sabato 13 aprile 2013

LA FECONDAZIONE È DIRITTO ALLA VITA

12 aprile 2013 su La Repubblica
Corrado Augias risponde al lettore Paolo Izzo:

Il tribunale di Milano giudica incostituzionale la legge 40 in quanto non consente la fecondazione eterologa alle coppie sterili e si rivolge alla Corte costituzionale. La corte di Cassazione ha condannato per abuso di ufficio una dottoressa che, per obiezione di coscienza, non ha dato assistenza a una donna che aveva abortito. Due casi recenti, due notizie trascurate. Due estremi che si toccano. Protagonisti in negativo i cosiddetti pro-life, che non si capisce ancora bene se siano a favore della vita umana o di quella pre - e ultra-terrena. Da un lato, infatti, predicano che un embrione abbia più diritti della donna che non lo vuole; dall' altro impediscono alla donna che vorrebbe portarne uno fino alla nascita di essere fecondata, in qualunque modo sia oggi possibile con la scienza moderna. E poi: cimiteri di feti ed embrioni, fiaccolate e veglie per la vita vegetativa, crociate contro il testamento biologico. Si mettano d' accordo: c' è qualche essere umano, adulto e vivo, che abbia un qualsivoglia diritto di scelta, per costoro che inneggiano alla vita... ma nell' aldilà?
Paolo Izzo


La domanda del signor Izzo è sarcastica ma coglie un punto fondamentale. Il rifiuto di considerare le conseguenze positive che gli ultimi ritrovati di scienza e tecnologia hanno determinato sulle possibilità della vita. L' ultima notizia: una coppia nella quale il marito è incapace di generare è ricorsa al tribunale (di Milano in questo caso) contro la famigerata legge 40 che vieta tra l' altro la fecondazione eterologa (sperma fornito da un terzo). Il tribunale ha sollevato un dubbio di legittimità costituzionale su quel divieto che condiziona la «possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili [...] di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita familiare». Il pool di avvocati che difende la libertà di scelta della coppia era coordinato da Marilisa D' Amico. Questa volta la suprema magistratura costituzionale dovrebbe pronunciarsi nel merito, stabilire cioè se quel divieto si scontra con le libertà stabilite dalla costituzione. Seguiremo la sentenza (prevista dopo l' estate) che potrebbe eliminare un' altra assurdità di questa pessima legge ispirata dal fanatismo, approvata nel 2004, confermata da un referendum fallito per mancanza di quorum. Le associazioni clericali arrivarono a predicare l' astensione dal voto perfino ad urne aperte così violando anche la legge elettorale. Causa di numerosi guai tra i quali il faticoso e dispendioso "turismo procreativo" (andare all' estero per fare ciò che l' Italia proibisce), la legge 40 è stata progressivamente smantellata da ben 17 sentenze di vari tribunali della Repubblica. La sentenza della Corte potrebbe essere la sua pietra tombale. Corrado Augias

3 commenti:

sfollicolatamente ha detto...

E' proprio una contraddizione palese ed oltraggiosa questa della 'pma no, ma aborto neanche': o incoraggi la vita su tutti i fronti, o non lo fai...
Speriamo che, picconata dopo picconata, questa legge medievale venga eliminata del tutto!

aspettandolacicogna ha detto...

ciao sfolli :))) si speriamo ma è evidente che nei paesi civili dove per cambiare qualcosa ci vuole il tempo necessario in italia (come è molto chiaro proprio in questo periodo) per cambiare qualcosa ci vogliono le calende greche!
baci baci

Marystar ha detto...

Un primo mattoncino è stato messo su, e che mattoncino.
In cuor mio spero che prima o poi questo stato diventi veramente laico e non continui a fingere di esserlo.