martedì 22 maggio 2012

La storia di Bibbi




Tutti dicevano che sarebbe stato facile: vedrai appena ci provate rimarrai incinta.


Nella famiglia di mio marito fanno figli con la facilità con cui si prende una tazza di caffè, quelle che non sono incinte hanno appena partorito e allattano stirpi di maschi a loro volta fertilissimi, io avevo cicli perfetti e millimetrici e l’utero più bello del mondo secondo i ginecologi, quale poteva essere il problema?
Per questo quando mi sono resa conto che passavano i mesi mi sono allarmata, la mia dottoressa diceva che ero esagerata e che fino a un anno non c’era nemmeno da preoccuparsi di fare esami. Alla fine si è arresa alla mia insistenza: spermiogramma per lui ed eco per me. Il dottore che mi ha fatto l’eco cantava e diceva: finalmente un utero come si deve, anzi vede? Ha un follicolo pronto a scoppiare corra a casa e vedrà che tra qualche mese ci ritroveremo per ben altre eco…lo spermiogramma? Un disastro totale. Pochi, brutti e lenti, insomma un’ecatombe.
E’ iniziato il periodo degli accertamenti, andrologo, analisi, altri spermiogrammi, l’eco color doppler. Un intervento di varicocele, ma solo “per aumentare di qualche unità in modo da poter fare una ICSI, non illudetevi”. E poi il centro pma.
Alla prima visita mi dicono senza mezzi termini che ho poche uova “signora dovete affrettarvi, avete entrambi pochi gameti” e chi ci aveva mai pensato? In un turbine di pensieri affrontiamo analisi del sangue, accertamenti diagnostici, visite e facciamo tutto in un mese e mezzo, il dottore si complimenta con me. Gli dico che sono un tipo organizzato, lui ribatte: signora lei è un tipo DETERMINATO, questa sarà la sua arma migliore.
Quattro stimolazioni in pochi mesi per produrre sempre poco, che con gli spermatozoi messi così veniva per lo più sprecato, in due tentativi non abbiamo fatto nemmeno il transfer per mancata fecondazione.
Al secondo transfer il miracolo: beta positive!! Ma bassissime. La chiamano gravidanza biochimica. Tutto è finito in pochi giorni, ma per i medici il segno era ottimo e significava che potevo farcela. Peccato che alla stimolazione dopo gli ovociti non si sono fecondati.
A quel punto ho detto basta, ritenevo di aver fatto la mia parte e di aver tentato il “tentabile”…era il momento di passare oltre. Ho detto a mio marito che era il caso di partire per l’estero, ma quando gli ho fatto capire che ENTRAMBI necessitavamo di un aiuto apriti cielo!! È stata durissima…ma alla fine ha capito e accettato, a patto che non si dicesse in giro….a me francamente non importava affatto che gli amici pensassero che eravamo ricorsi solo a una donatrice…e siamo quindi partiti per Malaga.
Le possibilità erano altissime e anche le nostre aspettative, al primo transfer mi sentivo super incinta. Le beta purtroppo furono negative: 0,17, ancora mi ricordo il numero esatto. Di corsa programmo un nuovo transfer, avevo dei congelati e quindi la questione era più semplice. Stavolta sono premiata: rimango incinta, anche se all’inizio le beta crescono in modo strano.
Alla settima settimana, mentre ero tranquillamente seduta in poltrona sento un fiotto caldo…sangue rosso!! Di corsa al pronto soccorso, passo una notte di emorragia, ricoverata nel reparto con le partorienti felici e soddisfatte che telefonano continuamente ai parenti per raccontargli il loro parto, le infermiere che se ne fregano di me e del mio dolore, in sala operatoria mi perdono addirittura una scarpa e mi prendono in giro quando dico che mi serve per andare a far la visita per la dimissione. Scendo allora dal letto scalza e inizio ad attraversare il corridoio così. A quel punto si vergognano e hanno paura di quel che posso raccontare al dottore, così improvvisamente la mia scarpa ricompare. Taccio delle scortesie, delle umiliazioni, del dolore che ho provato. Taccio di quanto mi sono sentita maltrattata, non capita, di come non esista calore umano ed empatia, di come le ragazze che avevano il bagno in comune con me si siano lamentate perché a causa dell’emorragia avevo riempito il secchio di pannoloni, dell’infermiera della sala operatoria che ridendo mi ha detto: ma che ti piangi? Tra 40 giorni ci riprovi…ma che ne sai della mia vita? avrei voluto dirle…questo era il mio bambino, avuto dopo tanta fatica e tanto dolore, lo chiamavo Raggiodisole e quel giorno il mio cuore è morto un po’ con lui, che all’arrivo al pronto soccorso ho visto nello schermo col cuoricino che batteva forte.
Dopo qualche mese, sono di nuovo in pista, si torna a Malaga, non posso fermarmi, lo devo a Raggiodisole. Prima di partire una dolorosissima isteroscopia post aborto mi conferma che ho un utero fantastico, perfetto, pronto per una gravidanza. Stavolta incappo in un nuovo biochimico, ma le beta crescono ogni giorno, piano piano, inesorabili. Da 22 arrivano a 132 e nel mezzo faccio 8 prelievi di sangue. Niente da fare nemmeno stavolta, ma per azzerare le beta e poter ripartire ci metto due mesi.
A febbraio del 2011 vado a prendere i miei due congelati. Si risvegliano perfetti e vitali, appena fuori dal congelatore riprendono subito a svilupparsi. L’utero è stato preparato in modo perfetto, la mia dottoressa ha fatto un lavoro egregio, la terapia è quella giusta. Faccio le beta il 4 marzo: 276. Mi metto a piangere per la strada, davanti a tutti. Un vecchietto mi guarda con aria triste: probabilmente ha pensato a una cattiva notizia. Dopo tre giorni le beta salgono a 1074!! Ora dobbiamo solo aspettare l’eco di conferma.
Una mattina ho perdite rosso scuro, prendo un taxi e vado al pronto soccorso: si vedono due camere gestazionali, ben attaccate, tutto a posto, probabilmente l’utero si allarga e qualche capillare si è rotto, sentenzia la ginecologa. Gli embrioni ancora non si vedono ma era davvero troppo presto. Alla prima vera eco la sorpresa: in una delle due camere l’embrione si è sdoppiato, ora aspetto tre pupetti, due omozigoti identici e un eterozigote!! Tutti col loro cuoricino pulsante che sembrava dirmi: mamma siamo qui!!! Mia madre si sente male, io ho un riso isterico e felice, inizio a preparare tutto, ormai con le perdite ci ho fatto il callo, so che tutto va bene e quindi rinforzo la terapia di progesterone e continuo tranquilla…sono spietata e pronta, una mattina addirittura mi faccio un’intramuscolo da sola e mi rimetto a letto ad aspettare che passi. Per i miei figli sono una tigre pronta a qualsiasi attacco e sacrificio.
Mi fanno eco tutte le settimane, la cosa è delicata, specie per i due omozigoti. Che al secondo mese si fermano insieme, lasciando solo il terzo fratellino. Poveri cuccioli vederli lì col cuoricino fermo…si sono riassorbiti senza dar noia, dando chance al fratello di crescere e nascere, senza disturbarlo o metterlo in pericolo.
A novembre nasce Diego, un gigante di 56 cm e più di 4 chili, il più grande successo della mia vita, credo l’unica cosa veramente meravigliosa che ho fatto, l’eternità dell’amore, il risultato di tanti sacrifici. Ancora dopo 6 mesi lo guardo e non ci credo, lui è innamorato della sua mamma, quando siamo assieme non esiste nessun altro, i nostri giochi, le nostre scemenze, tutte per noi, senza quasi bisogno di mondo esterno. L’esperienza più bella della mia vita. Che sono pronta a ripetere appena possibile, perché non è giusto che Diego cresca senza un fratello e che un giorno debba sentirsi solo magari a dover prendere decisioni su di me o su suo padre. Ho visto mia mamma quando i suoi si sono invecchiati, non avere una spalla su cui contare….non lo trovo giusto. E’ chiaro che se poi non dovessi riuscirci non sarebbe come non avere nemmeno un bimbo, la vivrei con molta meno ansia e dolore…però se posso voglio che lui abbia un fratello.
Questa è la mia storia, prima del transfer di novembre ho scritto un post per la mia donatrice, ho pensato spesso a lei e al grande dono che mi ha fatto. Lo so che sicuramente il rimborso spese avrà pesato molto nella sua decisione, ma io le sono grata ugualmente e so che senza di lei mio figlio non sarebbe nato. Se non ci fossero Paesi che affrontano la cosa in modo civile mio figlio on sarebbe qui…e non è un pensiero indifferente questo. Fa la differenza tra vivere e non vivere. Una bella differenza.

Per questo ho deciso di creare “La strada per un sogno”, con la mia amica stefy: perché la differenza tra un bimbo in più al mondo e una in meno è proprio una BELLA differenza. Volevamo un luogo che fosse d’incontro, di informazione, di ispirazione per chi sbatte la testa tra disinformazione e indifferenza, tra leggi ingiuste e liste d’attesa che hanno del Terzo Mondo. Ma soprattutto una coperta calda per il cuore, un the con le amiche nel momento di sconforto, un angolo dove rifugiarsi quando le battute di chi non sa, il giudizio di chi sa e si permette di puntare il dito, la paura di non farcela sono più forti del coraggio che abbiamo. Ogni giorno accogliamo, consigliamo, aiutiamo, confortiamo e soprattutto festeggiamo o asciughiamo lacrime, insieme. Una rete di aiuto e calore che non ha pari. E che spesso, anche lei, fa la differenza. Perché sentirsi sole o capire di non esserlo non sono MAI la stessa cosa.

5 commenti:

Tiziana ha detto...

io credo che invece l'italia sia un paese civile proprio perchè vieta questo tipo di mercificazione.
chi vuoke davvero un figlio per amore può anche adottarlo, so che verrò bollata come banale ma non me ne importa.
delr esto chi va all'estero per wueste cose vuol dire che i soldi li ha; molte persone hanno malattie di vario tipo curabili all'estero ma non possono curarsi perchè non hanno i soldi, non sarebbe meglio concentrarsi di più su queste cose?
sull'affidabilità come genitore di chi arriva ad accanirsi sul proprio corpo violentandolo con cure dolorose per lungo tempo quando invece ci sono altre soluzioni non ci metterei la mano sul fuoco, dato che dimostra chiaramente di avere sviluppato non un sentimento genitoriale ma una vera e propria ossessione, che si ripercuoterà sulla vita del figlio.

Anonimo ha detto...

Cara Tiziana, ma tu lo sai che significa intraprendere un percorso di adozione? L'hai mai fatto? Non sai che per adottare un bimbo ci vuole molto più denaro e molto più tempo, rispetto alla PMA eterologa? Le tue parole feriscono non solo me ma moltissime altre persone infertili o sterili e, guarda, caso, di solito i mittenti di messaggi come il tuo sono normofertili o non vogliono figli. Dunque prima di scrivere o parlare, cerca di metterti nei panni di chi vorrebbe un figlio. Un figlio non è tale perchè ha gli blu o verdi, o perchè ha il mio stesso Dna, un figlio è figlio comunque venga concepito..anzi forse con l'eterologa lo è ancora di più in quanto nasce dal desiderio più profondo del cuore dei suoi genitori..
Saluti EMME

barbara ha detto...

@tiziana: sono dell'idea che ogni persona ha il diritto di avere una propria opinione e di poterla esprimere! detto questo però vorrei poter essere lasciata libera di decidere del mio futuro: se adottare, se non avere figli o se decidere di fare la PMA e/o la donazione di gameti e al momento in Italia questo non mi è permesso!
vorrei poter decidere se curarmi o meno nel caso avessi un male terribile, vorrei poter scegliere come affrontarlo; vorrei che tutte le persone che si amano e decidono di condividere la propria vita (indipendentemente dal proprio orientamenti sessuale) abbiano gli stessi diritti: sia che siano coppie etero o coppie omo,sposate o conviventi!
sono convinta che le coppie che adottano sono persone meravigliose con una marcia in piu! ma l'adozione non è per tutti (sigh) per tanti motivi.
io scrivo della donazione di gameti, so che ci sono molte situazioni ben piu tristi, e ne soffro come te! riguardo poi ad essere un buon genitore: e chi puo dirlo? TU? hanno dato le patenti per essere dei BUONI GENITORI? io credo si essere un OTTIMO genitore e sarò per sempre grata alla donna che ha voluto farmi questo dono! tutto il RESTO è noia :)

Anonimo ha detto...

Ci sono del resto molti genitori "naturali" che vendono figli al miglior offerente, li violentano o li buttano nei cassonetti. Cara Tiziana...mercificazione? io lo chiamo amore.

arisnero ha detto...

La storia di Bibbi è bellissima e piena d'amore...Tiziana come mi ha ricordato qualcuno oggi "solo quando sei davanti al fatto alla scelta, puoi e SAI veramente come la pensi"...