sabato 5 maggio 2012

non chiamatela "eterologa"


da Left 20/01/2012
di Paolo Izzo

Carlo Flamigni lo afferma spesso: l’uso che si fa della parola "eterologa" in campo di fecondazione assistita è inappropriato, perché sarebbe come dire che un uomo feconda una gazzella o che una donna progetta un figlio con un ornitorinco. Mentre è assolutamente più indicato parlare di "donazione di gameti". Al seminario "Dopo 8 anni di legge 40, proposte per ridurre i danni", organizzato lunedì 16 gennaio dalla Associazione "Luca Coscioni" per la libertà di ricerca scientifica, il famoso ginecologo ha anche aggiunto, scherzando: “Date le tantissime coppie italiane che vanno in altri Paesi per ricorrere alla fecondazione assistita, sarebbe meglio parlare di fecondazione esterologa!”. Le parole sono importanti, soprattutto in materia di bioetica: per esempio, "procreazione" medicalmente assistita, come ha sottolineato la sociologa Marina Mengarelli, viene usata soltanto in Italia ed è chiara la sua connotazione religiosa; così come "adozione degli embrioni", rileva l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Coscioni, è un’espressione che rimanda subito all’equazione embrione uguale bambino. Al convegno, in cui sono intervenuti anche i senatori Emma Bonino, Mario Perduca e Ignazio Marino, si è parlato molto di linguaggio e della necessità di opporvisi nettamente quando altri ne fanno un uso strumentale e disinformativo. E di come occorra dare ancora battaglia sulla fecondazione assistita e soprattutto su quella cosiddetta eterologa (che all’epoca dei referendum fu persino definita un "adulterio legalizzato"): il cui divieto, imposto dalla legge 40, rappresenta a tutt’oggi un limite per chi è costretto a praticare quello che sempre Flamigni definisce "turismo dei diritti". A Emma Bonino questa cosa non va proprio giù. “La differenza netta e assoluta”, ha detto, “tra l’impostazione radicale e laica e quella clericale è che noi non vogliamo imporre niente a nessuno, mentre loro vogliono imporre una visione e un divieto che valga per tutti”. Dalle parole ai fatti: intanto, due disegni di legge, per cui è già iniziata la raccolta delle firme necessarie per presentarli, che prevedono l’uno, la preservazione della fertilità e la conservazione di gameti umani e tessuto gonadale e l’altro, una normativa per la donazione di gameti ed embrioni. Poi, proprio la "donazione" è l’oggetto anche di un ricorso giurisdizionale dell’associazione Coscioni presso la Corte Costituzionale, che nelle prossime settimane dovrà perciò pronunciarsi sulla costituzionalità o meno del divieto di eterologa presente nella legge 40. “Se spostiamo lo scontro a livello della giurisdizione civile, costituzionale ed europea, come abbiamo fatto in questi anni”. Sostiene Filomena Gallo, “le Corti e i tribunali amministrativi ci danno ragione, dichiarando l’illegittimità di quelle restrizioni che avevamo chiesto di abrogare con il referendum del 2005. Ora siamo in attesa di un ulteriore giudizio della Corte costituzionale sul divieto di eterologa”. E, infine, sono ancora i Radicali ad aver presentato una interrogazione al ministro della Salute Renato Balduzzi per le prossime linee guida della legge 40. Infine, ha sostenuto Ignazio Marino, anche quando l’intera politica sembra dover occuparsi di sola economia, occorre continuare a battere sul tasto dei diritti civili. Anche se a farlo sono solo pochi "carbonari", ha concluso Emma Bonino.

2 commenti:

sfollicolatamente ha detto...

oh non avevo mai riflettuto sull'erroneita' della parla 'eterloga', per' ora che mi ci fai pensare, in UK si dice donor insemination, ed è piu' corretto...

E poi vogliamo parlare della parola 'sterilita'? gia' infertilita' fa male abbastanza, sterilita' poi..come se una fosse un vetrino da microscpio, un pai di guanti di plastica, una mattonella. ahi ahi...

barbara ha detto...

@sfolli: hai ragione sulla "sterilità" :)))) lo si è solo nella propria testa hehehehe