio degli altri???? peccato che non mi risponderà!

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