sabato 29 settembre 2012

La storia di Sfolli

Sono molto lieta, dopo una lunga attesa, di presentarvi la mia "amica di blog": Sfolli, direttamente dal suo divertente blog: http://unonessunocento000.blogspot.it/ ecco a voi la sua storia!
Sono felice di poter pubblicare la sua storia perche Sfolli scrive in modo molto divertente e ironico, e poi è una bellissima storia con il lieto fine e tutti noi abbiamo sempre bisogno di leggere storie positive.
Quindi buona lettura e come se fosse necessario dirlo, condivido tutte le cose che ha scritto!

LA STORIA DI SFOLLI, DI DEAR HUSBAND E DELLA PICCOLA PICCA :

"Amor che nulla hai dato al mondo

Quando l’estate arriverà

Sarà il dolore di un crescendo

Sarà come riaverti dentro"

Alla radio c’è Gianna Nannini, con la sua canzone su Penelope, e io mi commuovo. Che poi a me Gianna Nannini sta anche un po’ sulle scatole, diciamocelo. Primo perchè a 54 anni è sicuramente rimasta incinta grazie alla fecondazione eterologa ma non mi risulta che lo abbia ammesso (certo, son fatti tuoi, Gianna, per carità, la privacy e tutto, ma allora com’è che mi sbatti la panza in prima pagina a destra e a manca). Secondo perchè da li è nata la solita discussione sui giornali sul fatto che ‘eppero’ l’eterologa è sbagliata perchè insomma a 54 anni è una cosa egoistica voler fare figli ecc ecc’, come se l’eterologa servisse solo alle 54enni e non a un sacco di coppie giovani che secondo questo ragionamento avrebber si’ il diritto di fare figli.

Comunque.

Dicevo, ascolto la Nannini e mi commuovo nella penombra di una casa in montagna, la casa dove ho trascorso tutte e 34 le mie estati, dove ho giocato, dove ho fatto a battaglia di pigne, dove mi sono sbucciata le ginocchia, dove ho imparato a contare guardando i ragazzi ‘grandi’ che giocavano a scala 40…
Mi commuovo perchè ora nel mio lettino c’è Picca, la nostra piccola Picconatrice (che s’è meritata il sopranome già quando da piccolo embrione che era s’attacco’ cosi bene all’utero di mamma dimostrando con orgoglio le sue origini orobico-alpine).
Mi commuovo perchè penso che solo due anni fa guadavo nell’incertezza, anzi, nella certezza di una diagnosi che diceva che nè io nè mio marito, anche detto Dear Husband perchè natio della terra di albione, avremmo potuto avere figli.
Azoospermia lui, Menopausa Precoce io.
Dell’azoospermia sapevamo da tempo, e in un certo senso è stata una ‘fortuna’ avere individuato che c’era un problema, perchè in questo modo ci siamo decisi subito a rivolgerci ad un centro di procreazione assistita. E a farlo quando eravamo ancora residenti all’estero, in Inghilterra, per intraprendere la fecondazione eterologa.

Ci siamo rivolti al centro a gennaio 2010. A marzo, a pochi giorni dal mio 32esimo compleanno, arriva la diagnosi per me. La mia riserva ovarica è praticamente nulla. Ci consigliano di ricorrere non solo alla donazione di seme, ma anche di ovociti.
Buon compleanno a me, e a tutte le coppie che NO, non hanno aspettato di essere ultra-sessantenni per diventare genitori. E SI, hanno bisogno di un aiuto dalla scienza. E NO, non sono figli di Satana che il Signore ha voluto punire. E SI, sono uomini e donne normali, con un desiderio normale di essere genitore.
Insomma, ci siamo capiti.
Decidiamo comunque di provare con le mie uova e con seme di donatore, ma nel frattempo intraprendiamo l’iter per accedere alla donazione di ovociti o anche di embrioni (che tanto cosi facciamo prima, anzi, ci sono piu’ probabilità che un embrione bell’è fatto attecchisca piuttosto che un ovocita venga fecondato e poi arrivi alla fase di embrione). Paghiamo per metterci in lista d’attesa in due centri diversi.
Ci informiamo sull’adozione, e capiamo che NO, non è la stessa cosa che partorire un figlio che non è geneticamente tuo. Per mille motivi, ma fondamentalmente perchè la gestazione di un figlio che non è geneticamente tuo dura nove mesi, mentre quella di un figlio adottivo dura molti anni, e non sempre porta ad abbracciare il tuo bambino.
Quindi, dicevo, ci mettiamo in lista d’attesa, e nel frattempo io mi strafaccio di pere. Quelle belle forti, con la dose massima di ormoni, che fortunatamente non mi danno alcun problema. Anzi, comincio a prenderci gusto – finalmente stiamo facendo qualcosa di concreto e di proattivo, e poi guarda come ti mischio le polverine che neanche il Piccolo Chimico.

Ma la prima Fivet non va.

Noi pero’ non ci scoraggiamo, perchè comunque di ovetti ce n’erano SI, e piu’ di quanto il piu’ di quanto il piu’ ottimista dei ginecologi avrebbe immaginato.
Allora ditelo, che non avete capito niente delle mie ovaie.
Ci riproviamo, sempre con le mie uova e il seme dello stesso donatore.
Intanto mi chiamano dal centro per dirmi che una coppia di loro pazienti ormai plurigenitori ha deciso di donare i propri embrioni crioconservati. Capite, io sto per farmi la prima pera sperando di produrre almeno un ovetto buono che possa diventare embrione, e questi mi dicono che ci sono no uno ma sei embrioni on-the-rocks che non aspettano altro che di essere risvegliati dal loro sonno glaciale.
Ma io niente, ormai ci ho preso gusto e mi faccio la prima pera.
E poi un’altra, e poi centomila altre.
Sperando che, se questa volta non va, gli embrioni siano ancora la ad aspettare me e Dear Husband.
In effetti dopo un mese, gli embrioni sono ancora là: a quanto pare, non sono molte le coppie là fuori che hanno bisogno di donazione di gameti sia maschili che femminili, quindi nessuno nel frattempo li ha reclamati.
Solo che ora, neanche noi li reclamiamo. Perchè nel frattempo, io e Dear Husband siamo rimasti incinti di Picca.

E tutto il resto è storia…la storia di un’amore che si da al mondo, grazie a non ad una, ma a tante, centomila persone che hanno reso la fecondazione eterologa possibile, e nonostante chi, invece, al mondo non ha dato che il niente, nella forma di una legge amara e ingiusta.

6 commenti:

sfollicolatamente ha detto...

Ooh che velocita', altro che miei tempi biblici, grazie! Spero che questa storia possa dare speranza a chi ne cerchi passando di qui. Smuak!

aspettandolacicogna ha detto...

era troppo bella per non pubblicarla subito grazie :)

raffaella ha detto...

Intervista bellissima, Sfolli. Brava.
Raffaella

PItipum pala ha detto...

Rileggere questa storia, mi regala sempre una grande emozione!
Centomila bacioni a Picca e a te! :***
"zia" EMME (sister dall'AMH azzerato, dalle ovaie in pensione e (sperotanto ossì)futura madre ovo o embrio)

Nina ha detto...

E ogni volta piango come una scema ;__; zia Nina, a dispetto delle apparenze, è una tenerona eh :D
E poi lo sai che succhio avidamente speranza dalla tua storia, visto che sono anche io del 'clan delle ovaie pigre' ;)

sfollicolatamente ha detto...

Carissime, voi lo sapete che io faccio un tifo speciale per voi, vero? Love love love