giovedì 28 giugno 2012

Chi ha paura della Donazione di gameti?

O meglio chi la conosce?
Sono migliaia le coppie che finora sono andate all’estero per la donazione di gameti, di conseguenza sono migliaia i bambini nati da donazione di gameti.
Ma “migliaia” non vuol dire la maggioranza degli italiani, inoltre di queste migliaia di persone poche (ma diciamo pure nessuna) pubblicizza la propria scelta di genitorialità.
E quindi, logicamente, mi domando: quanti conoscono realmente questo percorso?
La domanda più frequente quando si parla (genericamente) di donazione di gameti è : ma perchè non adottano?
E già questa domanda (a cui mi verrebbe da rispondere “echepalle!!!”) dimostra l’abissale ignoranza che vige sovrana in Italia.
E non sto qui a dare risposte (potete eventualmente leggere qui cosa penso: http://eterologa.blogspot.it/2007/10/quante-volte-vi-sarete-sentiti-dire-ma.html)
Dico solo sull’argomento, che credo sia una strada “più semplice” (se si potessero quantificare le difficoltà) dell’adozione, primo perchè non hai procedure burocratiche da svolgere, poi perchè nessuno entra nella privacy della coppia per dire se sarai o meno un bravo genitore, poi perchè in teoria, se le cose vanno bene o benino, non hai i tempi biblici dell’adozione; si può anche aggiungere che la donazione di gameti ti fa vivere l’esperienza della maternità, preclusa alle donne sterili.
Mettendo insieme un pò di cose si può spiegare la ragione della scelta.
A coloro che non devono affrontare questa scelta, la donazione di gameti resta un “mistero” e si sa i misteri fanno paura.
Quello che non si conosce a fondo fa paura.
E questo potrebbe in parte giustificare le critiche di molti verso la donazione.
Ma vediamo su quali temi si svolgerebbe il dibattito parlamentare (se ce fosse uno):
(tratto dal sito di http://www.beatricemagnolfi.it/wp/?p=110 scritto nel lontano 2005 ai tempi del referendum; ma sono dell’idea che le argomentazioni che animerebbero un dibattito attuale sul tema non cambierebbero - se ci fosse un dibattito certo!!! Peccato che oggigiorno non ci sia più il tempo di affrontare temi etici e sociali !)
“1- La prima riguarda il diritto del figlio a conoscere il proprio patrimonio genetico, che verrebbe negato dall’anonimato dei donatori, criterio che garantisce questi ultimi da possibili problemi futuri.
In effetti, alcune legislazioni straniere si pongono questo problema, che ha anche una sua valenza pratica, ad esempio in casi in cui sia necessario individuare il corredo genetico a fini terapeutici.
Ad esempio, l’anonimato è escluso dalle leggi austriaca e tedesca. La Svezia, ma in taluni casi anche la Spagna e la Gran Bretagna prevedono l’accesso ai registri che contengono i dati dei donatori, e anche in Francia, per ragioni esclusivamente sanitarie, vi si può accedere. Anche in Italia, prima della Legge 40, i Centri erano tenuti a conservare i registri dei donatori, per potervi accedere in caso di necessità; con il turismo procreativo questo oggi è impossibile. Dunque, proprio chi è preoccupato della negazione di questo diritto dovrebbe essere interessato alla cancellazione del divieto.
Il referendum non determina automaticamente il testo della nuova legge, ma dà un’indicazione al legislatore: una volta abrogato il divieto, si potrà regolare in termini positivi la materia.
Alcuni costituzionalisti si interrogano sul diritto a conoscere le proprie origini biologiche come su di una questione di principio, collegata all’identità dell’individuo.
E’ una discussione seria, che tuttavia dovrebbe investire anche la materia dell’adozione; inoltre, come opportunamente rileva Vittoria Franco, occorre sempre un bilanciamento fra i diritti: come si fa ad anteporre il diritto all’identità biologica al diritto dei genitori a costruire una famiglia oppure al diritto del nascituro a venire al mondo, se si è desiderati?
Il filosofo cattolico Emanuele Severino si è domandato, da cattolico, se ci si debba augurare, per difendere questo principio dell’identità genetica, che i 35.000 figli dell’eterologa non siano mai nati. E’ un furore ideologico che nessun cattolico può condividere.”
Per aggiornare questo punto c’è da dire che in Inghilterra hanno eliminato l’anonimato delle donazioni, con la conseguenza che le “donatrici di speranza” sono notevolmente diminuite!
L’argomentazione dell’anonimato può essere un motivo di discussione ma non un motivo per negare la donazione di gameti. Inoltre c’è da dire che molte coppie decidono di mantenere il segreto. E credo che questa scelta vada rispettata. È giusto, secondo me , che i donatori siamo e restino anonimi, mantenendo però i loro dati all’interno dei database delle cliniche nel caso (e solo in quello) ci fossero problemi di salute gravi che necessitino di risalire ai donatori.
Per il resto lascerei anche qui la libertà di scegliere se comunicare o meno al figlio il procedimento procreativo.

“2- Un altro argomento che ho sentito evocare con una certa enfasi è quello della felicità del bambino, o meglio dei possibili scompensi psicologici che possono derivare dal fatto di avere un terzo genitore biologico.
Una famiglia asimmetrica, si è detto, dove non c’è coincidenza fra chi mette al mondo un figlio e chi lo terrà al mondo.
Tutti questi argomenti sottintendono una visione meramente biologica della paternità e della maternità, che, portata alle estreme conseguenze, dovrebbe indurci a vietare l’adozione.
I nostri vecchi, con grande saggezza, dicevano: “I figli sono di chi gli vuol bene.? Sarà una visione semplicistica, ma contiene un approccio più avanzato alla genitorialità, legata alla responsabilità, alla cura, alla relazione affettiva piuttosto che al legame del sangue.
Non si capisce perché un bambino così desiderato, pensato, cercato, tanto da scavalcare difficoltà tecniche ed economiche, sociali e culturali debba essere più infelice di qualsiasi altro bambino, magari messo al mondo in maniera del tutto involontaria. Nessuno ha in tasca la garanzia della felicità dei propri figli, non sta nelle nostre mani; il loro equilibrio psicofisico dipende se mai dalle cure e dall’affetto che ricevono, che purtroppo non è una condizione sufficiente. Il legame di sangue c’entra davvero poco e, in ogni caso, chi lo invoca cade in una grave contraddizione quando dichiara preferibile l’adozione alla fecondazione eterologa.”
Non ho nulla da aggiungere, tranne forse che i “vecchi” si facevano meno “pippe mentali” (scusate il francesismo) sulla famiglia! Forse all’epoca erano più preoccupati di come sfamare i figli e a come curarli e farli crescere sani piuttosto che giudicare “buono” o “cattivo” un genitore!
Chi avanza argomentazioni simili lo fa per la paura che il “mistero” genera sempre. Il mistero di una genitorialità cosi avanti, cosi moderna, perchè dobbiamo ringraziare la scienza e la ricerca se siamo in grado di porre un rimedio alla sterilità! e si sa le cose nuove creano timori, che sono il più delle volte esagerati e senza senso.

“3- Un altro argomento riguarda la precarietà psicologica della coppia, in cui alla lunga potrebbe esplodere la crisi per una scelta in cui vi è una asimmetria di legami biologici.
Non c’è nessuna ricerca che abbia evidenziato queste maggiori difficoltà per le coppie che hanno fatto ricorso all’eterologa, anzi è vero il contrario; tutti gli esperti hanno osservato una maggiore saldezza nella coppia e nella famiglia, come se la consapevolezza di una scelta contro corrente avesse rafforzato i legami affettivi.
Del resto, occorre davvero un atto di amore in più per accettare la donazione di gameti pur di consentire al proprio compagno o alla propria compagna di esaudire un desiderio di genitorialità biologica. Altruismo, generosità, solidarietà, consapevolezza di sé e del proprio rapporto affettivo: tutti fattori che fanno maturare la coppia e la rendono più forte.”

E diciamolo, indipendentemente da come vengono i figli, creano sempre scombussolamenti nella coppia! Perchè le coppie che non hanno fatto PMA non litigano a causa dei figli? Per la loro educazione? Per la stanchezza? Per la mancanza dei propri spazi? Per le aumentate responsabilità?
Chi non ha peccato scagli la prima pietra! E poi diciamolo ancora, ma guardate che quando i figli nascono non si ha più il tempo di pensare al passato! Quello che c’era prima era la vita precedente! Le nuove responsabilità e impegni cancellano e annullano gli eventi pregressi!
Anche questa argomentazione non ha fondamento!

“4- C’è poi l’argomento di chi dice che, consentendo l’eterologa, si apre la strada alle peggiori aberrazioni: maternità sostitutiva, fecondazione post mortem, e in particolare all’eugenetica.
Una sorta di divieto preventivo, che impedisce un risultato moralmente condivisibile, quello di curare le forme più gravi di sterilità, in nome di una possibile deriva fuori controllo.
Voglio sottolineare che, con questo principio, molte applicazioni scientifiche sarebbero state negate; è quello che la commissione Warnock ha definito la “teoria del pendio scivoloso? (Vittoria Franco le dedica un capitolo del suo libro) e che può essere riferito anche alla diagnosi preimpianto.
Questa teoria, del “dove andremo a finire? risponde alle paure, ai fantasmi mostruosi, da circo Barnum, che trovano grande eco nei media. Non a caso Severino Antinori è sempre invitato in televisione. Chi parla di clonazione, uteri in affitto ecc… è il peggiore nemico della procreazione assistita.
Occorre tranquillizzare le persone, non spaventarle con i casi limite; occorre spiegare con parole semplici che anche il coltello per il pane può servire per uccidere il marito, ma non per questo dobbiamo bandirlo da tutte le cucine.”
Concordo!

“5- La difesa della famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, anzi fondata sull’atto coniugale, è forse la motivazione più vera che sta dietro la condanna dell’eterologa.
Una motivazione che perfino i più vicini alla dottrina della Chiesa non osano esplicitare quasi più, consapevoli del fatto che l’evoluzione sociale ha prodotto tanti nuovi modelli familiari, ben più asimmetrici della famiglia che ricorre alla PMA. La stessa Legge 40 ammette l’accesso alle tecniche per le coppie di fatto.
Mentre sulla difesa dell’embrione si sono mobilitati tanti nuovi “crociati?, sulla difesa della sacralità della famiglia tradizionale è difficile per la Conferenza Episcopale trovare alleati e soprattutto è difficile trovare consenso nel paese.
Non regge neppure la teoria della famiglia “naturale? da contrapporre alla famiglia “artificiale? : soprattutto nel caso di donazione di ovocita, il percorso “naturale? della gravidanza e del parto è pienamente rispettato, senza considerare che il confine fra ciò che è naturale e ciò che è indotto dal progresso scientifico e tecnologico viene continuamente ridefinito”

“In conclusione: tutte queste argomentazioni non reggono ad una analisi razionale.
Il che significa che c’è qualcosa di più profondo.
La fecondazione eterologa tocca corde profonde, che hanno una rilevanza socioculturale più che una pertinenza sul piano etico”



C’è la paura dell’ignoto, del mistero che si cela dietro alla donazione di gameti, la repulsione di una cosa che non si conosce e che ci si augura di non dover conoscere!
C’è la domanda: ma perchè questa scelta?
Domanda lecita per carità, ma appunto perchè è una scelta personale lasciamo agli individui la libertà di scegliere.
La percentuale di persone invece che è contraria per motivi religiosi, secondo me, è bassa; inoltre non è la religione che deve dare le regole! È il buon senso, la laicità, il progresso, la società.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Splendido post delucidativo! Non credo però che taluni cattolici o individui coi paraocchi riuscirebbeto a capire fino in fondo ciò che hai scritto (benchè la chiarezza delle argomentazioni sia ineccepibile). Esistono persone che non vogliono guardare, non vogliono ascoltare, non vogliono capire; e si trincerano dietro posizioni ufficiali di condanna.

Eppure conosco moltissimi di loro che, inizialmente, quando il problema non li toccava minimamente, salivano sul loro piedistallo pronti a giudicare, per poi invece fare le stesse cose che condannavano (cioè anche l'eterologa). Questo è uno dei tanti motivi per cui ho scelto di non fare outing con nessuno. Perchè poche persone capirebbero senza giudicarmi, ma soprattutto lo farò per tutelare mio/a figlio/a: non frutto di un esperimento genetico, ma frutto di un amore immenso
EMME

aspettandolacicogna ha detto...

cara emme ti do ragione sai, pochi capirebbe e sopratutto non giudicherebbero!
l'ignoranza credo, il NON SAPERE cosa sia, sta alla base di questa forte avversione verso la donazione di gameti!
fondamentalmente le persone dovrebbero capire che sono scelte personali, che non coinvolgono tutti, che ognuno dovrebbe poter essere libero di decidere la propria genitorialita! purtroppo in italia le liberta individuali sono poche ( e vorrebbero limitarle ulteriormente, vedi legge 194!!!!)
tutti a trincerarsi dietro posizioni ideologiche e cattoliche! siamo costretti da pochi cattolici bigotti a limitare le nostre possibilità di scelta! ma sarà mai possibile????

Anonimo ha detto...

Ti lascio questa "perla" della Cortellesi http://www.youtube.com/watch?v=OW9wf8e6M48 (dal minuto 1:35 al 2:25)incentrata su ben altro argomento ma che fa capire come funzionano (purtroppo) le cose in Italia! [sigh] EMME :***

Anonimo ha detto...

L'ignoranza non fa progredire il mondo.
Io mamma di due bimbi donati, con mio marito, abbiamo scelto di condividere con pochi la nostra scelta. Solo con chi fosse capace di aprire cuore e mente. Solo che è anche vero che se non si inizia ad uscire allo scoperto...la paura è per i bimbi. Le persone sono cattive e l'idea che i nostri figli possano essere guardati con occhi diversi... Loro sono il frutto di una scelta d'amore!
Aurorablu

Anonimo ha detto...

Bellissime parole Aurorablu. Noi usciremo allo scoperto solo e se le cose cambieranno. Un abbraccio a te e ai tuoi bambini Emme :***

Anonimo ha detto...

Grazie!! Hai ragione emme, ma quanto è difficile superare e vincere i pregiudizi della gente. Se avessi fatto ovodonazione lo avrei detto, ma mio marito non si sente di uscire allo scoperto...fertilità e virilità vanno di pari passo. Anche qs un pregiudizio da superare. Chissà un giorno...le cose spero cambieranno.

Aurorablu

aspettandolacicogna ha detto...

garzie emme per il link della cortellesi, superlativa come sempre :))))
io credo che sia giusto che le persone affrontino come si sentono questi argomenti, non siamo noi che dobbiamo andare in giro a dire "guardate mio figlio l'ho avuto cosi o cosi!".
io personalmente dico che si per avere mio figlio ho fatto la PMA, però di rado e solo con poche persone entro nel dettaglio! :)))

Anonimo ha detto...

Io non ho problemi a dire che i miei figli sono nati da pma, però i dettagli specifici li tengo per me! ;-)

aspettandolacicogna ha detto...

per anonimo: anche io faccio cosi! ovviamente le persone che mi conosco da piu tempo e che mi sono vicine lo sanno; agli altri, amici nuovi e conoscenti dico che ho fatto PMA perche avevamo delle difficolta, ma non scendo nei dettagli :)

aspettandolacicogna ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Forse un giorno, se avrò l'onore (e quale onore) di avere un bimbo grazie alla donazione di gameti, gli parlerò dell'eterologa. In rete ho trovato un libro molto carino "Lo strano uovo" illustrazioni e le storie di Emily Gravett (valentina Edizioni)
EMME :***

Eleonora ha detto...

"I figli sono di chi gli vuol bene" non è semplicistico, è saggezza profonda. I figli frutto di omologa o eterologa sono (spesso) più cercati, più voluti, più amati. Sono figli fortunati, non c'è che dire. Siamo pionieri di un mondo che sta cambiando, tra 50 anni si riderà di queste nostre discussioni, i bimbi nati in provetta saranno la maggioranza e non ci sarà più problema. Per ora più si ha conoscenza e vera informazione e meno la fecondazione fa paura. Ci siamo abituati al meticciato delle lingue, delle razze, delle culture, piano piano ci abitueremo anche al meticciato dei genomi. E' una ricchezza. Sì, ci dovremmo abituare, questo sarà il futuro. E sarà bello.

Anonimo ha detto...

http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/fertilita-e-infertilita/2012/07/04/news/cinque_milioni_di_bambini_in_provetta-38509229/?ref=HREC2-10
Qualcosa si sta muovendo. Un passettino per volta l'ideologia collettiva popolare coeva (italiana) riuscirà a rompere certi schemi mentali e spero che alla fine anche la donazione di gameti non sarà più un tabù. xxxxxxxxxxxxxxx Emme

aspettandolacicogna ha detto...

"Ci siamo abituati al meticciato delle lingue, delle razze, delle culture, piano piano ci abitueremo anche al meticciato dei genomi. E' una ricchezza. Sì, ci dovremmo abituare, questo sarà il futuro. E sarà bello."
Si sarà bello hai ragione, grazie per il tuo messaggio :)))))

aspettandolacicogna ha detto...

grazie emme per la tua segnalazione :)))))

Anonimo ha detto...

l'eterologa e' un'aberrazione. Io so benissimo di cosa si tratti, non ho figli e forse non ne avro' mai, ma l'eterologa e' sbagliata e le motivazione che voi portate a sostegno gli si rivoltano contro.
Un figlio ha diritto a nascere da due genitori e non ad essere assemblato in laboratorio con componenti provenienti da sconosciuti al solo scopo di ottenere un neonato, di avere la pancia come tutte le altre.
E' difficile adottare? Allora statevene senza figli.

aspettandolacicogna ha detto...

per anonimo: dovrei dire per diplomazia che rispeto la tua idea! ma aggiungo: tieniti pure la tua opinione io invece mi tengo i miei due meravigliosi figli :)
mi dispiace non tanto per le tue parole ma per quelle persone che la pensano come me, che vorrebbero tanto un figlio (che la natura a volte nega e non solo per problemi di eta) ma che per motivi puramente economici non possono avere! che sia attraverso la donazione di gameti o l'adozione!